L'addestramento cognitivo in telemedicina mostra un'efficacia significativa nei pazienti con Long Covid
Londra, 08 luglio 2026
Sandra Lopez-Leon, Talia Wegman-Ostrosky, Instituto Nacional de Cancerología: Instituto Nacional de Cancerologia.
Carol Perelman, National Autonomous University of Mexico: Universidad Nacional Autonoma de Mexico.
Rosalinda Sepulveda, Harvard University T H Chan School of Public Health.
Paulina Rebolledo, Emory University School of Medicine.
Angelica Cuapio, Karolinska Institute: Karolinska Institutet.
Sonia Villapol, Houston Methodist Research Institute / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Summary
Uno studio pubblicato su JAMA Network Open dimostra che l'addestramento cognitivo in telemedicina ottiene risultati nettamente migliori rispetto al trattamento standard nei pazienti con Long Covid che soffrono di problemi di concentrazione. Dopo tre mesi, i partecipanti hanno raggiunto in media i propri obiettivi con un fattore 2,88 volte superiore.
Londra, 08 luglio 2026
Uno studio britannico, cui ha partecipato Martina Vanova dell'University College London, dimostra che un programma di addestramento cognitivo in telemedicina riduce in misura misurabilmente maggiore i disagi quotidiani dei pazienti con Long Covid rispetto al follow-up tradizionale.
Situazione di partenza: Long Covid e conseguenze cognitive
Il Long Covid è definito come una malattia cronica associata all'infezione che si manifesta dopo un'infezione da SARS-CoV-2 e si protrae per almeno tre mesi. Secondo gli autori dello studio, oltre il 27 percento dei sopravvissuti a Covid-19 presenta persistenti limitazioni cognitive. Tra queste, secondo il Deutsches Ärzteblatt, rientrano deficit delle funzioni esecutive, della velocità di elaborazione, dell'attenzione, della memoria, nonché delle capacità visuospaziali e linguistiche.
Circa un quarto dei pazienti con Long Covid soffre inoltre di problemi cognitivi con disturbi della concentrazione, "Brain Fog" e altri deficit delle prestazioni cerebrali. Il numero di persone colpite è aumentato e continua a salire notevolmente anche a causa delle infezioni da Covid-19, rendendo la ricerca di terapie efficaci sempre più urgente.
Disegno dello studio: telemedicina contro terapia standard
Nello studio randomizzato, i partecipanti hanno ricevuto, per un periodo definito, o un programma di nuova concezione in telemedicina con assistenza individuale o il consueto follow-up standard. Dieci sedute terapeutiche di un'ora ciascuna in telemedicina sono state poste a confronto, nel gruppo di intervento, con una procedura standard nel gruppo di controllo.
L'endpoint primario era il raggiungimento, riferito dai partecipanti, di tre obiettivi definiti, come riportato dal tedesco Ärztezeitung. All'inizio i partecipanti avevano riportato in media solo 2,9 punti su una scala da dieci per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi. Il valore medio per la soddisfazione rispetto alla propria situazione si attestava su questa scala a un valore di appena 2,2.
Risultati: netto vantaggio dopo tre e sei mesi
Le sedute in telemedicina con assistenza individuale si sono dimostrate efficaci: in media, il valore relativo al raggiungimento degli obiettivi in questo gruppo è stato, dopo tre mesi, di 7,84 sulla scala da dieci, mentre nel gruppo di confronto con trattamento standard è stato solo di 4,97. Il valore nel gruppo trattato risultava quindi migliore di un fattore 2,88, corrispondente a un effetto di grandi dimensioni.
Anche dopo sei mesi è stata registrata una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi, pari a 1,72 punti. Le autrici e gli autori interpretano questo dato come un'indicazione che il beneficio della terapia in telemedicina si mantiene oltre il periodo di trattamento acuto.
Significato per l'assistenza sanitaria
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista medica americana JAMA online e ripresi dal Deutsches Ärzteblatt (DOI: 10.1001/jamanetworkopen.2026.20687). Tra i partecipanti vi era anche Martina Vanova dell'University College London, che ha co-sviluppato il programma.
Considerato il crescente numero di pazienti, gli specialisti vedono nella riabilitazione cognitiva in telemedicina un possibile elemento per alleggerire la situazione assistenziale. In particolare per le persone che non possono recarsi facilmente in uno studio o in un ambulatorio, questo formato potrebbe facilitare l'accesso a terapie specialistiche. Ulteriori studi dovranno confermare i risultati su coorti più ampie.
Questions & Answers
Che cosa hanno esaminato nello specifico le ricercatrici e i ricercatori?
Hanno verificato se un programma in telemedicina con dieci sedute di un'ora ciascuna migliora in misura maggiore, rispetto al consueto follow-up standard, il raggiungimento degli obiettivi riferito dai pazienti con Long Covid che presentano disturbi cognitivi.
Quanto era ampia la differenza tra i due gruppi?
Dopo tre mesi, i partecipanti del gruppo in telemedicina hanno raggiunto in media 7,84 punti su una scala da dieci, mentre il gruppo di controllo solo 4,97 punti – un risultato migliore di un fattore 2,88, che risultava ancora statisticamente significativo dopo sei mesi.
Chi ha partecipato allo studio e dove è stato pubblicato?
Tra i partecipanti vi era anche Martina Vanova dell'University College London; il lavoro è apparso su JAMA Network Open (DOI: 10.1001/jamanetworkopen.2026.20687) ed è stato ripreso dal Deutsches Ärzteblatt.
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