Piattaforma Medicina d'Emergenza: in Austria servono più competenze per i soccorritori
11/06/2026
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Summary
Una piattaforma di organizzazioni di medicina d'urgenza chiede a Vienna la riforma del Sanitätergesetz, fermo da oltre vent'anni. I soccorritori denunciano formazione insufficiente e un uso improprio dei medici d'urgenza, mentre gli interventi sono in forte aumento.
Diversi rappresentanti di organizzazioni di medicina d'urgenza hanno chiestuto giovedì a Vienna la riforma del Sanitätergesetz, legge sui soccorritori ferma da oltre vent'anni, denunciando una formazione inadeguata del personale e un'impiego non mirato dei medici d'urgenza.
La Piattaforma Medicina d'Emergenza (Plattform Notfallmedizin), che riunisce diverse organizzazioni austriache del settore, ha illustrato in una conferenza stampa a Vienna le criticità del sistema di soccorso. Secondo i dati presentati, circa il 50% degli interventi attualmente coperti con un medico d'urgenza non richiederebbe la presenza di un Notarzt, ma potrebbe essere gestito da personale paramedico adeguatamente formato.
Una formazione ferma da oltre vent'anni
Clemens Kaltenberger, presidente del Bundesverband Rettungsdienst (BVRD), ha spiegato che in Austria il Sanitätergesetz consente ai soccorritori paramedici di operare esclusivamente come personale ausiliario. "Das Sanitätergesetz erlaubt die Tätigkeit des Rettungssanitäters nur als Hilfstätigkeit", ha dichiarato Kaltenberger, aggiungendo che circa 10.000 dei circa 50.000 soccorritori del Paese avrebbero bisogno di una formazione superiore per essere efficaci nel sistema. Ha inoltre sottolineato che "Wir wissen aus Studien, dass je höher die Mitarbeiter im Rettungsdienst ausgebildet sind, desto länger bleiben sie".
Anche Mario Krammel, presidente dell'Österreichische Gesellschaft für Notfall- und Katastrophenmedizin (ÖNK) e primario del Berufsrettung Wien, è intervenuto chiedendo un'azione immediata: "Es ist jetzt Zeit zu handeln". Krammel ha ricordato che a Vienna gli interventi dei medici d'urgenza sono passati da 30.000 nel 2020 a 39.000 nel 2025, e che senza contromisure si sarebbe registrato un ulteriore aumento di 15.000 interventi: "Es wären noch 15.000 Einsätze mehr, wenn wir nicht Gegenmaßnahmen ergriffen hätten".
Il tema della formazione è al centro della richiesta. Mentre in Paesi vicini come Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Italia, Svizzera e Germania la formazione dei soccorritori è un percorso triennale, spesso integrato in un bachelor, in Austria il corso dura meno di un anno. L'anestesista e medico d'urgenza Manuel Winkler, dell'Interessengemeinschaft Notfallmedizin Innsbruck (IGNI), ha definito la professione "eine Sackgasse" in Austria: "In Österreich ist der Sanitätsberuf derzeit eine Sackgasse. Wer sich weiterentwickeln will, fällt aus dem System." Secondo i dati forniti, ancora l'80% dei soccorritori che intervengono sulle emergenze ha meno di 300 ore di formazione.
I risultati dei progetti pilota a Vienna e Graz
Sul fronte opposto, Matthias Aujesky dell'Interessensgemeinschaft Notärzte Oberösterreich (INO) ha descritto le conseguenze operative di questa lacuna formativa: "Die Unsicherheit beim Personal ist teils sehr groß, sodass häufig der Notarzt ,zum Drüberschauen' gerufen wird, obwohl es nicht angezeigt wäre". Anche Gerhard Prause, dell'Arbeitsgemeinschaft für Notfallmedizin (AGN), ha citato i risultati di un progetto pilota a Graz, dove l'impiego di paramedici specificamente formati ha ridotto il tasso di allarme dei medici d'urgenza a meno del 9%, contro circa il 23% nel resto dell'Austria. Un'iniziativa analoga nelle case di riposo viennesi, basata su paramedici altamente specializzati e telemedicina, ha evitato il 60% dei ricoveri.
Dal punto di vista economico, l'Associazione dei soccorritori paramedici ha calcolato in uno studio che una migliore formazione del personale potrebbe far risparmiare al sistema sanitario oltre 800 milioni di euro l'anno. Helmut Trimmel, anestesista e medico di terapia intensiva dell'Österreichische Gesellschaft für Anästhesiologie, Reanimation und Intensivmedizin (ÖGARI), ha illustrato la struttura attuale del sistema: "Wir haben derzeit 120 Notarztfahrzeuge im Dienst, die 24/7 besetzt sind", a cui si aggiungono dai 29 ai 40 elicotteri medici a seconda della stagione. Tuttavia, ha aggiunto, analizzando tutti gli interventi di un giorno di ottobre 2024 è emerso che solo nel 20% circa degli interventi è necessario un intervento del medico d'urgenza, e in più del 50% non è richiesto nemmeno un intervento medico generico.
Costi, risparmi e ostacoli politici
Le proposte sul tavolo prevedono la qualificazione di circa 4.000 soccorritori come Diplom-Notfallsanitäter, pari al 9% del totale, con una formazione pluriennale dal costo stimato di circa 200 milioni di euro in dieci anni. Krammel ha affermato: "50 Prozent der Einsätze, die wir mit einem Notarzt beschicken, brauchen keinen Notarzt", e ha aggiunto che, per gestire questa quota con i soccorritori, "brauchen wir eine verbesserte Ausbildung der Sanitäter und deshalb ist eine Reform des Sanitätergesetzes ganz dringend erforderlich". La riforma del Sanitätergesetz è inserita nel programma di governo e ha ricevuto l'adesione dei portavoce per la sanità di tutti i partiti parlamentari, come ha spiegato Trimmel.
Nonostante il consenso politico, il percorso normativo appare complesso. Kaltenberger ha riconosciuto che il cammino è reso difficile dal federalismo: "Der Weg dahin sei aber aufgrund des Föderalismus ,sicherlich schwierig'". Anche la fuga del personale rappresenta un problema strutturale: circa 10.000 soccorritori lasciano la professione ogni anno, il che costringe di fatto a riformare l'intero servizio di soccorso ogni quattro o cinque anni. Krammel ha concluso ribadendo l'urgenza della riforma e ricordando che il Sanitätergesetz attuale ha più di vent'anni e non è più adeguato alle esigenze del sistema.
Winkler ha ammonito che una riforma priva di un percorso formativo triennale significherebbe un arretramento: "Eine Reform in Österreich, die keine dreijährige Ausbildung vorsieht, wäre eine Reform in die Vergangenheit". Secondo i promotori, il sistema di soccorso austriaco, pur essendo di alto livello nel confronto internazionale, deve affrontare una crescente pressione a causa dell'aumento degli interventi e della carenza di medici d'urgenza in molte regioni, con dibattiti su ritardi nei soccorsi. Il governo federale ha annunciato una riforma, ma finora non sono stati resi noti dettagli concreti sull'attuazione del "Sanitätergesetz Neu".
Questions & Answers
Qual è la richiesta principale della Piattaforma Medicina d'Emergenza in Austria?
La piattaforma chiede la riforma del Sanitätergesetz, in vigore da oltre vent'anni, per introdurre una formazione più lunga e strutturata dei soccorritori paramedici e migliorare l'impiego dei medici d'urgenza.
Quali dati sono stati presentati sulla necessità dei medici d'urgenza negli interventi?
Secondo le analisi citate, in circa il 50% degli interventi coperti con un Notarzt non sarebbe necessaria la sua presenza, e solo nel 20% circa degli interventi è richiesta una specifica misura di medicina d'urgenza.
Quali esempi di progetti pilota sono stati citati durante la conferenza stampa?
A Graz un progetto con paramedici specificamente formati ha ridotto il tasso di allarme dei medici d'urgenza a meno del 9%, mentre a Vienna un'iniziativa nelle case di riposo con paramedici specializzati e telemedicina ha evitato il 60% dei ricoveri.
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