Los Angeles, 14 giugno 2026
Il girone eliminatorio del Mondiale della nazionale iraniana di calcio si disputa negli USA in condizioni di sicurezza e logistica eccezionali, mentre il conflitto tra i due Paesi getta un'ombra sulla competizione. Giocatori, federazione e FIFA hanno raggiunto un compromesso minimo che riguarda i simboli politici negli stadi e la sicurezza della squadra.
La nazionale iraniana di calcio disputa le sue partite del girone eliminatorio del Mondiale negli USA, nonostante USA e Iran siano in guerra dal 28 febbraio – un evento senza precedenti nella storia ultracentenaria del torneo.
Il potenziale esplosivo di una costellazione storica
Che un Paese ospitante di un Mondiale sia in guerra con una delle nazioni partecipanti – non era mai accaduto nei 96 anni di storia del più importante torneo calcistico del mondo. La squadra iraniana disputa le sue tre partite del girone negli Stati Uniti, mentre FIFA, governo statunitense e autorità iraniane hanno negoziato un compromesso minimo che disciplina l'arrivo, la sicurezza e le condizioni politiche. Il presidente USA Trump si era inizialmente opposto, a marzo, alla partecipazione; a maggio si è mostrato decisamente più aperto. La selezione iraniana scende in campo martedì (ore 3.00/ZDF/MagentaTV) contro la Nuova Zelanda; la prima partita del girone contro la sorprendente Nuova Zelanda si giocherà nei dintorni di Los Angeles, seguita dalle gare contro il Belgio (21 giugno a Inglewood) e contro l'Egitto (26 giugno a Seattle).
