Rome Pride 2026: esclusa Keshet Italia, l'unica ong ebraica | quotidiano360
Rome Pride esclude l'unica organizzazione ebraica LGBTQ+ italiana, Keshet Italia denuncia un'esclusione politica
ROMA — La decisione degli organizzatori del Rome Pride di escludere Keshet Italia, l'unica organizzazione ebraica LGBTQ+ del Paese, dalla partecipazione con un proprio carro alla parata ha scatenato una polemica che intreccia i temi dell'inclusione con il conflitto in Medio Oriente.
AI-generated image (flux-2/pro-text-to-image via Kie.ai)
Summary
Gli organizzatori del Rome Pride hanno escluso Keshet Italia dalla parata del 20 giugno 2026, accusando il gruppo di non aver preso una posizione netta contro le azioni di Israele a Gaza. L'organizzazione ebraica denuncia un'esclusione politicamente motivata e il Congresso Ebraico Europeo critica la decisione.
ROMA — La decisione degli organizzatori del Rome Pride di escludere Keshet Italia, l'unica organizzazione ebraica LGBTQ+ del Paese, dalla partecipazione con un proprio carro alla parata ha scatenato una polemica che intreccia i temi dell'inclusione con il conflitto in Medio Oriente.
ROMA — La parata del Rome Pride, in programma il 20 giugno 2026, sarà teatro di un'assenza che sta già facendo discutere. Gli organizzatori hanno infatti escluso Keshet Italia, l'unica organizzazione ebraica LGBTQ+ italiana, dalla possibilità di sfilare con un proprio carro, innescando un duro scontro sul confine tra militanza politica e spirito di inclusione.
Al centro della controversia vi è la posizione di Keshet Italia riguardo alla guerra a Gaza. Secondo quanto riportato, gli organizzatori del Pride hanno criticato il gruppo per non essersi distanziato con sufficiente chiarezza da quello che definiscono il "genocidio in corso a Gaza da parte dello Stato di Israele". Keshet Italia, dal canto suo, ha parlato di un'"esclusione politicamente motivata", sostenendo che Rome Pride abbia "lasciato cadere la maschera".
La frattura si è consumata attorno a un preciso nodo politico. Gli organizzatori hanno spiegato che, sebbene la parata sia aperta a tutti coloro che condividono i valori del movimento Pride, la presenza di un carro ufficiale richiede l'adesione alla piattaforma politica dell'evento. In questo contesto, hanno affermato che la loro posizione sul "genocidio in corso a Gaza da parte dello Stato di Israele" è inequivocabile.
Keshet Italia ha rifiutato di aderire a un appello che condannava esplicitamente un genocidio in relazione alla guerra a Gaza. L'organizzazione ha dichiarato di sentirsi vicina al popolo palestinese, ma ha chiesto cautela nell'uso del linguaggio relativo al conflitto. "Nessuno dovrebbe essere sottoposto a un 'test ideologico' per poter far parte di un movimento che si fonda su inclusione e uguaglianza", è stata la replica di Keshet Italia alla decisione degli organizzatori.
Le reazioni e le accuse
La decisione ha immediatamente attirato critiche da parte del Congresso Ebraico Europeo (EJC). L'organismo ha censurato la scelta degli organizzatori del Rome Pride, affermando che la partecipazione a un evento non dovrebbe dipendere dal fatto che le organizzazioni ebraiche sostengano o meno determinate narrative politiche.
Da parte loro, gli organizzatori del Pride hanno cercato di tracciare una linea di demarcazione, sottolineando di distinguere tra il governo israeliano e la comunità ebraica, comprese le persone LGBTQ+ ebree. Hanno inoltre precisato che nessuno è ritenuto responsabile per i presunti crimini di guerra del governo israeliano. Tuttavia, questa precisazione non è bastata a placare la polemica.
"Die Organisation erklärte, Rome Pride habe 'die Maske fallen lassen'", ha aggiunto il gruppo, sostenendo che il Rome Pride abbia gettato la maschera.
Il contesto della parata
La parata del Rome Pride è uno degli appuntamenti più attesi dell'anno per la comunità LGBTQ+ italiana e si svolgerà il 20 giugno 2026. L'evento richiama ogni anno migliaia di partecipanti e rappresenta un momento di visibilità e rivendicazione di diritti. La presenza di carri ufficiali è tradizionalmente riservata a organizzazioni e gruppi che condividono la piattaforma politica stabilita dagli organizzatori.
Keshet Italia, in quanto unica organizzazione ebraica LGBTQ+ del Paese, aveva in passato partecipato all'evento, rappresentando un punto di intersezione tra identità religiosa e orientamento sessuale. La sua esclusione segna un punto di rottura inedito, che solleva interrogativi sulla gestione del dissenso politico all'interno di un movimento nato per promuovere l'inclusione.
La vicenda si inserisce in un più ampio dibattito internazionale che vede spesso i movimenti per i diritti civili confrontarsi con le pressioni legate al conflitto israelo-palestinese. La richiesta di prendere posizione su questioni geopolitiche complesse sta diventando un elemento di frizione in diversi contesti associativi e di attivismo, mettendo alla prova i principi di tolleranza e pluralismo.
Questions & Answers
Perché Keshet Italia è stata esclusa dal Rome Pride 2026?
Gli organizzatori l'hanno esclusa perché l'organizzazione non si è distanziata con sufficiente chiarezza dalle azioni di Israele a Gaza e ha rifiutato di aderire a un appello di condanna per genocidio.
Qual è la posizione di Keshet Italia sulla guerra a Gaza?
Keshet Italia ha dichiarato di sentirsi vicina al popolo palestinese, ma ha chiesto cautela nell'uso del linguaggio relativo al conflitto, rifiutando di sottoscrivere una condanna esplicita di genocidio.
Chi ha criticato la decisione degli organizzatori del Rome Pride?
Il Congresso Ebraico Europeo (EJC) ha criticato la decisione, affermando che la partecipazione a un evento non dovrebbe dipendere dal sostegno a specifiche narrative politiche.