Günther chiede le dimissioni del leader della Linke Pantisano dopo il paragone con il fascismo
Berlino, 22 giugno 2026
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Summary
Dopo l'affermazione di Pantisano secondo cui non vi sarebbe differenza tra CDU e fascisti, il ministro presidente del Schleswig-Holstein Daniel Günther (CDU) ha chiesto le dimissioni immediate del neoeletto co-presidente della Linke. Anche il segretario generale della CDU Carsten Linnemann e il segretario generale della CSU Martin Huber ne hanno preteso il ritiro.
Berlino, 22 giugno 2026
Il ministro presidente del Schleswig-Holstein Daniel Günther (CDU) ha chiesto l'uscita immediata dalla politica del neoeletto co-presidente della Linke Luigi Pantisano, a causa dell'equiparazione da lui compiuta tra la CDU e i fascisti.
Günther ha dichiarato alla Bild-Zeitung, «wer die CDU mit Faschisten und der AfD gleichsetze, habe sich für jeden ernsthaften demokratischen Austausch disqualifiziert». Interpellato dalla Bild, il politico della CDU ha sottolineato che un paragone del genere è privo di consapevolezza storica. «Er sollte sich schnellstmöglich aus der Politik verabschieden», ha richiesto Günther con riferimento a Pantisano.
Con ciò, il ministro presidente del Nord è il primo esponente di spicco dell'Unione che, dopo le dichiarazioni controverse, chiede apertamente le dimissioni del nuovo leader della Linke. L'attacco di Günther è arrivato a pochi giorni dall'elezione di Pantisano a co-presidente della Linke in occasione di un congresso federale del partito a Potsdam.
Origine: intervista alla Bild prima dell'elezione
Poco prima della sua elezione, Pantisano aveva dichiarato in un'intervista video alla Bild che non vi sarebbe «gar keinen Unterschied zwischen der CDU, die faschistische Politik macht, der AfD oder den Faschisten selbst». L'affermazione aveva suscitato notevole agitazione ancora durante lo svolgimento del congresso. Nell'elezione a co-presidente, Pantisano ha ottenuto sabato solo il 53 per cento dei voti dei delegati – un risultato che all'interno del partito è stato interpretato come un chiaro segnale di resa dei conti.
Domenica Pantisano ha cercato di limitare i danni. Nel programma ZDF «Berlin direkt» ha spiegato: «Meine Aussage, es gebe derzeit keinen Unterschied zwischen der Politik der CDU und der AfD, war verkürzt und in dieser Form falsch.» Ha chiesto scusa per questo, «insbesondere bei denjenigen in der CDU, die immer wieder die Notwendigkeit einer klaren Brandmauer zur AfD betonen». Allo stesso tempo, però, ha mantenuto la sua «grundsätzliche Kritik am Rechtsruck der Union».
In una dichiarazione scritta alla Deutsche Presse-Agentur (dpa), il politico della Linke ha aggiunto: «Ich will klarstellen, das war eine verkürzte Darstellung meinerseits.» Ha inoltre respinto le accuse di non essersi sufficientemente dissociato dai messaggi antisemiti provenienti dalle file della Linksjugend. Questi «in unserer Partei keinen Platz». La dirigenza della Linksjugend avrebbe reagito alle segnalazioni e starebbe affrontando la questione.
Dura critica dall'Unione
Dall'Unione sono arrivate critiche severe. Il segretario generale della CDU Carsten Linnemann ha dichiarato che «wer Christdemokraten mit Faschisten gleichsetzt, disqualifiziert sich für jede politische Verantwortung». Alla dpa ha aggiunto: «Herr Pantisano hatte gestern die Chance, sich in Interviews von seiner niederträchtigen Unterstellung zu distanzieren. Das hat er nicht getan.» Linnemann ha invitato la Linke a fare chiarezza: «Entweder er tritt als Vorsitzender sofort zurück oder die Meinung von Herrn Pantisano ist Parteimeinung.»
Linnemann ha inoltre attaccato l'orientamento programmatico della Linke. «Die Linke habe aus der Geschichte nichts gelernt», ha criticato. Inoltre l'antisemitismo «keine Randerscheinung mehr, sondern mitten in der Partei angekommen». Il segretario generale della CDU ha richiamato l'attenzione su un'avvertenza in tal senso del Consiglio centrale degli ebrei in Germania. Il suo presidente Josef Schuster aveva detto alla Welt che la Linke con le sue deliberazioni si rende «für Jüdinnen und Juden unwählbar». Linnemann ha al contempo chiesto a Verdi e SPD di prendere le distanze dalla Linke.
Anche il segretario generale della CSU Martin Huber ha raccolto l'appello a Monaco. «Der neue Linken-Vorsitzende Luigi Pantisano muss nach seinem katastrophalen Fehlstart sofort zurücktreten», ha detto Huber alla dpa. Chi equipara l'Unione ai fascisti «gefährdet den politischen Diskurs und greift unsere Demokratie frontal an». Huber ha parlato di un «echten politischen Skandal, der die Opfer von Faschismus ebenso verhöhnt, wie er Demokratinnen und Demokraten in unserem Land beleidigt». La Linke sarebbe un «sozialistisches Irrlicht».
Critiche anche all'interno della Linke
Le reazioni dall'Unione sono apparse dunque coordinate. I segretari generali di CDU e CSU avevano già preso pubblicamente posizione in modo deciso contro il neoeletto leader della Linke prima ancora delle scuse di Pantisano. Linnemann aveva dichiarato alla Bild che la Linke, con l'equiparazione di Unione e AfD, danneggia il dibattito politico e costringe il proprio partito a prendere chiaramente posizione.
Anche all'interno della stessa Linke, la dichiarazione di Pantisano ha incontrato una netta critica. Soprattutto le associazioni regionali dell'Est hanno reagito con irritazione. La direttiva parlamentare della Linke in Sassonia-Anhalt, Eva von Angern, ha definito l'uscita «nicht nur unglücklich, sondern inakzeptabel». La von Angern, che in Sassonia-Anhalt si presenta come candidata di punta, si era in precedenza espressa a favore di possibili alleanze tattiche con la CDU per impedire un governo dell'AfD in quel Land.
Pantisano difende la critica alla svolta a destra
Pantisano era stato eletto nuovo co-presidente al congresso federale di Potsdam con il 53 per cento dei voti. Succede così a Jan van Aken, che non si era ricandidato. Accanto a lui, Ines Schwerdtner è stata confermata come co-presidente – secondo le cronache ha ottenuto quasi l'86 per cento dei voti dei delegati. L'elezione di Pantisano, dato il risultato risicato, è considerata internamente al partito un avvio debole per la sua nuova funzione.
Sullo sfondo della controversia vi è anche la situazione politica in Sassonia-Anhalt. Lì in autunno si terrà l'elezione di un nuovo Landtag. Se l'AfD non dovesse ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, l'attuale ministro presidente Sven Schulze (CDU) per la sua rielezione avrebbe verosimilmente bisogno dei voti della Linke. Membri della Linke in Sassonia-Anhalt avevano garantito ai propri elettori di sostenere, in caso di necessità, anche un governo di minoranza guidato dalla CDU, per impedire una partecipazione di governo dell'AfD.
Contesto: elezione regionale in Sassonia-Anhalt
Allo stesso tempo, negli ambienti della CDU circolavano voci secondo cui alcuni deputati CDU in Sassonia-Anhalt, in caso di colloqui di coalizione con la Linke, avrebbero potuto votare per il candidato di punta dell'AfD Ulrich Siegmund. Pochi giorni prima della copertura stampa era inoltre emersa una cosiddetta «Kumpel-Foto» del capogruppo CDU in Sassonia-Anhalt Guido Heuer insieme a Siegmund. Pantisano ha detto a tale proposito: «Und wenn ein CDU-Fraktionsvorsitzender kumpelt mit dem Spitzenkandidaten der AfD, dann bereitet mir das große Sorgen.»
Pantisano ha cercato nel fine settimana anche di distinguere tra avversari democratici e nemici della democrazia. Alla dpa ha dichiarato: «Die Unterscheidung zwischen politischen Gegnern innerhalb des demokratischen Spektrums und denen, die die Demokratie abschaffen wollen, dürfen wir nicht verwischen.» Ha al contempo ribadito la sua preoccupazione per un ulteriore avvicinamento politico tra CDU e AfD: «Ebenso bleibt meine Sorge über ein mögliches weiteres polit
Dimissioni di Pantisano: Günther chiede l'uscita del leader | quotidiano360