Conference League 2026: Crystal Palace vince 1-0, Glasner | quotidiano360
Oliver Glasner sulle orme di Happel: secondo trionfo europeo con il Crystal Palace
LIPSIA, 27 maggio 2026
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Summary
Oliver Glasner ha conquistato il suo secondo titolo europeo da allenatore, guidando il Crystal Palace alla vittoria per 1-0 contro il Rayo Vallecano nella finale di Conference League a Lipsia. Con questo successo, l'austriaco eguaglia un'impresa riuscita solo a Ernst Happel e Bela Guttmann nella storia dei tecnici austriaci.
LIPSIA, 27 maggio 2026
LIPSIA — Oliver Glasner ha scolpito il suo nome nella storia del calcio europeo mercoledì sera, conquistando il secondo trofeo continentale della sua carriera da allenatore grazie alla vittoria per 1-0 del suo Crystal Palace contro il Rayo Vallecano nella finale di Conference League.
Davanti a 39.176 spettatori nell'arena di Lipsia, è stato l'ex attaccante del Mainz Jean-Philippe Mateta a decidere la partita al 51° minuto, trasformando un pallone respinto dal portiere avversario Augusto Batalla nel gol che ha regalato al club londinese il primo titolo europeo della sua storia. Per Glasner, 51 anni, si tratta del secondo successo in una competizione UEFA dopo il trionfo in Europa League con l'Eintracht Francoforte nel 2022 a Siviglia.
Il tecnico dell'Alta Austria entra così in un club esclusivissimo: prima di lui, solo due allenatori della scuola austriaca erano riusciti a vincere due Coppe Europee. Il leggendario Ernst Happel, che sollevò la Coppa dei Campioni con il Feyenoord nel 1970 e con l'Amburgo nel 1983, e l'ungherese naturalizzato Bela Guttmann, vincitore nel 1961 e 1962 con il Benfica. Glasner ha ora raggiunto queste icone, scrivendo una pagina indelebile del calcio austriaco.
Una finale decisa da Mateta
La partita, arbitrata dall'italiano Mariani, è stata tutt'altro che spettacolare nel primo tempo. Il Crystal Palace, schierato da Glasner con un aggressivo pressing, ha cercato di togliere spazi agli avversari spagnoli, ma le occasioni da gol sono state merce rara. Il Rayo Vallecano, ottavo classificato nell'ultima Liga, si è fatto vedere per la prima volta in modo pericoloso dopo 25 minuti con un tentativo di Alemao, seguito da un altro tiro di Unai Lopez al 39° minuto, entrambi fuori misura.
L'unica vera occasione per gli inglesi nei primi 45 minuti è arrivata al primo minuto di recupero, quando Tyrick Mitchell, completamente smarcato, ha colpito di testa su cross di Adam Wharton mandando il pallone a lato. È stata la migliore opportunità per le "Eagles" di passare in vantaggio, e anche l'unica degna di nota di una prima frazione avara di emozioni.
La svolta è arrivata sei minuti dopo l'intervallo. Un tiro dalla distanza di Adam Wharton non è stato trattenuto dal portiere del Rayo Augusto Batalla, che ha respinto il pallone in avanti. Jean-Philippe Mateta, appostato nella posizione perfetta, ha raccolto la ribattuta e con lo stinco ha spinto la palla oltre la linea per l'1-0.
I brividi del secondo tempo
Il gol ha scosso il Rayo Vallecano, ma il Crystal Palace ha sfiorato immediatamente il raddoppio. Cinque minuti dopo il vantaggio, un calcio di punizione di Yeremy Pino si è stampato prima sul palo interno sinistro, poi su quello destro, rimbalzando nuovamente sul sinistro dopo una deviazione di Chadi Riad. Un minuto dopo, Mateta si è trovato ancora a tu per tu con Batalla, che questa volta ha compiuto un intervento straordinario per negare il 2-0.
La squadra spagnola, consapevole di dover reagire, ha aumentato la pressione nella seconda metà del secondo tempo. Come riportato dalle cronache, "anche se il Vallecano aveva più possesso palla, i momenti di transizione degli spagnoli venivano rapidamente neutralizzati dalle 'Eagles'". La squadra di Glasner si è chiusa in difesa, proteggendo il prezioso vantaggio.
Il tecnico austriaco ha gestito i minuti finali con cambi mirati: Mateta, l'eroe della serata, è stato richiamato in panchina al 76° minuto, sostituito da Strand Larsen, mentre Pino ha lasciato il campo quattro minuti dopo per far posto a Guessand. I tentativi del Rayo negli ultimi minuti — un calcio di punizione di Isi Palazon alto sopra la traversa al 75° e un tiro sbilenco di Alemao nei minuti di recupero — non hanno impensierito seriamente il portiere Henderson.
Un addio da re
La finale di Lipsia rappresentava l'ultima partita di Glasner sulla panchina del Crystal Palace. A gennaio, l'allenatore aveva annunciato che non avrebbe rinnovato il contratto in scadenza a fine stagione, dichiarando: "Cerco una nuova sfida". Il suo addio era già stato celebrato nell'ultima giornata di Premier League, dopo la sconfitta per 1-2 contro l'Arsenal, quando si era congedato dai tifosi del Selhurst Park con un discorso sul prato.
"Quando qualcuno crede in te, è la sensazione più bella che puoi provare", aveva detto Glasner in quell'occasione. "Per questo mercoledì andiamo a caccia del nostro terzo trofeo". Parole profetiche, che hanno trovato compimento nella notte di Lipsia. Dopo il trionfo, l'austriaco ha commentato: "La sua speranza di un 'finale perfetto' si è avverata".
Arrivato al Palace nel febbraio 2024 con la squadra al 15° posto, Glasner ha trasformato il club in una macchina da titoli. Nel 2025 aveva già conquistato la FA Cup — battendo in finale il Manchester City di Pep Guardiola per 1-0 — e il Community Shield. "Si può vedere cosa si ottiene quando un club è paziente", aveva dichiarato dopo la vittoria in FA Cup. "Abbiamo avuto un inizio davvero debole con tre punti nelle prime otto partite. Normalmente i tifosi diventano impazienti e si lamentano, ma i nostri sostenitori sono stati buoni con noi".
Il percorso di un vincente
La carriera di Glasner è stata segnata da una costante ascesa. Dopo aver trascorso quasi tutta la sua esperienza da calciatore al SV Ried, ha intrapreso la carriera di allenatore raggiungendo rapidamente traguardi prestigiosi. Nel 2020 ha portato il Wolfsburg agli ottavi di Europa League e l'anno successivo in Champions League. Poi la chiamata dell'Eintracht Francoforte, dove nel 2022 ha compiuto l'impresa: la vittoria dell'Europa League, la prima nella storia del club, che è valsa anche la qualificazione alla Champions League.
Dopo un semestre di pausa seguito all'addio a Francoforte nel 2023, Glasner ha accettato la sfida del Crystal Palace. In due anni e mezzo ha costruito un rapporto speciale con il club e la città. "Sono arrivato da straniero e me ne vado da sud-londinese", ha detto l'allenatore, sintetizzando il legame creato con l'ambiente.
La stagione del trionfo europeo non è stata però priva di ostacoli. Il Palace era stato inizialmente qualificato per l'Europa League, ma il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) aveva respinto il ricorso del club, confermando l'11 agosto 2025 la retrocessione in Conference League. Una delusione che Glasner aveva commentato con amarezza, soprattutto dopo la cessione improvvisa del match-winner della FA Cup, Eberechi Eze, all'Arsenal. "Ci hanno strappato il cuore", aveva dichiarato, "per la seconda volta in questa stagione". E ancora: "Quando giochi per la prima volta in Europa, dovresti investire, non risparmiare".
Il futuro è un'incognita
Dopo la vittoria, Glasner ha mantenuto il riserbo sul suo futuro. "Finora ho cancellato tutto. Non avevo v