Israele e Libano si preparano a un nuovo round di colloqui a Roma tra la disputa sulla zona controllata da Israele
Gerusalemme, 09 luglio 2026
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Summary
Israele ha confermato che terrà un nuovo round di colloqui con il Libano a Roma a metà luglio, anche se il ministro della Difesa Israel Katz ha ribadito che le truppe israeliane resteranno in una zona di sicurezza autoproclamata nel Libano meridionale. Libano, Hezbollah e Iran chiedono un ritiro israeliano completo, mentre Beirut condiziona la propria partecipazione a un arretramento da due zone pilota.
Gerusalemme, 09 luglio 2026
Israele ha annunciato un nuovo round di negoziati con il Libano da tenersi a Roma a metà luglio, mentre il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che le truppe israeliane resteranno in una zona di sicurezza dichiarata unilateralmente nel Libano meridionale per tutto il tempo necessario.
L'annuncio della zona di sicurezza di Katz
Secondo un portavoce, Katz ha detto martedì che Israele resterà in quella che definisce una zona di sicurezza nel Libano meridionale e continuerà a operare da lì fino a quando la milizia di Hezbollah non sarà disarmata in tutto il Paese e la minaccia ai residenti del nord di Israele non sarà eliminata. Le sue osservazioni sono giunte mentre Israele ha confermato che invierà una delegazione a un nuovo round di colloqui a Roma a metà luglio, in un nuovo sforzo diplomatico per gestire il fronte aperto da tempo tra i due Paesi.
Katz ha inoltre descritto l'area sotto controllo israeliano come "frei von Bewohnern sowie von terroristischer Infrastruktur unter und über der Erde" — libera da residenti e da infrastrutture terroristiche sopra e sotto terra. La dichiarazione, attribuita da un portavoce, inquadra la presenza militare israeliana come un cuscinetto per "die Menschen in Nordisrael vor der Gefahr von Überfällen, Panzerabwehrfeuer und direkten Bedrohungen zu schützen."
Dimensioni dell'area sotto controllo israeliano
La zona, secondo calcoli geografici citati dai media libanesi, copre circa 620 chilometri quadrati, corrispondenti a circa il sei percento del territorio libanese. Il dato non è stato confermato dalla parte israeliana, ma dà un'idea della scala dell'area sotto controllo militare israeliano da quando le operazioni sono intensificate all'inizio di quest'anno.
Katz ha detto che Hezbollah ha attaccato Israele due volte: prima, dopo l'assalto guidato da Hamas in Israele il 7 ottobre 2023, quando il gruppo militante sostenuto dall'Iran ha aperto un fronte settentrionale in solidarietà con Hamas, e di nuovo dopo l'inizio di quella che i funzionari hanno descritto come la guerra dell'Iran il 28 febbraio. Ha sostenuto che questi attacchi giustificano la continua presenza militare israeliana nel sud del Libano.
Bilancio delle vittime da entrambe le parti
Il bilancio delle vittime è pesante da entrambe le parti. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso 4.320 persone e ferito 12.203 dall'inizio di marzo. L'esercito israeliano, al contrario, ha riportato 40 morti nello stesso periodo, di cui 36 soldati e quattro civili. La disparità nei dati riflette la diversa esposizione del personale militare e di una popolazione civile densamente presente sul lato libanese.
Hezbollah e il governo libanese respingono la lettura israeliana della zona. "Sowohl die Hisbollah als auch die libanesische Regierung bezeichnen die von Israel einseitig verfügte 'Sicherheitszone' als völkerrechtswidrige Besetzung," secondo quanto riportato da Beirut. Entrambi hanno chiesto un ritiro completo delle forze israeliane dal territorio libanese.
Obiezioni libanesi e iraniane
L'Iran si è unito a questa richiesta. "Der Iran und die Hisbollah fordern, dass sich die israelische Armee vollständig aus dem Land zurückzieht," secondo le cronache diplomatiche. Il sostegno di Teheran a Hezbollah è stato un elemento centrale dello scontro regionale dall'ottobre 2023, e qualsiasi intesa in Libano è largamente considerata subordinata alla più ampia diplomazia relativa all'Iran.
Beirut ha posto condizioni specifiche per la propria partecipazione ai colloqui di Roma. "Aktuell knüpft die libanesische Regierung ihre Teilnahme an einer weiteren Gesprächsrunde mit Israel an einen Truppenrückzug aus zwei festgelegten sogenannten Pilotzonen." Senza progressi su questo fronte, funzionari libanesi hanno suggerito che potrebbero non partecipare, complicando la pianificazione dell'incontro di metà luglio.
I media israeliani hanno messo in dubbio la prospettiva di un ritiro significativo prima delle elezioni parlamentari attese per metà ottobre. "Israelische Medien berichten, ein solcher Schritt gelte vor den bis Mitte Oktober erwarteten Parlamentswahlen als unwahrscheinlich." Con i calendari politici interni in mente, è improbabile che i funzionari a Gerusalemme autorizzino un arretramento che potrebbe essere presentato a livello interno come una concessione.
Calcoli elettorali israeliani
I colloqui di Roma sono quindi destinati a essere in larga parte procedurali. "Positions remain entrenched ahead of new negotiations in Rome," secondo la sintesi dello stato dei negoziati diplomatici. Entrambe le parti stanno inviando delegazioni, ma vi sono pochi segnali pubblici che una delle due si prepari a modificare le proprie richieste fondamentali: il disarmo di Hezbollah sul lato israeliano, e il ritiro completo su quello libanese e iraniano.
Il contesto più ampio è la guerra generale in Medio Oriente, spesso sintetizzata nella cronaca in lingua tedesca come "Krieg in Nahost." Lo scontro tra Israele e Hezbollah si è svolto in parallelo alla guerra a Gaza innescata dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e alle ostilità dirette che hanno coinvolto l'Iran dalla fine di febbraio. Qualsiasi movimento sul fronte libanese è quindi destinato a essere modellato dagli sviluppi di questi fronti paralleli.
La strategia israeliana, come articolata da Katz, è di usare la zona come trampolino di lancio per ulteriori operazioni fino al completo disarmo di Hezbollah. "Israel werde in einer selbst definierten 'Sicherheitszone' im Libanon verbleiben und von dort aus so lange wie nötig operieren, bis die Hisbollah im gesamten Libanon entwaffnet und die Bedrohung für die Bewohner Nordisraels beseitigt sei, sagte Katz heute nach Angaben eines Sprechers." Questa formulazione segnala che Israele considera la zona sia come un cuscinetto difensivo sia come una piattaforma offensiva.
Sul lato libanese, il governo ha chiesto un ritiro specifico dalle due zone pilota — una richiesta più limitata rispetto a un ritiro completo, ma che richiederebbe comunque a Israele di cedere territorio. La formula delle zone pilota è pensata per consentire un passo che salvaguardi le apparenze e che possa riavviare i negoziati, ma i funzionari israeliani non l'hanno accettata pubblicamente.
Cosa è in gioco a Roma
Con le elezioni parlamentari alle porte in Israele e un bilancio umanitario pesantissimo che si accumula in Libano, lo spazio politico per un compromesso appare ridotto. L'incontro di metà luglio a Roma metterà alla prova la capacità delle due parti di accordarsi anche solo su un quadro procedurale, figuriamoci sulle disposizioni di sicurezza che sosterrebbero un cessate il fuoco duraturo.
Il percorso diplomatico è seguito con attenzione dai mediatori internazionali, compresi quelli che hanno negoziato intese precedenti lungo il confine tra Israele e Libano. Un incontro procedurale positivo a Roma potrebbe aprire la porta a discussioni più sostanziali; un fallimento probabilmente consoliderebbe l'attuale postura militare sul terreno.
Questions & Answers
Chi è Israel Katz e cosa ha annunciato?
Israel Katz è il ministro della Difesa israeliano. Secondo un portavoce, ha annunciato che le truppe israeliane resteranno in una zona di sicurezza autoproclamata nel Libano meridionale e opereranno da lì fino a quando Hezbollah non sarà disarmato e la minaccia al nord di Israele non sarà eliminata.
Israele Libano Roma colloqui 2026: disputa zona israeliana | quotidiano360