Berlino, 11 giugno 2026
Il Comitato etico tedesco si è espresso contro un'età minima legale generalizzata per l'uso dei social media e ha invece presentato un modello di protezione differenziato per bambini e ragazzi nel mondo digitale.
L'organo ha pubblicato la propria posizione nel parere „Schutz, Teilhabe und Befähigung von Kindern und Jugendlichen in der digitalen Welt". Il presidente Helmut Frister ha illustrato la linea di fondo: „Die Einführung eines gesetzlichen Mindestalters für soziale Medien ist dafür aus Sicht des Deutschen Ethikrates nicht geeignet." Il Comitato si collega così alla posizione di altri esperti, che rifiutano anch'essi un divieto generalizzato.
Le motivazioni del Comitato etico
Frister ha richiamato l'attenzione anche sulla regolamentazione esistente: „Für ein solches Schutzkonzept bietet die seit Februar 2024 geltende Regulierung der Onlineplattformen im Digital Services Act der Europäischen Union bereits eine gute Grundlage." Questa dovrebbe tuttavia essere attuata „noch wesentlich effektiver" e i fornitori dovrebbero essere „stärker in die Pflicht genommen werden".
Il Comitato etico sostiene che concentrarsi esclusivamente sui social media faccia trascurare i pericoli provenienti da altri servizi digitali. I rischi nascerebbero meno da intere categorie di offerte quanto da funzioni concrete come i feed infiniti, che riproducono automaticamente contenuti sempre nuovi. Inoltre, i bambini differirebbero notevolmente nella loro maturità – sia all'interno delle singole fasce d'età sia tra di esse.
L'organo sottolinea che la tutela dei minori debba essere ponderata con il loro interesse alla partecipazione digitale e all'acquisizione di competenze concrete. Un divieto generalizzato comprometterebbe questo sviluppo e interverrebbe „auf unverhältnismäßige Art und Weise" nel diritto dei genitori, sancito dalla Legge fondamentale, di contribuire a definire l'accesso dei propri figli ai media digitali.
Il modello di protezione a tre livelli
Nel concreto, il Comitato etico propone un modello articolato in tre livelli. Nel primo livello, i genitori dovrebbero inserire l'età dei propri figli durante la configurazione dei dispositivi, regolando così i tempi di utilizzo o l'accesso alle app. „Technisch würde diese Kontrolle durch die Eingabe des Alters der Kinder bei der Konfiguration der Endgeräte sowie durch die Regulierung von Nutzungszeiten oder des Zugangs auf Apps auf den Endgeräten erfolgen."
Il secondo livello prevede ulteriori controlli dell'età a livello di dispositivo, ad esempio procedure in cui i dispositivi verificano l'età sulla base di documenti ufficiali. Il terzo livello riguarda contenuti particolari che, ai sensi del codice penale, non devono essere resi accessibili ai minori. In questo caso occorre garantire „dass der Altersnachweis auch wirklich von der Person stammt, die das Angebot nutzen will".
Per determinati contenuti, come la pornografia, il Comitato continua a ritenere sensata una soglia di età minima, regolamentata tramite tecnologie di verifica dell'età. Chiede inoltre un aggiornamento della legislazione sulla tutela dei minori, poiché lo Jugendmedienschutz-Staatsvertrag finora non contiene norme specifiche per l'intelligenza artificiale.
Voci dalla politica e dall'organo
La membro del Comitato etico Judith Simon ha sottolineato la crescente importanza dei chatbot. „Insbesondere Chatbots werden immer häufiger zur ersten Anlaufstelle für Fragen, Interessen und Bedürfnisse von Kindern und Jugendlichen." Allo stesso tempo, i giovani devono essere coinvolti: „Das fördert digitale Selbstbestimmung, klärt über Gefahren auf und schafft Vertrauen, um überhaupt Einblick in ihre digitale Lebenswelt zu gewinnen."
La presidente del Bundestag Julia Klöckner, che aveva chiesto una valutazione al Comitato etico in ottobre, vede nel parere confermata la propria preoccupazione, „die besonders die politische Meinungsbildung von Kindern und Jugendlichen in der digitalen Welt gefährdet sieht". Parole testuali: „Die Stellungnahme des Deutschen Ethikrates kommt zum richtigen Zeitpunkt."
Prospettive: IA e legislazione sulla tutela dei minori
Parallelamente, una commissione insediata dalla ministra della Famiglia Karin Prien (CDU) sta lavorando a raccomandazioni per una migliore tutela di bambini e ragazzi nel mondo digitale. Prien intende presentare i risultati degli esperti nei prossimi giorni. Il Comitato etico raccomanda inoltre ai genitori migliori strumenti tecnici nonché l'accesso a „seriöse[n] und unabhängige[n] Informationen über Gefahren im Netz" e a consulenze da parte di „Digitalpaten".
Nel complesso, il Comitato etico giudica controproducente un divieto generalizzato: esso „die Probleme nicht lösen, sondern selbst Probleme verursachen". Le disposizioni sulle fasce d'età e sui metodi per verificarle „sollten verbindlich gemacht werden und nicht den Anbietern überlassen werden", ha chiesto Simon. Lo spazio digitale è „täglich" visibilmente „in vielerlei Hinsicht nicht so, wie wir ihn uns wünschen würden".
Per le singole offerte digitali dovrebbero esserci regole specifiche, scrive il Comitato etico. Ciò include anche l'adeguamento dello Jugendmedienschutz-Staatsvertrag, che comprende limitazioni degli orari di trasmissione e divieti di pubblicità per alcolici rivolta ai minori, alle nuove evoluzioni come l'IA e i chatbot.
