Reiche ammorbidisce la riforma dell'EEG: pagamento transitorio per i piccoli impianti solari fino al 2029
Berlino, 18 luglio 2026
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Summary
Il ministero dell'Economia tedesco, guidato da Katherina Reiche, ha ammorbidito i piani per la riforma dell'EEG prevedendo un pagamento transitorio per i piccoli impianti solari fino a 25 kilowatt. Länder e associazioni di settore hanno tempo fino a mercoledì per inviare le loro osservazioni sui testi ministeriali.
Berlino, 18 luglio 2026
Il ministero federale dell'Economia tedesco, guidato da Katherina Reiche (CDU), ha ammorbidito il progetto di riforma della legge sulle energie rinnovabili introducendo un pagamento transitorio temporaneo per i nuovi piccoli impianti solari fino a 25 kilowatt, in attesa del passaggio alla commercializzazione diretta dell'energia prodotta.
Secondo quanto riferito dal ministero, i piccoli impianti con una potenza installata fino a 25 kilowatt, in particolare i piccoli impianti fotovoltaici su tetto, non riceveranno più un sussidio permanente a partire dal 2027. Per garantire un passaggio ordinato è però prevista una cosiddetta "befristete Übergangszahlung", ovvero una remunerazione transitoria limitata nel tempo. L'obiettivo dichiarato è quello di rendere disponibili "auskömmliche Mengen für bestehende Anlagen" e di lasciare margini di flessibilità agli impianti esistenti la cui originaria remunerazione ventennale prevista dall'EEG andrà progressivamente a scadenza nei prossimi anni.
Il progetto ministeriale prevede che i gestori di impianti fino a 25 kilowatt installati a partire dal 2027 ricevano una tariffa di immissione garantita per un periodo massimo di 36 mesi, dopodiché dovranno passare alla vendita diretta dell'elettricità prodotta sul mercato. "Befristete Übergangszahlung" è dunque la formula tecnica scelta dal ministero per definire questa fase intermedia, che dovrebbe consentire ai piccoli produttori di organizzare il rapporto con gli operatori della commercializzazione diretta senza essere esposti immediatamente alle fluttuazioni del mercato.
I contenuti del progetto di riforma
Il sistema tedesco delle energie rinnovabili, noto come Erneuerbare-Energien-Gesetz (EEG), finanzia l'espansione dell'elettricità verde in Germania fin dal 2000. Finora la legge prevedeva per chi installasse un impianto fotovoltaico sul proprio tetto e immettesse energia nella rete pubblica il diritto a un importo fisso per kilowattora erogato per un periodo di vent'anni. Con la riforma, questa tutela verrebbe sostanzialmente ridotta per i nuovi piccoli impianti, sostituita dalla menzionata remunerazione transitoria limitata a tre anni.
Il ministero motiva la scelta con la necessità di orientare maggiormente gli investimenti verso la commercializzazione diretta e con la volontà di preservare risorse per gli impianti esistenti in scadenza. In un passaggio della nota ministeriale si sottolinea inoltre che "Der Entfall der Redispatchentschädigung in Engpassgebieten wird genauer justiert", ovvero che la soppressione della compensazione per il ridispacciamento nelle zone soggette a congestioni di rete sarà ora calibrata in modo più preciso, per evitare i cosiddetti "Abregelungen", cioè le disattivazioni non compensate degli impianti durante i picchi di produzione.
Il pacchetto rete e gli obiettivi al 2035
Il pacchetto legislativo presentato venerdì sera dal ministero comprende anche un cosiddetto "grid package" destinato principalmente a orientare l'espansione degli impianti eolici e dei grandi impianti fotovoltaici, con l'obiettivo di prevenire le congestioni di rete. In questo contesto, secondo quanto riferito, gli impianti di nuova costruzione non potranno più essere disattivati senza compensazione durante i momenti di sovraccarico della rete. Il pacchetto prevede altresì incentivi per favorire una distribuzione più equilibrata degli aerogeneratori sul territorio, in modo che "eine ausreichende Menge Windenergie im Süden Deutschlands zugebaut wird", come si legge nei documenti ministeriali.
Sul fronte degli obiettivi quantitativi, il ministero ha annunciato un innalzamento del traguardo di potenza installata: invece degli 8,4 gigawatt previsti in precedenza, entro il 2035 dovranno essere installati almeno 9,5 gigawatt di nuova capacità rinnovabile. La misura è pensata per dare un segnale di accelerazione all'espansione del settore, anche se le reazioni delle associazioni di categoria e dei partiti politici sono apparse immediatamente critiche.
Le critiche di BEE e BSW
Il Bundesverband Erneuerbare Energie (BEE), che rappresenta l'insieme del settore delle rinnovabili tedesco, ha diagnosticato "erhebliche Verschlechterungen", ossia peggioramenti significativi, rispetto alla legislazione vigente. La presidente del BEE Ursula Heinen-Esser ha dichiarato che il governo federale sta creando nuova incertezza anziché condizioni di investimento affidabili: "Statt verlässlicher Investitionsbedingungen schafft die Bundesregierung neue Unsicherheit". Il BEE ricorda che il comparto delle rinnovabili tedesco occupa oltre 436.000 persone e genera un volume di investimenti annuo di circa 37 miliardi di euro.
Critiche molto dure sono arrivate anche dal Bundesverband Solarwirtschaft (BSW), l'associazione tedesca dell'industria solare, che attraverso il suo amministratore delegato Carsten Körnig ha definito il progetto di legge del tutto fuori dal tempo: "Die Pläne sind gänzliche aus der Zeit gefallen". Körnig ha accusato il governo di voler prolungare la dipendenza delle famiglie tedesche dalle fonti fossili e di mettere a rischio decine di migliaia di posti di lavoro nella filiera del solare: "Sie halten Privathaushalte länger in fossiler Energieabhängigkeit und gefährden zehntausende Jobs in der Solarbranche". Le modifiche sono state liquidate come "wirkungslose Trostpflaster", ossia come palliativi inefficaci.
Il BSW ha inoltre messo in guardia dal rischio concreto di un crollo degli investimenti: la soppressione prevista dei sussidi per i nuovi piccoli impianti solari a partire dal 2027, secondo l'associazione, potrebbe far crollare investimenti per miliardi di euro e mettere a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro nelle piccole e medie imprese e nell'artigianato in tutto il Paese. Körnig ha criticato in particolare l'obbligo, previsto dal progetto, per i gestori di piccoli impianti di commercializzare in proprio l'elettricità prodotta, senza poter contare su una tariffa statale garantita.
Le reazioni delle associazioni e dei partiti
Anche il Bundesverband der Energie- und Wasserwirtschaft (BDEW), la principale associazione delle aziende energetiche e idriche tedesche, si è unito al coro delle critiche. La presidente del BDEW Kerstin Andreae ha ricordato che "Die Energiewirtschaft und Investoren warten seit Monaten darauf", ossia che il settore energetico e gli investitori attendono da mesi un chiarimento. Andreae ha quindi ammonito che "Die Zeit drängt" e ha ricordato che la Commissione europea dovrà approvare l'EEG sotto il profilo degli aiuti di Stato prima che, a partire da gennaio, si possa nuovamente investire nei progetti di energia rinnovabile.
Sul fronte politico, il deputato dei Verdi Michael Kellner ha definito il pacchetto legislativo "eine Bremse für den schnellen Ausbau der Erneuerbaren Energien", un freno all'espansione rapida delle energie rinnovabili, accusando i gestori di rete di poter continuare a tirare in lungo i tempi, mentre i costi ricadrebbero sugli operatori eolici e solari: "Die Netzbetreiber dürfen weiter trödeln. Die Kosten dafür zahlen die Wind- und Solaranlagenbetreiber". Kellner ha inoltre sottolineato che l'energia rinnovabile servirebbe in modo particolare nei mesi estivi, anche per alimentare i condizionatori: "Wir könnten die Energie gut gebrauchen, auch und gerade fürs Kühlen mit Klimaanlagen".
La deputata de La Sinistra Janine Wissler è andata oltre nelle accuse, affermando che la ministra Reiche starebbe svolgendo il proprio incarico come lobbista del gas: "mache ihren 'Job als Gaslobbyistin' wirklich konsequent". Wissler ha criticato la concentrazione del potere decisionale attorno al ministero dell'Economia e l'indebolimento degli strumenti che avevano finora garantito la crescita delle rinnovabili nel Paese.
Secondo quanto riportato, molti gestori di piccoli impianti avrebbero già oggi difficoltà concrete a trovare un cosiddetto "Direktvermarkter", un operatore disposto ad acquistare e rivendere sul mercato l'elettricità prodotta dai piccoli impianti. Questa circostanza rende politicamente ed economicamente delicata la transizione verso la commercializzazione diretta prevista dalla riforma, e spiega in parte la resistenza delle associazioni di settore all'abbandono della tariffa fissa di lungo periodo.
La consultazione e i passaggi successivi
La presentazione dei testi ministeriali (Referentenentwürfe) venerdì sera ha aperto formalmente la procedura di consultazione dei Länder e delle associazioni di categoria (Länder- und Verbändeanhörung), che avranno tempo fino a mercoledì per presentare le proprie osservazioni. Si tratta di un passaggio tecnico ma politicamente rilevante, perché i rilievi delle associazioni di settore e dei governi regionali potranno influenzare la versione finale del testo che verrà poi approvato dal governo federale e sottoposto alla Commissione europea per la necessaria approvazione in materia di aiuti di Stato.
Sullo sfondo della discussione resta il dato strutturale della transizione energetica tedesca: secondo i dati diffusi dall'industria energetica, nel 2025 la quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili — vento, sole, biomasse e altre — ha raggiunto il 58 per cento del mix elettrico tedesco. La riforma dell'EEG, insieme al cosiddetto grid package, si colloca dunque nel tentativo del governo federale di conciliare l'espansione delle rinnovabili con la stabilità della rete, in un momento in cui l'aumento della produzione eolica e solare rende sempre più frequenti le congestioni locali.
Il contesto della transizione energetica
Al momento non è chiaro in quale misura le critiche delle associazioni e dei partiti dell'opposizione verranno accolte nella versione finale del provvedimento. Il ministero ha fatto sapere che la remunerazione transitoria sarà oggetto di ulteriori dettagli tecnici nei prossimi giorni, mentre resta aperta la partita del calendario di entrata in vigore delle nuove regole, legata anche ai tempi di esame da parte di Bruxelles.
Lo stesso BEE ha riassunto la propria valutazione evidenziando tre criticità principali: le limitazioni di potenza previste per gli impianti eolici e solari, l'ampia eliminazione delle compensazioni durante le congestioni temporanee di rete e la soppressione della tariffa fissa di immissione per i piccoli impianti solari. Per il BEE si tratta nel complesso di un arretramento rispetto al quadro attuale, mentre per il ministero la riforma rappresenta uno strumento necessario per accelerare il passaggio a un mercato più maturo e integrato delle rinnovabili tedesche.
Questions & Answers
Cosa prevede la riforma dell'EEG per i piccoli impianti solari dal 2027?
Il progetto del ministero dell'Economia prevede che i nuovi impianti fino a 25 kilowatt non ricevano più una tariffa di immissione fissa ventennale, ma soltanto un pagamento transitorio limitato fino a un massimo di 36 mesi, prima del passaggio alla commercializzazione diretta dell'elettricità prodotta.
Quali sono le principali critiche mosse al progetto di legge?
Il BEE ha denunciato "erhebliche Verschlechterungen" per il settore, mentre il capo del Bundesverband Solarwirtschaft Carsten Körnig ha definito i piani del tutto fuori dal tempo e ha parlato di "wirkungslose Trostpflaster".
Quali sono i tempi previsti per l'approvazione definitiva della riforma?
Länder e associazioni di categoria hanno tempo fino a mercoledì per inviare le proprie osservazioni; successivamente il testo dovrà ottenere l'approvazione della Commissione europea in materia di aiuti di Stato prima che, a partire da gennaio, si possa nuovamente investire nei progetti di energia rinnovabile.