La Corte costituzionale federale annulla lo stop generalizzato alle accoglienze di afghani e afghane
Karlsruhe, 24 luglio 2026
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Summary
La Corte costituzionale federale ha annullato lo stop generalizzato alle accoglienze imposto dal governo federale per afghani e afghane a rischio. I giudici di Karlsruhe hanno deciso che l'ammissione di persone bisognose di protezione provenienti dai programmi deve proseguire.
Karlsruhe, 24 luglio 2026
La Corte costituzionale federale ha qualificato come arbitrio inammissibile lo stop generalizzato alle accoglienze disposto dal governo federale per afghani e afghane a rischio, e ha consentito provvisoriamente l'ingresso in Germania a un'afghana con due figli.
Ordinanza della Corte costituzionale federale
La decisione della Corte costituzionale federale (Bundesverfassungsgericht), pubblicata il 24 luglio 2026 (Az. 2 BvR 319/26), dà ragione a una donna afghana con due figli che aveva fatto ricorso contro il governo federale. Nel dicembre 2021, pochi mesi dopo la riconquista del potere da parte dei Talebani in Afghanistan, le era stata promessa l'ammissione in Germania. Nel maggio 2025 il governo federale nero-rosso aveva tuttavia sospeso in via preliminare i programmi di accoglienza; nel dicembre 2025 il Ministero federale dell'Interno aveva ritirato tutte le promesse di accoglienza per i richiedenti protezione afghani provenienti dal programma ponte e dalla cosiddetta lista dei diritti umani, dichiarando che non sussisteva più un interesse politico all'accoglienza.
La ricorrente si trova nella città di Peshawar, nel nord del Pakistan, e attende da anni di poter entrare in Germania. Secondo la sentenza, questa dichiarazione di revoca del Ministero dell'Interno „den Anforderungen des Willkürverbots nicht“. „Als ich erfuhr, dass für meine Familie Hoffnung besteht, habe ich mich sehr gefreut“, sagte die Klägerin der Deutschen Presse-Agentur. „Heute bin ich wirklich glücklich - ich kann kaum beschreiben, wie erleichtert ich bin."
Contesto del programma di accoglienza
Anche se il governo gode di un ampio margine politico nell'accoglienza degli stranieri, esso „doch niemals 'völlig frei'“ in uno Stato di diritto, si legge nell'ordinanza. „Die Belange der betroffenen Person müssen dann bei der weiteren Ausübung des politischen Spielraums berücksichtigt werden“, stellten die Karlsruher Richter klar.
Il contesto del procedimento è il programma di accoglienza per afghani e afghane istituito nel 2021 sotto l'allora cancelliera federale Angela Merkel (CDU), destinato a coloro che durante l'intervento militare internazionale avevano prestato servizio per le truppe tedesche o si erano impegnati per la democrazia e lo Stato di diritto. Sono interessate soprattutto famiglie e donne single con figli che vivono in Pakistan in alloggi della Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit (GIZ), in attesa del loro ingresso.
Obbligo di proseguire gli aiuti
Nello specifico si trattava del programma di accoglienza „Menschenrechtsliste“, nel frattempo terminato. Il Tribunale obbliga il governo a proseguire il sostegno alla donna e ai suoi figli in Pakistan fino al rilascio di un visto o a una dichiarazione di revoca conforme alla Costituzione da parte del Ministero federale dell'Interno. L'Oberverwaltungsgericht Berlin-Brandenburg deve ora „davon auszugehen haben“, dass Deutschland von Verfassungs wegen zur Fortführung der Hilfen verpflichtet ist.
La Gesellschaft für Freiheitsrechte (GFF), che aveva sostenuto la causa con un ricorso costituzionale modello, ha parlato di un successo di ampia portata. Secondo la GFF, il procedimento è uno dei 31 ricorsi costituzionali complessivamente presentati con l'ausilio del ricorso modello. La decisione potrebbe „zum Positiven oder Negativen wenden“, il destino di circa 400 altri afghani e afghane, ha comunicato in anticipo l'associazione.
Valutazione della Gesellschaft für Freiheitsrechte
In caso di sentenza negativa, secondo la valutazione della GFF, gli interessati avrebbero rischiato l'espulsione verso l'Afghanistan e quindi detenzione, tortura e morte. „Bei einem negativen Urteil droht ihnen die Abschiebung nach Afghanistan und damit Haft, Folter und Tod“, teilte die GFF mit. I Talebani islamisti avevano ripreso il potere in Afghanistan nell'agosto 2021, dopo il ritiro delle truppe internazionali. Secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), da allora quasi 3,9 milioni di persone sono tornate in Afghanistan solo dai Paesi vicini Iran e Pakistan.
La situazione umanitaria in Afghanistan è, secondo le Nazioni Unite, devastante: almeno 3,7 milioni di bambini sotto i cinque anni sono considerati gravemente malnutriti; oltre il 90 percento di coloro che sono rientrati vive con meno di cinque dollari al giorno. Le autorità pakistane stanno intensificando dal settembre 2023 il rimpatrio dei cittadini afghani.
Situazione umanitaria in Afghanistan
La ricorrente si è detta sollevata dopo la decisione: „Es war ein sehr langes, verzweifeltes Warten“, erklärte sie. „Es gab so viele Momente, in denen ich aus Verzweiflung geweint habe“, sagt die Frau, die aus Sicherheitsgründen anonym bleiben muss.
Il governo federale nero-rosso aveva sospeso in via preliminare i programmi di accoglienza nel maggio 2025. Il Ministero federale dell'Interno aveva dichiarato nel dicembre 2025 che non sussisteva più un interesse politico all'accoglienza. I giudici di Karlsruhe hanno ora respinto questa motivazione come insufficiente, senza mettere tuttavia in discussione il margine politico di decisione del governo in linea di principio.
Prospettive sugli altri procedimenti
Gli osservatori interpretano l'ordinanza come un segnale per i procedimenti in corso davanti alla Corte costituzionale federale. Con il ricorso costituzionale modello della GFF sono pendenti, secondo l'associazione, altri 31 procedimenti che presentano una situazione paragonabile a quello ora deciso. Anche se l'esito degli altri procedimenti resta aperto, la decisione crea, secondo la valutazione di esperti giuridici, un chiaro parametro di riferimento per la linea del governo.
Alla chiusura della redazione non era ancora pervenuta la reazione del governo federale. Il Ministero federale dell'Interno in un primo momento non si è espresso sulle condizioni concrete dell'ordinanza. Una presa di posizione era attesa nei prossimi giorni. Non si è appreso nulla nemmeno sui tempi di un eventuale ingresso della ricorrente e dei suoi figli.
Le organizzazioni per i diritti umani vedono nella sentenza una vittoria fondamentale per lo Stato di diritto. L'ordinanza rafforza il vincolo dell'esecutivo ai principi dello Stato di diritto ed è, non da ultimo, un segnale per tutte le persone bisognose di protezione che hanno fatto affidamento sui programmi di accoglienza promessi. È chiaro: la completa chiarificazione giuridica delle vicende legate alla fine dei programmi di accoglienza continuerà a impegnare i tribunali.
Questions & Answers
Di cosa si occupa la decisione della Corte costituzionale federale?
La Corte costituzionale federale ha stabilito che il governo federale non poteva sospendere in modo generalizzato i programmi di accoglienza per i richiedenti protezione afghani. La revoca delle promesse di accoglienza da parte del Ministero dell'Interno nel dicembre 2025 è incompatibile con il divieto di arbitrarietà della Legge fondamentale.
Chi è interessato dalla sentenza?
Beneficiano direttamente della decisione una donna afghana anonima e i suoi due figli, cui era stata promessa l'ammissione in Germania nel dicembre 2021. Secondo la Gesellschaft für Freiheitsrechte (GFF), circa altri 400 afghani e afghane sono direttamente interessati.
Quali programmi di accoglienza sono stati sospesi?
Il governo federale n
BVerfG annulla lo stop alle accoglienze afghane: sentenza | quotidiano360