IHS prevede per l'Austria solo l'uno percento di crescita economica annua fino al 2030
Vienna, 16 luglio 2026
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Summary
L'Istituto per gli Studi Superiori prevede per l'Austria fino al 2030 in media solo una crescita economica di circa l'uno percento all'anno. Il Paese rimane così nettamente al di sotto della media degli ultimi cinque anni, pari all'1,9 percento, mentre l'inflazione dovrebbe raggiungere l'obiettivo della BCE del due percento solo a partire dal 2028.
Vienna, 16 luglio 2026
L'Istituto per gli Studi Superiori (IHS) prevede per l'Austria fino al 2030 una crescita economica media di circa l'uno percento all'anno, quindi nettamente inferiore rispetto alla media dei cinque anni precedenti.
Conguntura moderata dopo la recessione
Nella sua previsione di medio termine pubblicata giovedì, l'IHS delinea un quadro moderato della congiuntura austriaca. „Nach einer hartnäckigen Rezession in den zwei Jahren zuvor hat Österreichs Wirtschaft 2025 wieder auf den Wachstumspfad zurückgefunden – wenngleich nur auf einen ‚verhaltenen‘, wie es das Institut für Höhere Studien (IHS) bezeichnet. Konkret geht das Institut von einem Wachstum heuer von 0,8 Prozent aus. IHS-Chef Holger Bonin warnte, „Österreichs Wirtschaft wird auf absehbarer Zeit auf Handbremse fahren“.
La previsione di crescita di circa l'uno percento annuo fino al 2030 risulta nettamente inferiore rispetto alla media degli ultimi cinque anni, che si era attestata all'1,9 percento. In questa fase rientrano tuttavia anche la forte ripresa dalla recessione seguita ai lockdown causati dal Covid a partire dal 2021 e la fase di alta inflazione successiva all'inizio della guerra in Ucraina nel 2022. Per il periodo dal 2028 al 2030, l'IHS prevede tassi di crescita rispettivamente dell'1,2 percento, dell'1,1 percento e dell'1,0 percento. Nel complesso, l'economia austriaca dovrebbe essere rimasta stagnante nel secondo trimestre del 2026.
L'Austria nel confronto internazionale
Anche nel confronto con la concorrenza globale, l'Austria ottiene risultati peggiori. Secondo l'IHS, l'economia mondiale dovrebbe crescere in media del 2,8 percento annuo, l'Eurozona dell'1,1 percento, quindi lievemente più dell'Austria. L'economia degli USA dovrebbe aumentare in media dell'1,8 percento fino al 2030, quella della Cina addirittura del 3,9 percento. La crescita delle principali economie supera così nettamente quella austriaca.
L'inflazione rimane secondo l'IHS inizialmente elevata. Per l'anno in corso l'Istituto prevede un rincaro del 3,0 percento, in media fino al 2030 del 2,3 percento annuo. L'obiettivo della BCE del 2,0 percento dovrebbe essere raggiunto in Austria solo a partire dal 2028. I consumatori non possono quindi attendersi un alleggerimento significativo dei prezzi.
L'inflazione rimane inizialmente elevata
Un ulteriore punto debole sono le esportazioni. Negli ultimi due anni l'Austria aveva dovuto subire perdite significative di quote di mercato a causa del forte aumento dei costi energetici e del costo del lavoro per unità di prodotto. Il capo economista dell'IHS Holger Bonin vede tuttavia delle opportunità: „Nach deutlichen Marktanteilsverlusten in den Vorjahren dürften die Exporte wieder im Einklang mit den Exportmärkten zulegen“, si legge nella previsione di medio termine. Per le esportazioni complessive di beni e servizi si prevede una crescita del 2,0 percento annuo, le esportazioni di beni dovrebbero aumentare dell'1,9 percento. Le importazioni totali dovrebbero crescere in misura simile, con l'1,9 percento, cosicché il contributo alla crescita proveniente dall'estero sarà nel complesso pressoché neutro.
Le esportazioni devono riconquistare quote di mercato
Un presupposto a tal fine sono tuttavia contratti salariali orientati alla produttività nell'industria: „Mit produktivitätsorientierten Lohnabschlüssen in der Industrie dürfte sich die preisliche Wettbewerbsfähigkeit der Exporte jedoch nicht weiter verschlechtern“, scrive l'IHS. Il commercio mondiale di beni si è dimostrato resiliente nonostante l'imprevedibile politica commerciale degli USA; i mercati di esportazione dell'Austria dovrebbero crescere in media fino al 2030 di circa due punti percentuali annui.
Anche i consumi privati contribuiranno difficilmente a sostenere la crescita. Partendo dallo 0,5 percento di quest'anno, i consumi dovrebbero aumentare di circa lo 0,75 percento negli anni successivi. Il clima tra le imprese è comunque teso. Il capo economista di Bank Austria Stefan Bruckbauer ha dichiarato: „Besonders stark fiel der Stimmungseinbruch seit Jahresbeginn im Dienstleistungssektor aus.“ Tuttavia, nel primo semestre è da attendersi una crescita del PIL dello 0,8 percento rispetto all'anno precedente, ha affermato Bruckbauer. Secondo un'indagine dell'associazione di tutela del credito KSV 1870, le imprese soffrono già ora per la difficile situazione.
Mercato del lavoro: lieve miglioramento nonostante la carenza di manodopera qualificata
Un barlume di speranza resta il mercato del lavoro. Abbinato a una moderata crescita occupazionale, il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere dal 7,5 percento di quest'anno al 6,4 percento entro il 2030. L'IHS lo motiva anche con l'andamento demografico: „Mit der Festigung des Wirtschaftswachstums und bei einem demografisch bedingten langsameren Anstieg des Arbeitskräfteangebots dürfte die Arbeitslosigkeit ab dem kommenden Jahr wieder zurückgehen“, prevede l'Istituto. Allo stesso tempo, il cambiamento demografico aggrava però la carenza di manodopera qualificata in Austria.
Nonostante le migliori prospettive sul mercato del lavoro, l'IHS mette in guardia dai persistenti timori per i conti pubblici. Anche a partire dal 2028, l'Istituto prevede un disavanzo di bilancio rispettivamente del 3,6 percento. Lo spazio di bilancio della Repubblica rimane quindi limitato, mentre al contempo sarebbero necessari investimenti in infrastrutture, istruzione e politica del sito produttivo per rafforzare la crescita.
Rischi e incertezze
La previsione è soggetta a notevoli incertezze. L'IHS presume nel proprio calcolo che le perturbazioni legate alla guerra con l'Iran possano essere superate rapidamente e che non si verifichi un'ulteriore escalation. Se la situazione globale dovesse peggiorare, la già debole dinamica di crescita potrebbe essere ulteriormente frenata. Secondo l'IHS, il settore edile dovrebbe essersi lasciato alle spalle la recessione, mentre le esportazioni dovrebbero tornare a crescere dopo i cali.
Nel complesso, la previsione di medio termine tratteggia l'immagine di un'economia che resterà ferma per alcuni anni. Con un previsto incremento dell'uno percento annuo, l'Austria si colloca nettamente al di sotto della media dell'Eurozona e ben dietro le grandi economie come gli USA e la Cina. I prezzi al consumo scendono solo lentamente, le esportazioni devono riconquistare le quote di mercato perdute e il cambiamento demografico limita l'offerta di manodopera. L'IHS individua tuttavia punti di aggancio: una politica salariale orientata alla produttività, un'economia mondiale resiliente e un mercato del lavoro in consolidamento offrono opportunità per lasciarsi alle spalle il punto più basso.
Questions & Answers
Quanta crescita economica prevede l'IHS per l'Austria fino al 2030?
L'Istituto per gli Studi Superiori (IHS) prevede per l'Austria in media circa l'uno percento di crescita economica annua fino al 2030. La previsione si colloca nettamente
Previsione IHS: l'Austria crescerà solo dell'1 percento | quotidiano360