Crisi dei Neos: Meinl-Reisinger respinge le accuse di | quotidiano360
Neos sotto pressione: conflitti interni sulla disciplina di gruppo, uscite dal partito e accuse di leadership autoritaria
Vienna, 13 luglio 2026
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Summary
I Neos si trovano ad affrontare una serie di conflitti interni: il deputato espulso dal partito Veit Dengler accusa la leader Beate Meinl-Reisinger di comportamento autoritario. Contemporaneamente anche Wolfgang Routil lascia il partito, mentre i politologi analizzano la disciplina di gruppo in Austria.
Vienna, 13 luglio 2026
Il partito di governo austriaco NEOS è attualmente scosso da un'ondata di conflitti interni, dopo che il deputato espulso Veit Dengler, in un'intervista a oe24.TV, ha rivolto gravi accuse alla leader del partito Beate Meinl-Reisinger e l'ex presidente dell'Ordine dei medici Wolfgang Routil ha annunciato la sua uscita dal partito.
Contesto: il conflitto tra Dengler e la dirigenza del partito
Le accuse sono pesanti: Dengler, che in una votazione di bilancio al Consiglio Nazionale ha votato contro la linea del partito e ha fatto stralciare un capitolo di bilancio, ha detto nell'intervista che Meinl-Reisinger avrebbe reagito con voce alta in una riunione del gruppo parlamentare e lo avrebbe spinto alle dimissioni. La leader del partito ha parlato di un "tradimento della fiducia" e ha respinto con decisione la descrizione di una guida "autoritaria" dei NEOS.
A innescare la vicenda è stata una votazione sul bilancio della Cancelleria federale, nel quale è ancorato il finanziamento ai partiti. Dengler si era irritato per il fatto che i fondi per il finanziamento ai partiti dovessero essere aumentati di circa il tre percento. Come ha spiegato, i contributi statali ai partiti – finanziamento ai gruppi parlamentari, finanziamento ai partiti e accademie messi insieme – ammontano a „una quota federale complessiva di 80 milioni di euro", mentre l'importo totale è stato quantificato in 340 milioni di euro. „Ma se si fa la somma, sono 340 milioni di euro", ha detto Dengler nella conversazione.
Gli eventi di venerdì al Consiglio Nazionale si sono svolti rapidamente secondo i partecipanti. „Venerdì pare sia andato tutto piuttosto velocemente", si legge nel resoconto. Ancora durante la seduta, Dengler ha presentato la richiesta di stralciare un capitolo di bilancio – „sfrontatamente nel mezzo della seduta", come ha formulato oe24.TV. Il suo proposito originario di votare contro non sarebbe stato poi messo in pratica: „Ma voleva votare contro e poi si è rimangiato tutto."
Nella trasmissione di oe24.TV è stato chiesto a Dengler se ora si sentisse libero o oppresso. È stato affrontato anche il rapporto già teso con la dirigenza del partito: „Il rapporto era già un po' teso, direi, tra Veit Dengler e la dirigenza dei NEOS." Ripensandoci, Dengler ha detto che il lavoro dell'ultimo anno e mezzo era stato „piuttosto soffocante", perché il Parlamento non è un „vero Parlamento che lavora". Il conflitto è culminato nella sua espulsione dal partito.
La votazione di bilancio come innesco
La leader del partito ha contrattaccato. Meinl-Reisinger ha lamentato un "tradimento della fiducia" da parte di Dengler e respinto le sue critiche. Anche nella trasmissione di oe24.TV è stata messa di fronte a domande sul suo operato: „Beate Meinl-Reisinger, ciò che lei e Matthias Strolz avete costruito, questo tipo di Neos, l'ha rovinata?" – e lei ha risposto, tra l'altro, richiamando il fatto che il comportamento di Dengler avrebbe messo a rischio la capacità d'azione del gruppo parlamentare. I fatti hanno lasciato, secondo il giornale, un'„immagine esterna catastrofica", come si legge ancora nel resoconto.
Dal canto suo Dengler ha ripreso le critiche alla partecipazione dei NEOS al governo e ha dichiarato: „14 anni fa lo abbiamo fatto nascere" – con riferimento al movimento dei NEOS, che aveva contribuito a fondare. Alla domanda se fosse stato favorevole all'ingresso dei NEOS nel governo con ÖVP e SPÖ, ha risposto in modo evasivo; l'attuale sviluppo avrebbe „probabilmente superato anche le peggiori previsioni".
Gli episodi hanno innescato un dibattito di fondo sulla disciplina di gruppo e sul mandato libero in Austria. Il politologo Laurenz Ennser-Jedenastik, professore di politica austriaca all'Università di Vienna, comprende in un colloquio con lo STANDARD che i deputati degli stessi partiti votino in modo uniforme: „Persone provenienti da ambienti ideologici simili vedono le cose del mondo in modo simile." Allo stesso tempo mette in guardia da un'immagine esagerata del „vincolo di gruppo": „Perché il fatto che singoli deputati votino contro non mette di per sé in pericolo il governo, data la comoda maggioranza." Riassumendo, „il cosiddetto vincolo di gruppo ha una reputazione molto peggiore di quella che in realtà gli spetta", afferma Ennser-Jedenastik.
I politologi sulla disciplina di gruppo in Austria
Il politologo sottolinea inoltre gli incentivi strutturali alla disciplina di gruppo: „Ci sono pochi incentivi forti per i deputati a discostarsi." Alla fine, per ottenere un seggio parlamentare bisogna anche essere inseriti da un partito – „in alto" – in una lista di candidati per un'elezione. Anche per questo vale: „Ciò non significa che i deputati non possano coordinarsi o accordarsi in modo discreto." In un Parlamento con 183 deputati serve una qualche forma di coordinamento: „Se tutti agissero come individui, non succederebbe proprio nulla."
Michael Imre dell'Istituto di scienze dello Stato dell'Università di Vienna, che si occupa tra l'altro di ricerca sui governi, condivide questa valutazione. Si chiede: „Come si dovrebbe attuare un accordo di coalizione se non si può contare sul fatto che tutti votino a favore?" Un'elevata disciplina dei deputati – cioè un comportamento di voto il più possibile uniforme – porta „a una maggiore stabilità delle coalizioni", dice allo STANDARD. Tuttavia la disciplina di gruppo, come la definisce lui, è più marcata in Austria rispetto ad altri paesi europei.
Entrambi gli esperti rimandano alla logica del sistema dei partiti: „A parte qualche Stato insulare del Pacifico, non esistono in pratica sistemi democratici senza partiti." I partiti rischierebbero una „certa perdita di reputazione" se non rispettassero gli accordi. „Il potere negoziale dei partiti di governo sono i voti dei loro deputati in Parlamento", afferma Ennser-Jedenastik: „E se non posso essere certo che i voti ci saranno davvero, non sono in grado di stringere patti." Esiste un consenso di base: „Si può agire in modo efficiente solo se le persone agiscono insieme."
I NEOS si trovano così davanti a un duplice problema: internamente hanno dovuto gestire il conflitto con Dengler, esternamente devono preservare l'immagine di un partito di governo affidabile. Nel caso concreto, un singolo dissidente non avrebbe potuto far cadere la coalizione con ÖVP e SPÖ – la maggioranza è comoda. Ma il segnale verso l'esterno che un deputato voti contro la linea del partito è considerato politicamente delicato. „Per un partito è la cosa peggiore che possa capitare", si legge nel resoconto.
Wolfgang Routil lascia il partito
„In Austria ciò porterebbe probabilmente sempre a una crisi di governo", osserva Ennser-Jedenastik in riferimento a uno scenario di maggiori violazioni della disciplina. In altri paesi come la Danimarca si è „più disinvolti". La questione è se i partner di coalizione, ÖVP e SPÖ, denuncerebbero pubblicamente il comportamento di Dengler: „La domanda è però se vogliono rischiare questo." Perché in fondo non si vuole danneggiare inutilmente il partner negoziale, di cui si ha bisogno per la propria maggioranza.
La comunità scientifica segnala inoltre una peculiarità notevole dei NEOS: solo i NEOS hanno