Processo a Vienna: 60enne avrebbe stalkerato una gallerista per anni – perito diagnostica delirio amoroso
Vienna, 08 luglio 2026
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Summary
Davanti a un senato collegiale del Tribunale regionale di Vienna deve rispondere un uomo di 60 anni, accusato di aver perseguitato con insistenza una gallerista viennese dal 2023. Un perito psichiatrico ha diagnosticato un delirio amoroso; la pubblica accusa ha chiesto il ricovero in un centro terapeutico forense.
Vienna, 08 luglio 2026
Davanti al Tribunale regionale di Vienna è iniziato mercoledì il processo contro un uomo di 60 anni, accusato di aver stalkerato per anni una gallerista viennese a partire dal 2023; un perito psichiatrico ha diagnosticato un delirio amoroso.
L'imputato si trova in carcere preventivo da sei settimane e mezza nel penitenziario di Josefstadt. La pubblica accusa gli contesta di aver perseguitato con insistenza la gallerista, nota anche sulla stampa di cronaca mondana, a partire dal 1° dicembre 2025, e di averle reso in modo inaccettabile la vita quotidiana. L'accusa si fonda sul paragrafo 21, comma 1, del codice penale, che prevede il ricovero in un centro terapeutico forense.
Il 60enne aveva conosciuto la donna quando, un giorno – presumibilmente su consiglio di una storica dell'arte – era entrato nella sua galleria. Nel procedimento ha dichiarato di aver cercato inizialmente il contatto con la gallerista "weil ich wollte, dass sie sich zu meiner Arbeit äußert". L'uomo ha detto di essere un artista e di realizzare le sue opere sullo smartphone.
Dopo i primi contatti avrebbe nutrito la speranza che la gallerista "sich auf mich einlassen will". Avrebbe voluto "eine Familie gründen" con lei, ha riferito il 60enne. "Ich wollte ja eine Familie mit ihr gründen", ha raccontato al senato collegiale presieduto dal giudice Christoph Bauer.
Dalla visita in galleria alla persecuzione insistente
La gallerista respinse però i tentativi di avvicinamento. L'uomo fu bloccato sul telefono, ma nel 2025 continuò a farsi vivo via e-mail e di persona. Soprattutto nell'estate del 2025 si presentò quasi quotidianamente; una volta portò anche uno dei suoi quadri.
Ciò fu per lui "sehr verstörend", ha ammesso il 60enne a verbale: "Da wollte ich wissen, warum das mit den Push Backs gewesen ist." Si era chiesto "warum ich als Künstler auf Widerstand stoße und sie nicht mit mir redet". Alla domanda del giudice su come giudicasse il rifiuto, l'interessato rispose: "Ich habe das als Pushback empfunden."
Una delle sue lettere sarebbe stata risposta "sehr unfreundlich" da una collaboratrice, ha detto l'interessato. In seguito parlò di una risposta "hasserfüllte". "Es hat mich verstört", ha dichiarato M. Il giudice gli contestò: "Sie hat sie angezeigt, weil sie es nicht mehr ausgehalten hat."
Nudi e messaggi offensivi
La situazione si inasprì a causa dei messaggi che l'uomo inviò alla galleria. "Ich will Sex mit euch allen haben!", si legge in un messaggio indirizzato alla galleria; il 61enne inviò anche un'immagine del proprio corpo nudo. Alla domanda del presidente Bauer sul perché mandasse foto di nudo alla donna, l'imputato rispose: "Weil ich mich umfassend vorstellen wollte."
Il presidente incalzò: "Was ist Ihre Kunst?" L'uomo replicò che dipinge in modo astratto sullo smartphone. All'obiezione che così "nicht recht groß" sarebbe diventato, l'interessato rispose: "Das kann man skalieren." Alcune sue opere le avrebbe stampate e ingrandite fino a 2,50 metri.
Alla domanda del giudice su quale valore artistico creasse, l'uomo rispose: "Ich male Emotionen." La sua arte sarebbe "sehr gut". Espresse anche la convinzione che la gallerista fosse "interessiert daran, mit mir Kontakt aufzunehmen". Prima di Natale lei gli avrebbe scritto un messaggio dicendo di avere dei debiti. Bauer domandò: "Und Sie glauben, die Nachricht war von der Galeristin?"
L'imputato riconobbe di essere stato bloccato. "Für mich war das logisch, dass ich ihr schreibe", disse. "Die Hoffnung oder den Wahn?", commentò allora il giudice presidente.
Lo psichiatra riscontra un delirio amoroso
Il perito psichiatrico incaricato, Peter Hofmann, attestò nell'uomo un "Liebeswahn". Hofmann confermò che il ricovero in un centro terapeutico forense, richiesto dalla pubblica accusa ai sensi del paragrafo 21, comma 1, del codice penale, fosse opportuno "als von dem Mann eine Gefahr ausgehe".
Anche il medico del reparto terapeutico forense del penitenziario di Josefstadt giunse a una valutazione netta: "In einem Berufsfeld, wo wir die Türen offen halten müssen." All'interessato mancherebbero, quindi, la consapevolezza della malattia e del reato.
L'esperto descrisse inoltre il decorso della patologia: i primi sintomi sarebbero diventati evidenti nel 2002; dal 2014 l'uomo non assume più farmaci e le sue condizioni psichiche sono peggiorate. Dal 2017 almeno cinque donne si sarebbero rivolte alle autorità a causa di M.
Nessuna consapevolezza – nonostante la volontà di imparare
L'imputato vede la situazione in modo completamente diverso. "Ich habe ein verkorkstes Leben gehabt", disse. Sarebbe un artista e per questo nel 2023 si sarebbe avvicinato alla gallerista. "Ich war noch nie so gesund wie jetzt!", affermò il pensionato. "Mein Leben ist zerstört!" Dal suo punto di vista sarebbe infatti del tutto innocente. "Mein Ruf ist ruiniert", si lamentò il percettore di una pensione di invalidità.
Il fatto di dover restare in carcere preventivo lo esasperò: "Das ist überschießend." La custodia cautelare sarebbe "völlig unverhältnismäßig!", protestò M. mentre gli agenti della guardia giudiziaria gli mettevano le manette. "Ich bin zu Unrecht in Haft!", protestò il titolare di pensione di invalidità. Una misura che l'austriaco incensurato proprio non comprende.
Processo rinviato – la gallerista è in vacanza
Verso la fine dell'udienza l'imputato si mostrò in parte consapevole: "Ich hab daraus gelernt." In futuro non cercherà attivamente delle donne, ma "es auf mich zukommen lassen". Vorrebbe sì formare una famiglia, "aber ich werde auf diese Art und Weise nicht mehr versuchen, auf diesem Wege eine Frau zu gewinnen". "Aber jetzt bin ich in der Lage, Kontinuität hineinzubringen", ne è convinto.
Poiché la gallerista è attualmente in vacanza, ma l'imputato e la sua avvocata difensrice Iris Augendoppler insistono per una sua deposizione di persona, il giudice Bauer ha infine rinviato il processo a data da destinarsi, prendendo però in considerazione un'udienza il 27.
Il procedimento getta luce sui confini tra amore ossessivo e comportamento penalmente rilevante. La perizia psichiatrica di un delirio amoroso e i precedenti che riguardano almeno cinque donne evidenziano la dimensione di un caso di cui le autorità si occupano da quasi un decennio.
Questions & Answers
Cosa si contesta al 60enne a Vienna?
La pubblica accusa gli contesta di aver perseguitato con insistenza una gallerista viennese dal 1° dicembre 2025 e di averle reso in modo inaccettabile la vita quotidiana; inoltre, dal 2023 avrebbe cercato contatti con lei e l'avrebbe importunata, tra l'altro, con foto di nudo e messaggi osceni.
Cosa ha accertato il perito psichiatrico Peter Hofmann?
Peter Hofmann ha diagnosticato nell'imputato un delirio amoroso e ha dichiarato che dall'uomo proviene un pericolo; un medico del reparto
Vienna: processo per stalking contro un 60enne – il perito | quotidiano360