L'Austria inizia il suo ritorno al Mondiale contro la Giordania, un «avversario sgradevole» secondo Rangnick
Santa Clara, 16 giugno 2026
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Summary
La nazionale austriaca di calcio disputa mercoledì la sua prima partita di Coppa del Mondo da 28 anni contro la Giordania, a Santa Clara. Il commissario tecnico Ralf Rangnick ha avvertito che l'avversario, «non di passaggio», va preso molto sul serio nonostante il suo status di esordiente nella competizione.
Santa Clara, 16 giugno 2026
La nazionale austriaca di calcio torna su un palcoscenico di Coppa del Mondo mercoledì affrontando la Giordania a Santa Clara, a ventotto anni dalla sua ultima partecipazione a un Mondiale, con l'obiettivo dichiarato di raggiungere la fase a eliminazione diretta.
Le novità dal 15 giugno
Aggiornamento del 16 giugno 2026: alla vigilia del calcio d'inizio, lo staff austriaco ha incontrato la stampa dopo una visita allo stadio dei San Francisco 49ers e ha fornito nuovi dettagli sull'approccio alla partita, le condizioni del terreno e l'adattamento al fuso orario, come riportato di seguito.
Questo ritorno al massimo livello, quasi tre decenni dopo l'edizione 1998 in Francia, è stato preparato con meticolosità. Il commissario tecnico Ralf Rangnick, la cui proroga del contratto è stata annunciata sabato, ha ribadito lunedì che il suo gruppo «sa quanto questa partita sia importante e che sarà decisiva». Il tecnico tedesco ha in particolare citato la partita d'esordio persa contro la Francia 0:1 nel 1990 in Italia, per ricordare quanto i debutti in un Mondiale possano riservare sorprese: «L'Italia, quattro volte campione del mondo, non c'è, ma noi sì», ha osservato dal canto suo il capitano giordano Ihsan Haddad.
Le novità dal 15 giugno
Dalla precedente sintesi, la principale novità riguarda la visita del Levi's Stadium da parte della delegazione austriaca e le dichiarazioni che l'hanno accompagnata. Il capitano David Alaba ha dato le sue impressioni sul manto erboso: «È ancora un po' duro», ha confidato, auspicando che venga irrigato prima dell'incontro. Ralf Rangnick ha rincarato la dose stimando che «l'erba ha l'aspetto di un campo da golf». I due si sono inoltre trovati d'accordo sulla relativa facilità con cui è stato gestito il fuso orario: «Credo che nessuno abbia più il jet-lag adesso», ha sorriso Alaba.
Altro elemento di rilievo: il parallelo con la finale NBA addotto per giustificare la concentrazione del gruppo. «Abbiamo anche guardato l'ultima partita della finale NBA», ha detto Rangnick, riferendosi alla finale interrotta il 18 giugno 1998 dopo i tempi supplementari, quando «restavano 28,8 secondi sul cronometro e, a causa delle interruzioni, è durata venti minuti». Il tecnico ne ha tratto un insegnamento tattico: «Questo dimostra semplicemente che bisogna stare in guardia fin dall'inizio.»
L'avversario giordano passato al setaccio
Il tecnico ha inoltre dettagliato la sua dottrina sulle pause di idratazione imposte dall'organizzazione nel calendario americano. «Le cooling breaks possono avere vantaggi e svantaggi», ha commentato Alaba, mentre Rangnick ha spiegato di voler utilizzare queste interruzioni come strumento di influenza sui suoi giocatori, alla maniera di quanto si fa «da tempo nella pallamano o nel basket». Il centrocampista Xaver Schlager ha concordato: «L'importante è mantenere la calma ed essere efficaci nel pressing.»
Infine, il commissario tecnico è sembrato integrare nella sua analisi i risultati delle altre favorite cadute il giorno prima. La Spagna, candidata al titolo, non è andata oltre lo 0:0 contro Capo Verde, la Turchia è stata sconfitta 0:2 dall'Australia e la Svizzera è stata bloccata sull'1:1 dal Qatar. «Se i risultati hanno mostrato qualcosa, è quanto ci si possa ancora fidare dei ruoli di favorita ai giorni nostri», ha sottolineato Rangnick, che ha tuttavia rifiutato di vederci un segnale d'allarme: «Non credo che la mia squadra avesse bisogno di un avvertimento.»
L'avversario giordano passato al setaccio
Sullo sfondo di queste dichiarazioni si delinea il profilo di un avversario preso molto sul serio dallo staff austriaco. «La Giordania è tutt'altro che un cliente di passaggio contro cui si vince in scioltezza», aveva già avvertito Rangnick, in eco a una delle sue prime ammonizioni ripetute durante tutta la preparazione. Il tecnico ha sviluppato la sua analisi tattica: «I giordani hanno un approccio chiaro e un comportamento molto compatto, collettivo. Vogliono attirare l'avversario e poi sfruttare gli spazi liberi.» Questa tendenza a indietreggiare e poi a infilare le linee con lanci lunghi è stato un punto fermo della settimana di allenamento. «È esattamente il tema che ci ha accompagnato negli ultimi dieci giorni di allenamento», ha riconosciuto Rangnick.
Un Mondiale in un «momento speciale»
Il commissario tecnico ha inoltre messo in guardia contro la capacità della selezione giordana di proiettarsi rapidamente in contropiede, dopo aver osservato che la copertura di queste transizioni non era stata ottimale nell'ultimo test contro la Tunisia il 1° giugno. «Si è visto quanto la Scozia abbia sofferto contro Haiti (1:0)», ha detto di sfuggita Schlager in qualità di monito. L'austriaco ha aggiunto: «Se dovessimo rincorrere uno svantaggio, l'intera faccenda sarebbe ancora più spinosa.»
Il capitano austriaco ha dal canto suo insistito sulla portata storica dell'appuntamento. «Per noi significa molto che l'Austria sia di ritorno dopo quasi trent'anni», ha sottolineato David Alaba, in un torneo in cui i Rosso e Bianchi sperano di raggiungere per la prima volta la fase a eliminazione diretta dalle loro partecipazioni del 1954, 1978, 1982, 1990 e 1998. Il commissario tecnico, che diventerà solo il secondo allenatore a guidare l'Austria in una partita di Mondiale e in una partita di Europeo dopo Josef Hickersberger, ha promesso di trattare questa sfida «come se fosse una finale».
La Giordania, tra orgoglio e apprendimento
Un Mondiale in un «momento speciale»
Un appuntamento da seguire nelle prime ore del mattino in Europa
Al di là dell'analisi tattica, gli intervenuti austriaci hanno moltiplicato i segni di entusiasmo all'idea di calpestare per la prima volta i campi della NFL. «Sono davvero tre cattedrali dell'American Football, della NFL», si è esclamato un membro dello staff evocando le strutture dei San Francisco 49ers, dei Dallas Cowboys e dei Kansas City Chiefs, dove si svolgeranno i tre incontri del gruppo J. Il centravanti Michael Gregoritsch, tifoso dichiarato dei 49ers, ha detto di non poter aspettare: «Pensavo che avrei vissuto tutto questo solo da tifoso.» L'attaccante, che festeggerà a modo suo l'evento, ha aggiunto: «Vorrei poter festeggiare un po' anche dentro di me.»
Schlager ha dal canto suo relativizzato l'attesa: «Più si invecchia, meno spesso si vivono dei primi momenti, ecco perché la Coppa del Mondo è molto particolare.» Il suo compagno di squadra ha riassunto la filosofia del gruppo citando il motto posto da Rangnick: «Dobbiamo anche davvero divertirci tra le 21 e le 23.» Il commissario tecnico, che vive anche lui la sua «prima volta» in un Mondiale, ha promesso di assaporare l'istante, pur restando concentrato sull'obiettivo sportivo.
La Giordania, tra orgoglio e apprendimento
Dal lato giordano, l'approccio è sensibilmente diverso. Per la selezione del Golfo, finalista della Coppa d'Asia 2023 e quarti di finale della Coppa d'Asia 2024, si tratta della primissima partita in un Mondiale, e la posta in gioco riguarda tanto l'apprendimento
Austria-Giordania: Rangnick lancia l'allarme prima del | quotidiano360