Berlino, 30 agosto 2026

Secondo un'indagine dei media, dipendenti dei Talebani starebbero preparando in Germania deportazioni verso l'Afghanistan, sebbene il governo federale non riconosca il governo di Kabul.

Stando alle informazioni delle inchieste di NDR, rappresentanti dei Talebani sarebbero arrivati in Germania per preparare le deportazioni di cittadini afghani. La missione farebbe parte di un'iniziativa diplomatica con cui il governo talebano intende consolidare a livello internazionale il proprio ritorno al potere, secondo quanto riportato. Finora il governo federale non ha riconosciuto il governo di Kabul.

La cooperazione con i Talebani nei rimpatri è subordinata, secondo quanto dichiarato dal governo federale, a verifiche umanitarie e di politica della sicurezza. Di conseguenza verrebbero deportati solo criminali e persone che rappresentano un rischio concreto per la sicurezza, ma non la massa degli afghani in cerca di protezione. Il requisito è che i Talebani garantiscano l'accesso ai soggetti interessati ai rappresentanti del governo federale e alle organizzazioni umanitarie.

Il governo federale motiva il proprio operato con la necessità di rimpatri ordinati. Allo stesso tempo sottolinea che la situazione in Afghanistan, in particolare per donne e ragazze, resta critica. La questione di come si possano giustificare le deportazioni in queste condizioni è politicamente controversa.

Critiche dalle fila dei Verdi

Critici, ad esempio dalle fila dei Verdi, hanno più volte lamentato che il governo federale stia facendo concessioni pratiche per consentire le deportazioni, pur non riconoscendo il governo talebano, anche a causa delle sue violazioni dei diritti umani, in particolare per quanto riguarda le donne.

La parlamentare dei Verdi Filiz Polat, responsabile della politica interna nel gruppo parlamentare al Bundestag, ha ammonito nel colloquio con NDR che una cooperazione con i Talebani non deve tradursi in una legittimazione del regime. Le deportazioni devono essere organizzate in modo trasparente e sottoposte al controllo parlamentare, ha richiesto.

Anche le organizzazioni per i diritti umani esprimono riserve. Richiamano l'attenzione su segnalazioni di arresti arbitrari, torture e sulla sistematica repressione delle donne da parte dei Talebani. Una deportazione in un Paese in cui questi diritti vengono massicciamente violati solleva interrogativi di diritto internazionale.

Riserve delle organizzazioni per i diritti umani

Secondo quanto riferito dal Ministero federale dell'Interno, sono attualmente in corso colloqui con Vienna in vista di possibili deportazioni collettive attraverso il territorio austriaco. Il governo austriaco aveva di recente anch'esso preparato deportazioni verso l'Afghanistan, adottando un tono più moderato nei confronti dei Talebani.

La città di Bonn, che vanta un profilo particolare in quanto sede della diaspora afghana e di iniziative della società civile, chiede nel frattempo maggiore voce in capitolo nelle decisioni sulle deportazioni. Katja Dörner si è espressa a favore di un maggiore coinvolgimento dei Comuni.

Politici dell'opposizione dell'Unione chiedono una linea chiara da parte del governo federale. Chi negozia con i Talebani deve rendere note le condizioni concordate, ha dichiarato il portavoce per la politica interna del gruppo parlamentare CDU/CSU al Bundestag. Il gruppo ha annunciato un'audizione della ministra federale dell'Interno nella commissione Affari interni del Bundestag.

Questioni aperte e richieste

Il governo federale sottolinea di non avere alcun interesse a una normalizzazione dei rapporti con i Talebani. La cooperazione si limiterebbe all'ambito strettamente circoscritto del rimpatrio degli afghani soggetti all'obbligo di lasciare il Paese, che siano stati condannati per reati gravi o che rappresentino un pericolo concreto per la sicurezza.

Resta poco chiaro quanti dipendenti dei Talebani si trovino attualmente in Germania e quali compiti specifici svolgano. Il governo federale fa riferimento alla riservatezza dei negoziati in corso. I critici chiedono un dibattito pubblico sulle conseguenze a lungo termine di una simile cooperazione.

I resoconti di una missione talebana in Germania sollevano interrogativi di fondo: come si concilia il mancato riconoscimento con una cooperazione pratica? Quali garanzie esistono per gli afghani deportati, in particolare per donne e ragazze? E quali segnali invia la Repubblica federale ad altri Stati che negoziano con i Talebani?