Kosovo elezioni 2026: terzo voto in 16 mesi, Kurti favorito | quotidiano360
Kosovo al voto per la terza volta in 16 mesi: sfida aperta tra Kurti e un'opposizione frammentata
Pristina, 07 giugno 2026
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Summary
Il Kosovo torna alle urne per la terza volta in circa sedici mesi, con i seggi aperti dalle 7:00 alle 19:00. Il partito di sinistra Vetëvendosje del premier Albin Kurti parte favorito, ma l'opposizione spera in un risultato che lo costringa a negoziare una coalizione.
Pristina, 07 giugno 2026
I cittadini del Kosovo sono chiamati domenica 7 giugno alle urne per la terza volta in circa sedici mesi, con i seggi aperti dalle 7:00 alle 19:00, in un'elezione parlamentare resa necessaria dal mancato raggiungimento del quorum per l'elezione del capo dello Stato.
Una consultazione lampo, a meno di sei mesi dal voto precedente
Le urne sono aperte dalle 7:00 alle 19:00. Alla chiusura dei seggi sono attese le prime proiezioni ed exit poll; stime affidabili dovrebbero essere disponibili entro due o tre ore. L'elezione, riferisce la corrispondenza di David Freches dello studio ARD di Vienna da Pristina, arriva dopo settimane di stallo politico istituzionale, durante le quali Kosovo è rimasto a lungo senza un parlamento pienamente funzionante e, per settimane, anche senza un capo dello Stato, dopo la fine del mandato quinquennale della presidente Vjosa Osmani.
Il partito di sinistra Vetëvendosje (Autodeterminazione) del premier in carica Albin Kurti è considerato il favorito della consultazione. Vetëvendosje ha vinto anche le tre precedenti elezioni parlamentari, e in quella di dicembre ha ottenuto il 51 per cento dei voti, assicurandosi, con il sostegno dei rappresentanti delle minoranze non serbe, 66 seggi su 120: una maggioranza assoluta che non è tuttavia sufficiente per eleggere il presidente della Repubblica, carica per la quale è richiesta una maggioranza di due terzi.
Il quorum mancato e lo scioglimento del parlamento
Proprio il fallimento della procedura per l'elezione del capo dello Stato ha provocato lo scioglimento anticipato del parlamento. Il quorum richiesto di 80 parlamentari su 120 non è stato raggiunto a causa del boicottaggio dell'opposizione, che ha così bloccato la seduta. Una nuova elezione si è resa quindi necessaria perché governo e opposizione non sono riusciti a concordare entro i termini un candidato condiviso alla presidenza, nonostante la presidente uscente Vjosa Osmani si fosse dichiarata disponibile a un secondo mandato.
Kurti aveva candidato un esponente del proprio partito alla presidenza, proposta respinta dall'opposizione. Kurti ha giustificato il mancato appoggio a Osmani sostenendo che, con 66 seggi, non disponeva della maggioranza necessaria per rieleggerla. In un'intervista a Deutsche Welle, Naim Rashiti del Balkans Policy Research Group ha descritto il rapporto tra Kurti e Osmani come una vera e propria "Art Ad-hoc-Wahlallianz", un'alleanza elettorale occasionale, sottolineando come i due condividano alcune posizioni di politica interna ma restino divisi su quella estera.
L'opposizione cerca una svolta: Osmani torna nella LDK
L'opposizione accusa Kurti di rifiutare ogni forma di coalizione. I partiti all'opposizione sperano che Vetëvendosje ottenga un numero di voti nettamente inferiore rispetto a dicembre, tale da costringerla a collaborare con altre forze politiche. "Die Opposition wirft Kurti vor, sich Koalitionen zu verweigern", ossia l'opposizione rimprovera a Kurti di rifiutare le coalizioni, si legge nei resoconti della vigilia elettorale. Una collaborazione tra Vetëvendosje e almeno un grande partito di opposizione resta, secondo gli analisti, l'unica via per uscire dallo stallo.
Lo stallo politico si trascina da mesi. "Regierung und Opposition blockieren sich seit Monaten", governo e opposizione si bloccano reciprocamente da mesi. Il Kosovo è considerato in crisi politica e il paese rischia concretamente di perdere parte dei finanziamenti europei già stanziati a causa dell'instabilità istituzionale, in un momento in cui la prospettiva dell'adesione all'Unione europea rappresenta uno degli obiettivi strategici dichiarati di Pristina.
L'Europa e il rischio di perdere 880 milioni di euro
La commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos ha di recente minacciato il taglio dei fondi UE destinati al Kosovo, pari a 880 milioni di euro entro il 2027, in assenza di istituzioni pienamente operative. "Der Kosovo braucht dringend eine voll handlungsfähige Regierung, ein solides Parlament und einen ordnungsgemäß gewählten Präsidenten", il Kosovo ha urgente bisogno di un governo pienamente funzionante, di un parlamento solido e di un presidente regolarmente eletto, ha ammonito Marta Kos. Per la sua mancata normalizzazione con la Serbia, il Kosovo è considerato dall'UE solo un "potenziale" paese candidato.
Al voto di domenica partecipano 22 partiti, tre coalizioni, un'associazione di cittadini e un candidato indipendente. Nella precedente consultazione di dicembre, oltre a Vetëvendosje con il 51 per cento, erano risultate forze di peso il Partito democratico (PDK) con il 20 per cento e la Lega democratica del Kosovo (LDK) con il 13 per cento. Aleksandar Sljuka, della ONG New Social Initiative nel nord del Kosovo, ha analizzato come una parte consistente del risultato di Vetëvendosje a dicembre sia da attribuire al voto della diaspora kosovara tornata in patria durante le vacanze di Natale.
Su questo quadro pesa l'ingresso in lista per la LDK della stessa Vjosa Osmani, che aveva lasciato la LDK nel 2020 per fondare il piccolo partito di centro-destra Guxo, poi alleatosi con Vetëvendosje, salvo tornare ora nella LDK in occasione di questo scrutinio. La studiosa Donika Emini dell'Università di Graz ha dichiarato al portale European Western Balkans che Osmani "in einem fragmentierten Oppositionsumfeld ist sie eine der wenigen Figuren, die realistisch Kurtis Dominanz herausfordern und das Wettbewerbsgleichgewicht verschieben könnten": in un ambiente di opposizione frammentata è una delle poche figure che realisticamente può sfidare la dominanza di Kurti e spostare l'equilibrio competitivo.
Gli analisti: Vetëvendosje potrebbe aprirsi al compromesso
Lo storico Konrad Clewing, dell'Istituto Leibniz per gli studi sull'Europa orientale e sudorientale (IOS), intervenuto a un dibattito organizzato dall'Institute for the Danube Region and Central Europe (IDM) e dal Karl Renner Institute in occasione del voto kosovaro, ha sostenuto che "der Wahlerfolg im Dezember habe Kurtis 'Nichtneigung zu Kompromissen bestärkt'": il successo elettorale di dicembre avrebbe rafforzato la 'non-disposizione ai compromessi' di Kurti. Clewing ha aggiunto che "Kalkül von VV sei mit der vorgezogenen Wahl gewesen, ihren Stimmenanteil noch weiter auszubauen": il calcolo di Vetëvendosje nel convocare un voto anticipato sarebbe stato di ampliare ulteriormente la propria quota di voti, ma ha anche ipotizzato che il partito potrebbe diventare più disponibile al compromesso in caso di perdite elettorali.
Clewing ha inoltre ricordato che la Serbia non ha mai abbandonato il proprio approccio revisionista, che include il mancato riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo, proclamata nel 2008 a quasi un decennio dalla guerra del Kosovo. Il Kosovo, ex provincia serba, dichiarò la propria indipendenza nel 2008; la Serbia non l'ha mai riconosciuta. Su questo sfondo, il politologo Arben Fetoshi dell'Università di Pristina ha denunciato a Deutsche Welle quella che definisce "(Serbiens) hybride Einmischung im Kosovo – insbesondere bei Wahlen – zielt darauf ab, die Vertretung der serbischen Gemeinschaft zu kontrollieren, um sie weiterhin als Instrument gegen den Kosovo zu nutzen": l'(Serbia) interferenza ibrida in Kosovo, soprattutto durante le elezioni, mira a controllare la rappresentanza della comunità serba per continuare a utilizzarla come strumento contro il Kosovo.
L'ombra della Serbia sul voto nel nord del Kosovo
Kurti ha provato a contrastare l'influenza serba nel nord del Kosovo e le istituzioni parallele e informali che vi si sono sviluppate, guadagnando popolarità tra la popolazione albanese kosovara, ma allontanando al contempo i partner occidentali, che chiedono maggiore autonomia per la parte serba del paese. È in questo contesto regionale, segnato da relazioni tese con Belgrado, che si colloca la terza tornata elettorale in poco più di un anno.
Lo stesso Kurti, intervenendo all'evento finale della campagna elettorale, ha dichiarato di augurarsi un risultato migliore rispetto a quello di dicembre. L'attenzione degli osservatori e dei partner internazionali è ora rivolta alla percentuale che Vetëvendosje saprà confermare o incrementare, e soprattutto alla capacità delle forze di opposizione, a cominciare dalla LDK con la candidatura di Osmani, di eroderne il margine e di rendere inevitabile un compromesso governativo.
Il responso delle urne, atteso nelle ore successive alla chiusura dei seggi, dovrà fare i conti con la frammentazione dell'opposizione e con la capacità di mobilitazione del Kosovo profondo, in un paese che ambisce a entrare nell'Unione europea ma che, come ha ricordato la commissaria Marta Kos, rischia concretamente di perdere parte degli 880 milioni di euro promessi da Bruxelles entro il 2027 se non verranno ripristinati pienamente governo, parlamento e presidenza. "Weniger als ein halbes Jahr ist vergangen seit der letzten Parlamentswahl im Kosovo": è passato meno di mezzo anno dall'ultima elezione parlamentare in Kosovo, un dato che fotografia da solo l'eccezionalità della situazione politica del paese.
Questions & Answers
Perché il Kosovo vota per la terza volta in circa 16 mesi?
La nuova elezione si è resa necessaria perché governo e opposizione non sono riusciti a concordare entro i termini un candidato alla presidenza: il quorum di 80 parlamentari su 120 non è stato raggiunto a causa del boicottaggio dell'opposizione.
Chi è il favorito delle elezioni parlamentari in Kosovo del 7 giugno 2026?
I sondaggi danno favorito il partito di sinistra Vetëvendosje (Autodeterminazione) del premier in carica Albin Kurti, che ha vinto anche le tre precedenti consultazioni e a dicembre ha ottenuto il 51 per cento dei voti.
Quali sono i rischi internazionali legati allo stallo politico in Kosovo?
Il Kosovo rischia di perdere parte dei 880 milioni di euro di fondi UE stanziati entro il 2027, come ha ammonito la commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos, e resta considerato dall'Unione solo un 'potenziale' paese candidato a causa del contenzioso con la Serbia.