Portogallo ai Mondiali: il dibattito sul ruolo di Cristiano Ronaldo tra dubbi e difese
Lisbona, 05 luglio 2026
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Summary
Dopo il deludente 1-1 del Portogallo contro la Repubblica Democratica del Congo nella fase a gironi dei Mondiali, è tornato d'attualità il dibattito sul ruolo di Cristiano Ronaldo in nazionale. Il ct Roberto Martínez difende il capitano mentre Luís Figo avverte: senza di lui il titolo sarà difficile.
Lisbona, 05 luglio 2026
Dopo il pareggio per 1-1 del Portogallo contro la Repubblica Democratica del Congo nella fase a gironi del Mondiale in Nordamerica, la nazionale guidata da Roberto Martínez si prepara all'ottavo di finale contro la Spagna campione d'Europa, con Cristiano Ronaldo al centro di un acceso dibattito tra chi lo considera ancora un fattore decisivo e chi lo vede come un ostacolo.
Il pareggio per 1-1 contro la Repubblica Democratica del Congo nella prima partita del girone ha riacceso in Portogallo una discussione che ciclicamente torna d'attualità ad ogni grande torneo: la presenza di Cristiano Ronaldo in nazionale è ancora un valore aggiunto o un freno per i compagni? Secondo quanto riportato dai media portoghesi, nell'immediato dopo partita sono circolate voci su presunte tensioni nello spogliatoio, con al centro proprio il capitano della squadra.
Il commissario tecnico Roberto Martínez ha difeso con forza la scelta di puntare sul numero 7, arrivando a definirlo in diverse interviste «il più grande giocatore della storia». «Wir reden hier vom größten Spieler der Geschichte», ha dichiarato il tecnico, respingendo le critiche. Martínez ha poi aggiunto: «Jeder ist sich seiner Verantwortung bewusst und hat sich hohen Standards verschrieben», e ha garantito che il gruppo sta attraversando un momento di equilibrio: «Wir haben in der Kabine eine exzellente emotionale Balance».
La difesa di Martínez
Sotto la guida di Martínez, in carica dal 9 gennaio 2023 e con contratto fino al 31 luglio 2026, Ronaldo ha collezionato 25 gol in 31 presenze prima della rassegna iridata. Il ct ha spiegato più volte la sua fiducia nel giocatore con la stessa statistica, ricordando come «Er ist hier, weil er immer noch auf dem höchsten Level abliefert und nicht, weil er in der Vergangenheit viel erreicht hat», sottolineando che il suo impiego si basa sul rendimento attuale e non sui meriti accumulati.
A sostegno di Ronaldo è intervenuto anche Luís Figo, icona del calcio portoghese, che ha liquidato le critiche con un secco «Nichts» quando gli è stato chiesto se Ronaldo possa rappresentare un problema. «Vielleicht denken sie, dass er sie bremst», ha detto Figo riferendosi ai detrattori, per poi aggiungere, come riportato: «Ich habe nichts gegen ihn, aber man sollte die Dinge beim Namen nennen». Secondo Figo, il suo ex compagno di nazionale è l'unico motivo per cui il Portogallo può ambire a vincere il titolo in questo Mondiale.
Le voci critiche e i precedenti
Dall'altra parte della barricata si collocano le voci critiche che indicano due partite giocate senza Ronaldo – disputate nel settembre 2023 e nel novembre 2025 – come prova di cosa possa fare questa selezione senza il suo fuoriclasse. In quelle occasioni il Portogallo ha ottenuto i risultati più larghi della sua storia: un 9-0 e un 9-1. «Es ist offensichtlich, dass einige Spieler Cristiano Ronaldo nicht im Team haben wollen», hanno commentato fonti vicine alla squadra citate dalla stampa.
A rinfocolare la polemica è arrivato anche il ricordo della Coppa del Mondo 2022 in Qatar, quando l'allora ct Fernando Santos decise di lasciare Ronaldo in panchina per buona parte degli ottavi di finale contro la Svizzera. In quell'occasione, dopo la prova opaca della stella, il Portogallo aveva reagito con una prestazione convincente, lasciando intravedere la dimensione della squadra del futuro. Santos stesso, oggi 82enne, aveva commentato in passato: «Er spielt nicht, um zu gewinnen. Er spielt, um der Hauptdarsteller zu sein».
Una generazione di talento
Ronaldo, nato il 5 febbraio 1985 e attualmente legato all'Al-Nassr fino al 30 giugno 2027, ha superato nel suo cammino in nazionale il record di Eusébio, che nel 1966 aveva portato il Portogallo al terzo posto mondiale. Una pietra miliare che, secondo i suoi sostenitori, certifica la grandezza della sua eredità. Ma la domanda che divide il Paese è un'altra: a 41 anni, in un gruppo che comprende calciatori come Bruno Fernandes (31), capitano del Manchester United, Vitinha (26) e João Neves (21), entrambi vincitori di due Champions League con il Paris Saint-Germain, oltre a Rúben Dias (29) e Rafael Leão (27), la presenza del «CR7» è ancora un vantaggio competitivo?
Il contesto della squadra, del resto, parla di una generazione straordinariamente talentuosa: Vitinha e João Neves hanno alzato due volte la coppa dalle grandi orecchie con il club parigino, Dias ha vinto la Champions con il Manchester City, Diogo Costa (26) porta la fascia di capitano del FC Porto campione di Portogallo, mentre Fernandes è il riferimento tecnico dello United. Un patrimonio tecnico che, secondo i critici, rischia di non esprimersi appieno accanto a un talento individuale come quello di Ronaldo, abituato a essere il protagonista assoluto.
A complicare il quadro contribuisce anche un confronto simbolico con il passato. «Verstehen Sie, dass das das Gegenteil von Eusébio ist?», si è chiesto un commentatore, richiamando l'immagine del campione degli anni Sessanta, capace di mettersi al servizio della squadra. Un paragone che, nell'ottica di chi critica l'attuale Ronaldo, fotografa la distanza tra il calcio di un tempo e quello attuale, dove le dinamiche di spogliatoio e i personalismi possono pesare quanto il talento puro.
Verso la sfida con la Spagna
Intanto, sul fronte sportivo, il Portogallo è riuscito a strappare la qualificazione agli ottavi di finale – in programma lunedì sera contro la Spagna campione d'Europa – grazie a un successo per 2-1 sulla Croazia. A segnare, in una partita che ha visto Ronaldo partire dalla panchina, è stato Gonçalo Ramos, la cui prestazione ha rievocato proprio quella degli ottavi del 2022 contro la Svizzera, quando fu proprio lui a rendersi protagonista al posto del capitano. Due episodi che, secondo i sostenitori della «linea verde», dimostrerebbero che il Portogallo del futuro è già pronto.
Resta il fatto che, al di là delle posizioni contrapposte, la presenza di Cristiano Ronaldo in campo non sembra essere messa in discussione dal ct Martínez, che continua a considerarlo un elemento centrale del progetto. La partita contro la Spagna, dunque, si preannuncia come un nuovo banco di prova per un dibattito che, con ogni probabilità, accompagnerà la nazionale portoghese per tutta la durata del torneo e oltre.
Questions & Answers
Perché Cristiano Ronaldo è al centro del dibattito in Portogallo?
Dopo il pareggio per 1-1 contro la Repubblica Democratica del Congo nella fase a gironi del Mondiale, sono circolate voci di tensioni nello spogliatoio che coinvolgerebbero il capitano, alimentando la discussione tra chi lo considera ancora decisivo e chi lo vede come un freno.
Quali risultati citano i critici di Ronaldo?
Le voci critiche ricordano due partite giocate senza Ronaldo, nel settembre 2023 e nel novembre 2025, terminate con i risultati record di 9-0 e 9-1, i due successi più larghi nella storia della nazionale portoghese.
Chi difende la presenza di Ronaldo in nazionale?
Il ct Roberto Martínez, in carica dal gennaio 2023, lo definisce «il più grande giocatore della storia» e ricorda i 25 gol in 31 partite sotto la sua guida; anche Luís Figo sostiene che Ronaldo sia l'unico motivo per cui il Portogallo può vincere il Mondiale.
Portogallo, il dibattito su Ronaldo: X-factor o freno? | quotidiano360