Iran attacca Israele, cessate il fuoco a rischio: colloqui | quotidiano360
L'Iran lancia missili contro Israele, prima violazione del cessate il fuoco da aprile
Tel Aviv, 08 giugno 2026
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Summary
L'Iran ha lanciato domenica sera ondate di missili verso Israele, la prima offensiva diretta dal cessate il fuoco di aprile. Gerusalemme valuta una risposta dura, mentre Trump chiede moderazione e il ritorno ai negoziati.
Tel Aviv, 08 giugno 2026
L'Iran ha lanciato nella serata di domenica più ondate di missili verso il territorio israeliano, infrangendo per la prima volta il cessate il fuoco in vigore da aprile e riportando la regione sull'orlo di una nuova escalation.
Una prima ondata missilistica che rompe la tregua
Il comando militare centrale iraniano ha confermato i lanci, mentre le difese israeliane hanno riferito di aver intercettato tutti i proiettili. In una trasmissione della radio di Stato, le forze armate di Teheran hanno motivato l'attacco citando le "presunte ripetute violazioni" del cessate il fuoco in Libano da parte dell'esercito israeliano.
L'offensiva missilistica iraniana, la prima diretta contro Israele dal cessate il fuoco di aprile, è arrivata poche ore dopo che caccia israeliani avevano colpito quello che l'esercito ha definito "Terroristen-Hauptquartiere" di Hezbollah nella periferia sud di Beirut, il sobborgo sciita di Dahiyeh. Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz avevano ordinato i raid in risposta a un precedente lancio di razzi di Hezbollah verso il nord di Israele.
Secondo quanto riferito, i raid israeliani nella periferia meridionale di Beirut hanno ucciso almeno due persone, ferendone altre. I media libanesi hanno segnalato una nuova ondata di evacuazioni nel sud del Libano, con appelli alla popolazione ad allontanarsi dalle aree vicino al confine.
Il contesto libanese: raid su Dahiyeh e raid di risposta
Domenica sera le sirene di allarme aereo sono risuonate in diverse parti di Israele, da Haifa fino alla città costiera di Cesarea, più a sud. L'esercito israeliano ha identificato due ondate d'attacco e ha annunciato che tutti i missili in arrivo sono stati intercettati. Il canale televisivo N12 ha riferito che frammenti di razzi sono caduti nel nord del Paese, anche nei pressi della città di Tiberiade. Un portavoce militare ha aggiunto che l'Iran ha commesso un "schweren Fehler".
Il Comando del Fronte Interno israeliano ha inviato istruzioni precauzionali direttamente sui telefoni cellulari nelle aree colpite e, in risposta, la Protezione Civile ha cancellato le lezioni scolastiche in tutto il Paese lunedì. Le scuole rimarranno chiuse nei prossimi giorni, le riunioni saranno limitate e alla popolazione è stato chiesto di tenere i rifugi accessibili.
Reazione israeliana: consultazioni di sicurezza e scuole chiuse
Sul piano politico, Netanyahu ha convocato una consultazione di sicurezza con rappresentanti militari e dell'intelligence. Un rappresentante del governo israeliano, citato da N12 e ynet, ha dichiarato: "Der Iran kann vergessen, dass wir das hinnehmen werden – die Reaktion wird hart ausfallen". Gerusalemme ha valutato la salva iraniana come una violazione diretta del cessate il fuoco.
Le Pasdaran, il corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, hanno definito l'attacco un avvertimento in risposta ai recenti raid aerei israeliani, confermando la linea dura di Teheran. Il portavoce della commissione parlamentare di politica estera Ebrahim Rezaei ha scritto sulla piattaforma X: "Beobachtet heute Nacht den Himmel über den besetzten Gebieten".
Diversi missili iraniani sono entrati anche nello spazio aereo giordano, come comunicato dal governo di Amman, mentre l'Iraq e la Siria hanno temporaneamente chiuso i propri spazi aerei in risposta all'attacco. I media di Stato iraniani hanno parlato di due salve di razzi contro Israele.
La posizione di Trump: cautela, pressione e ritorno al dialogo
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, inizialmente riservato, ha espresso preoccupazione per l'escalation in dichiarazioni a Fox News, affermando che gli attacchi iraniani sul nord di Israele "non avrebbero aiutato" i negoziati con Teheran. Ha aggiunto di non essere "nicht glücklich" dei raid israeliani a Beirut e ha detto al giornalista israeliano Barak Ravid che avrebbe telefonato immediatamente a Netanyahu per esortarlo alla moderazione: "Beide haben ihren Schlag gehabt — wir brauchen keinen weiteren".
Trump ha inoltre invitato entrambe le parti a tornare al tavolo dei negoziati, come riferito dal settimanale Axios, e ha manifestato fiducia rinnovata nella possibilità di raggiungere un'intesa "buona" già la settimana prossima. In un'altra occasione ha precisato che un accordo sarebbe potuto arrivare "am Montag, Dienstag oder Mittwoch kommender Woche". L'emittente israeliana Kan ha riferito che Trump vorrebbe che Israele non rispondesse agli attacchi: "Israel hat genug reagiert".
Il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano Samir ha minacciato l'Iran con una risposta dura non appena vi sarà il via libera, mentre fonti governative hanno ribadito che Israele non permetterà all'Iran di stabilire nuove regole o di violare la sovranità israeliana. L'aeroporto internazionale vicino a Tel Aviv è rimasto inizialmente aperto dopo gli attacchi iraniani, secondo i media.
Lo Stretto di Hormuz e le pressioni economiche
I negoziati tra Stati Uniti e Iran per una fine permanente della guerra non hanno ancora prodotto un'intesa. I colloqui si erano arenati nonostante la tregua, in vigore dalla notte dell'8 aprile, e le parti avevano concordato una proroga inizialmente di due settimane, poi estesa. In precedenza Trump aveva annunciato un'interruzione degli attacchi israeliani e la fine degli attacchi di Hezbollah a Israele come parte dell'intesa.
L'attacco iraniano arriva in un momento di forte pressione internazionale. L'Iran aveva avvertito che ulteriori attacchi israeliani nell'area della grande Beirut sarebbero stati considerati una nuova escalation, mentre la crisi si intreccia con il blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz, avviato per contrastare la chiusura persiana della rotta petrolifera. Trump ha legato la proroga del cessate il fuoco alla riapertura dello Stretto, il cui transito delle petroliere si è quasi fermato, con un'impennata dei prezzi energetici mondiali.
La situazione rappresenta un doppio smacco per il presidente Trump: gli attacchi ostacolano i suoi sforzi di mediazione in Libano e il riavvicinamento israelo-libanese, mentre Teheran chiede la fine dei combattimenti in Libano come parte dei negoziati. Negli ultimi giorni, secondo informazioni americane, l'Iran ha lanciato missili anche verso Kuwait e Bahrein: i due Paesi del Golfo hanno condannato le azioni come violazione della loro sovranità.
Prospettive negoziali e rischio di escalation regionale
L'esercito americano ha abbattuto due droni iraniani, come comunicato dal comando regionale Usa sulla piattaforma X. Il Kuwait ha annunciato l'acquisto di un sistema di difesa anti-drone dagli Stati Uniti. In questo contesto, i critici si interrogano sui reali progressi dei colloqui tra Washington e Teheran: Trump continua ad affermare che vi siano stati, ma le indiscrezioni dei media Usa parlano di una trattativa molto difficile.
L'esperto israeliano di Iran Danny Citrinowicz ha scritto sulla piattaforma X che le opzioni a disposizione di Trump "Die ihm zur Verfügung stehenden Optionen sind alles andere als günstig, und er scheint eher bereit zu sein, nahezu um jeden Preis eine Einigung mit dem Iran zu erzielen, als ein Abgleiten in eine umfassendere regionale Konfrontation zu riskieren". L'analisi sottolinea la delicatezza del momento, con il rischio concreto di una ripresa su larga scala delle ostilità.
Sul terreno, le condizioni del cessate il fuoco in Libano, mediato dagli Stati Uniti, erano state rilanciate solo giovedì notte in un nuovo tentativo di attuazione, ma Hezbollah aveva rifiutato le condizioni concordate, seguite a breve da nuovi attacchi della milizia. Israele continua a combattere Hezbollah nel sud del Libano con truppe di terra e a condurre raid aerei in altre parti del Paese. La situazione umanitaria resta tesa, con un nuovo ordine di evacuazione nel sud del Libano.
Mentre la diplomazia lavora per scongiurare una risposta militare israeliana, i media regionali riportano che gli Usa intenderebbero utilizzare fondi iraniani per la ricostruzione nel Golfo, segnale di una strategia parallela a quella negoziale. La combinazione tra pressione militare, diplomazia e sanzioni – Trump ha ribadito che le sanzioni contro l'Iran non saranno revocate senza un accordo di pace – tiene in bilico l'intera regione.
Questions & Answers
Perché l'Iran ha lanciato missili contro Israele nella serata di domenica?
Secondo il comando militare centrale iraniano e le Guardie Rivoluzionarie, l'attacco è una risposta ai raid aerei israeliani condotti domenica pomeriggio contro obiettivi di Hezbollah nella periferia sud di Beirut, in particolare nel sobborgo di Dahiyeh, che le autorità israeliane avevano descritto come "Terroristen-Hauptquartiere".
Qual è stata la portata dell'attacco missilistico iraniano?
L'esercito israeliano ha riferito di due ondate d'attacco con almeno dieci missili lanciati, tutti intercettati dai sistemi di difesa. Le sirene sono risuonate da Haifa a Cesarea e diversi missili sono entrati nello spazio aereo giordano; Iraq e Siria hanno temporaneamente chiuso i propri spazi aerei.
Come hanno reagito gli Stati Uniti e quali sono le prospettive negoziali?
Il presidente Donald Trump ha condannato l'attacco come dannoso per i negoziati, ha esortato Israele a non reagire e ha invitato entrambe le parti a tornare al tavolo delle trattative, auspicando un'intesa "buona" già la settimana prossima, pur legando la proroga del cessate il fuoco alla riapertura dello Stretto di Hormuz.