Luigi Pantisano eletto co-presidente della Linke – risultato risicato e critiche per il paragone con la CDU
Potsdam, 21 giugno 2026
AI-generated image (flux-2/pro-text-to-image via Kie.ai)
Summary
Al congresso federale di Potsdam, Luigi Pantisano è stato eletto nuovo co-presidente della Linke con circa il 53 percento. La co-presidente Ines Schwerdtner è stata confermata con quasi l'86 percento, mentre Pantisano, a causa del paragone con la CDU, incita critiche interne al partito.
Potsdam, 21 giugno 2026
La Linke ha eletto, nel corso del suo congresso federale a Potsdam, Luigi Pantisano nuovo co-presidente con circa il 53 percento dei voti dei delegati, mentre Ines Schwerdtner è stata riconfermata nettamente co-presidente con quasi l'86 percento.
Congresso a Potsdam: un nuovo gruppo dirigente
Il congresso federale della Linke si è svolto nel fine settimana presso la Metropolis-Halle di Potsdam. Circa 500 delegati hanno partecipato all'incontro della durata di tre giorni; tra loro spiccava la presenza di molti nuovi iscritti: circa la metà dei presenti era entrata nel partito solo negli ultimi tre anni. In media i delegati avevano circa 37 anni, le donne costituivano la maggioranza e, per la prima volta, i nuovi iscritti rappresentavano il gruppo più numeroso tra i presenti. Al momento del congresso la Linke dichiarava di contare circa 126.000 iscritti – tanti quanti non ne aveva più dalla fuoriuscita del gruppo Wagenknecht.
Al centro della seconda giornata congressuale vi era l'elezione della dirigenza del partito. Ines Schwerdtner, che già ricopriva la carica di co-presidente, è stata riconfermata nel pomeriggio di sabato con quasi l'86 percento dei voti dei delegati. Il suo co-presidente Jan van Aken non si è ripresentato per motivi di salute. Nel suo discorso d'addio van Aken ha dichiarato che il partito ha la stoffa per diventare un partito popolare: „Wir haben das Zeug zur Volkspartei, wir haben das Zeug für 20, für 25 Prozent.“ (Abbiamo la stoffa per un partito popolare, abbiamo la stoffa per il 20, per il 25 percento.)
Elezione con maggioranza risicata
Unico candidato alla successione di van Aken è stato Luigi Pantisano. Il 46enne è originario del Baden-Württemberg, figlio di lavoratori ospiti italiani, e si è formato politicamente nella regione di Stoccarda. Siede in Bundestag solo dall'attuale legislatura; in precedenza, nel 2020, si era candidato come sindaco a Costanza, costringendo la candidata della CDU al ballottaggio. Nella sua elezione a co-presidente, secondo le informazioni concordanti, ha ottenuto solo il 53,34 percento dei voti dei delegati – un risultato che all'interno del partito è stato commentato come „denkbar miserabel“ (malissimo).
Prima del congresso Pantisano aveva dichiarato in un'intervista alla Bild-Zeitung che non vi fosse „gerade gar keinen Unterschied zwischen der CDU, die faschistische Politik macht, der AfD oder den Faschisten selbst“ (in questo momento nessuna differenza tra la CDU, che fa politica fascista, l'AfD o i fascisti stessi). A ZDFheute aveva inoltre detto di aspettarsi almeno il 70 percento di consensi. Il risultato effettivo è stato nettamente inferiore. A margine del congresso Pantisano ha ammesso che „53 Prozent sei nicht das Ergebnis, das er sich gewünscht habe“ (il 53 percento non è il risultato che avrebbe desiderato). Spetta ora a lui guadagnarsi la fiducia e crescere nel ruolo nei prossimi mesi.
Critiche dalle associazioni regionali della Germania orientale
Le critiche al paragone con la CDU sono giunte soprattutto dalle associazioni regionali della Germania orientale. Eva von Angern, candidata di punta della Linke per la Sassonia-Anhalt, ha dichiarato alla Taz: „Mein Vertrauen in ihn ist erschüttert“ (la mia fiducia in lui è scossa) – e ha detto di non aver votato Pantisano. Anche Hennis Herbst, presidente regionale della Linke nel Meclemburgo-Pomerania occidentale, si è detto irritato. Un membro influente del partito ha detto al Tagesspiegel che l'accusa sarebbe „schlicht Dummheit“ (semplicemente stupidaggine) e che „historisch und aktuell ist das riesengroßer Unsinn, das sagt er jetzt ja auch selbst“ (sul piano storico e attuale è un'enorme sciocchezza, come del resto lui stesso ammette).
Eva von Angern ha al contempo ribadito la distanza dall'AfD: „Es gibt einen ganz klaren Unterschied zwischen der AfD und der CDU. Das eine sind DemokratInnen und das andere sind die, die die Demokratie abbauen wollen“ (c'è una differenza chiarissima tra l'AfD e la CDU. Gli uni sono democratici e gli altri sono quelli che vogliono smantellare la democrazia). Al Tagesspiegel ha aggiunto: „Mein antifaschistisches Licht ist, hier die Menschen vor einer AfD-Regierung oder ‑Beteiligung zu beschützen“ (La mia luce antifascista è qui proteggere le persone da un governo o da una partecipazione dell'AfD). Sul palco del congresso Pantisano ha dichiarato di non voler interferire nel lavoro dei compagni provenienti da zone in cui „jeder Zweite ein Nazi“ (ogni secondo è un nazista). Con una comunicazione scritta si è scusato lunedì per le sue precedenti affermazioni; esse sarebbero state „verkürzt und in dieser Form falsch“ (troppo sintetiche e sbagliate in quella forma).
Tetto alle indennità e politica sociale
Oltre al dibattito sul personale, il congresso ha approvato a larga maggioranza un tetto retributivo vincolante per i parlamentari della Linke. Le indennità saranno in futuro limitate al livello del reddito medio; attualmente ciò corrisponde a 5.300 euro lordi al mese, in riferimento al contratto collettivo del pubblico impiego. Le somme eccedenti confluiranno in fondi sociali. Schwerdtner, che aveva promosso in modo determinante questa regolamentazione, ha detto: „Es gehe um politische Glaubwürdigkeit“ (si tratta di credibilità politica). Lei stessa tratterrà della sua indennità parlamentare un salario medio e devolverà il resto alle persone del suo collegio elettorale direttamente conquistato di Lichtenberg. La delibera dovrà valere per le prossime elezioni del Bundestag e del Parlamento europeo; per i parlamenti regionali le sezioni territoriali dovranno definire proprie regole. Il cancelliere federale Friedrich Merz ha accusato Schwerdtner di perseguire una politica fredda.
Sul piano dei contenuti, il congresso ha approvato domenica, dopo un lungo dibattito, la mozione principale „Die Linke als Steinhaus bauen“ (Costruire la Linke come una casa di pietra), con la quale il partito intende radicarsi maggiormente nella società. Schwerdtner ha così sintetizzato il compito: „Wir kämpfen für jede Sozialarbeiterin in der Kommune, für jeden Sportplatz und für jedes Kind. Es macht sonst keiner“ (lottiamo per ogni assistente sociale nel comune, per ogni campo sportivo e per ogni bambino. Non lo fa nessun altro). Sul piano economico la Linke ha chiesto, tra l'altro, la reintroduzione dell'imposta patrimoniale, che secondo il partito potrebbe generare entrate aggiuntive di oltre 108 miliardi di euro l'anno; un'imposta di successione, secondo la presentazione del partito, potrebbe addirittura fruttare molto di più.
Cascata di proteste e sguardo sulla Germania orientale
Alla delibera è collegata una cascata di proteste contro la politica sociale del governo federale: „Wir organisieren den Aufstand: gegen Sozialabbau und Militarisierung“ (Organizziamo la rivolta: contro i tagli al sociale e la militarizzazione), si legge nella mozione, che prevede una sequenza di azioni locali, alleanze regionali e manifestazioni a livello nazionale. È stato formulato con chiarezza anche l'obiettivo di resistere all'AfD nelle prossime elezioni regionali della Germania orientale in Sassonia-Anhalt e nel Meclemburgo-Pomerania occidentale in autunno e di conquistare a Berlino, con la candidata di
Congresso della Linke: Pantisano eletto co-presidente – 53 | quotidiano360