L'impero crypto di Trump: oltre 1,4 miliardi di dollari di ricavi dalle attività digitali
Washington, 1° luglio 2026
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Summary
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lo scorso anno oltre 1,4 miliardi di dollari di ricavi provenienti dalle attività crypto della sua famiglia. I proventi derivano principalmente dal meme coin "$TRUMP", dalle royalty sui Celebration Coins e dalla quota in World Liberty Financial.
Washington, 1° luglio 2026
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riportato, nei suoi documenti finanziari presentati martedì, ricavi superiori a 1,4 miliardi di dollari provenienti dalle attività crypto della sua famiglia per lo scorso anno.
Le carte ufficiali di disclosure, che il presidente è tenuto a pubblicare ai sensi di una legge del 1978, documentano una notevole trasformazione nella struttura patrimoniale di Trump. Mentre le sue classiche attività immobiliari costituivano un tempo la spina dorsale del suo impero, le start-up crypto ne hanno ormai superato i ricavi. Una legge del 1978 obbliga il presidente e il vicepresidente degli Stati Uniti a rendere pubblici i propri redditi e il proprio patrimonio.
La parte del leone dei ricavi crypto dichiarati, secondo i calcoli dell'agenzia di stampa AFP, è rappresentata dalle monete digitali che pubblicizzano direttamente il nome e l'immagine del presidente. Lo si evince da un calcolo dell'agenzia di stampa AFP… Secondo tali stime, ben 1,2 miliardi di dollari (oltre un miliardo di euro) provengono da attività in criptovalute.
Contesto: dall'imprenditore immobiliare al magnate delle criptovalute
Un'altra voce è rappresentata dai cosiddetti Celebration Coins, che secondo Bloomberg sono collegati all'attività di meme coin di Trump con il nome CIC Digital. Le royalty di queste monete digitali avrebbero fruttato al presidente 635 milioni di dollari (556 milioni di euro). I meme coin sono monete digitali associate a immagini tratte da internet o dalla cultura pop e che possono essere scambiate.
Poco prima del suo insediamento, Trump aveva inoltre lanciato lui stesso un meme con la sua immagine, denominato "$TRUMP". Il lancio di questa valuta è considerato il punto di svolta in cui le attività crypto della famiglia sono espanse in modo esplosivo. Al momento dell'insediamento, le aziende crypto erano ancora giovani start-up; nel frattempo hanno superato i ricavi del tradizionale portafoglio immobiliare.
Un terzo pilastro è rappresentato dall'azienda familiare World Liberty Financial, attiva nel settore delle criptovalute. La quota di Trump in questa società avrebbe fruttato al presidente, secondo i documenti, ben oltre 500 milioni di dollari. I proventi delle venture crypto del presidente, stando ai rendiconti finanziari, vanno attribuiti soprattutto a due miliardari che sono stati i primi investitori nei progetti.
World Liberty Financial e Binance come partner commerciali
Gli stretti legami con il settore crypto non si limitano alle aziende proprie. Dopo la rielezione di Trump, il più grande exchange crypto al mondo, Binance, ha avviato una stretta collaborazione commerciale con World Liberty Financial. Trump ha inoltre graziato postumo il fondatore di Binance, Changpeng Zhao, condannato per violazioni delle norme antiriciclaggio: un fatto che i critici interpretano come prova della vicinanza tra il governo degli Stati Uniti e l'industria crypto.
Dal suo insediamento, Trump ha inoltre smantellato una serie di regolamentazioni nel settore crypto e fermato un'azione federale contro l'industria. Il presidente persegue ufficialmente l'obiettivo di rendere gli Stati Uniti una "superpotenza del Bitcoin". Questo disegno rafforza il quadro politico in cui i suoi affari personali hanno prosperato.
Il patrimonio di Trump, secondo le sue stesse dichiarazioni, non è gestito direttamente da lui. Ciononostante, ha dichiarato ulteriori introiti milionari derivanti da licenze in cui il suo nome viene concesso a sviluppatori immobiliari all'estero. A questi si aggiungono oltre 80 milioni di dollari provenienti da accordi transattivi con diverse aziende mediatiche.
Cambio di rotta politico nella regolamentazione delle criptovalute
Il governo degli Stati Uniti ha respinto le accuse secondo le quali dagli affari del presidente scaturirebbero conflitti d'interesse. La Casa Bianca in un primo momento non ha risposto a una richiesta di commento sui nuovi dati. La dichiarazione di disclosure presentata da Trump martedì è, secondo i resoconti, lunga quasi 1.000 pagine.
Le cifre si collocano in un ordine di grandezza che Trump non aveva raggiunto nemmeno nel corso del suo mandato precedente. L'agenzia di stampa Reuters aveva in precedenza stimato che la famiglia Trump abbia tratto, dalla sua nuova presidenza, almeno 2,3 miliardi di dollari di profitti dagli investitori. In questa somma confluiscono anche proventi al di fuori del settore crypto.
I redditi esatti sono dettagliati nei documenti pubblicati dalla Casa Bianca sul proprio sito web. Il calcolo dell'AFP si basa su questo rendiconto ufficiale, presentato martedì, dei redditi dell'80enne. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo scorso anno ha conseguito, solo con attività in criptovalute, ricavi per 1,2 miliardi di dollari (oltre un miliardo di euro).
Ricavi aggiuntivi al di fuori del settore crypto
Gli osservatori ravvisano nell'intreccio tra carica politica e industria crypto privata un fenomeno inedito. I ricavi, che ormai costituiscono la parte preponderante dei guadagni di Trump, si basano su asset digitali che traggono vantaggio dalle sue decisioni politiche. Ne risulta uno spostamento radicale delle fondamenta economiche del presidente.
Oltre ai ricavi crypto, Trump ha registrato ulteriori elargizioni da parte di personalità di spicco dello sport e dell'economia. Il presidente della FIFA Gianni Infantino avrebbe consegnato a Trump dieci biglietti per la finale della Coppa del Mondo di calcio, per un valore complessivo di 15.000 dollari. La dirigente sportiva Gayle Benson ha regalato al presidente dieci biglietti per il Super Bowl, del valore di 50.000 dollari.
Interrogativi su conflitti d'interesse e reazioni
Trump è finanziariamente coinvolto anche nel settore tecnologico. A metà maggio è emerso che il presidente, poco prima del suo viaggio in Cina, aveva investito importi milionari nel colosso tecnologico Apple. Il CEO di Apple Tim Cook ha poi accompagnato Trump a Pechino, il che ha sollevato interrogativi su possibili intese tra segnali politici e investimenti privati.
Nel complesso, i documenti tracciano il quadro di un presidente la cui base economica si è radicalmente trasformata in breve tempo. Mentre un tempo dominavano i proventi immobiliari classici, l'attività crypto è ora la fonte di reddito di gran lunga più rilevante. La fusione tra potere politico e un mercato finanziario in forte espansione e finora scarsamente regolamentato solleva interrogativi di fondo sulla chiarezza delle decisioni politiche.
Le reazioni da Washington e delle autorità di vigilanza finora non sono giunte. La pubblicazione dei documenti avviene in un contesto elettorale e politico in cui le questioni legate alla trasparenza e all'indipendenza del governo degli Stati Uniti dagli interessi economici privati sono peraltro oggetto di un dibattito intenso.
Questions & Answers
Quanto ha guadagnato Trump nel 2025 con le attività crypto?
Secondo i documenti finanziari presentati martedì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato oltre 1,4 miliardi di dollari di ricavi provenienti dalle attività crypto della sua famiglia. L'agenzia di stampa AFP ha calcolato che di questi, ben 1,2 miliardi di dollari provengono da attività in criptovalute.
Cosa sono "$TRUMP" e i Celebration Coins?
Poco prima del suo insediamento, Trump ha lanciato un meme coin con la sua immagine, denominato "$TRUMP". I Celebration Coins sono, secondo Bloomberg, ulteriori monete digitali collegate all'attività di meme coin di Trump con il nome CIC Digital, che hanno generato
Ricavi crypto di Trump 2025: 1,4 miliardi di dollari dalle | quotidiano360