Hamilton vince a Barcellona: primo GP Ferrari, sogno | quotidiano360
Hamilton vince a Barcellona il suo primo Gran Premio con la Ferrari: «Un sogno d'infanzia che si avvera»
Barcellona, 15 giugno 2026
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Summary
Lewis Hamilton ha conquistato a Barcellona il suo primo Gran Premio con la Ferrari, coronando un'attesa durata oltre diciassette mesi dal passaggio dalla Mercedes. Il successo, il 106° in carriera, rilancia il pilota britannico nella corsa al titolo contro il leader Kimi Antonelli.
Barcellona, 15 giugno 2026
Lewis Hamilton ha vinto il Gran Premio di Spagna a Barcellona infliggendo a se stesso e alla Ferrari la prima gioia iridata di una collaborazione iniziata nel 2025, centrando il 106° successo in carriera e rilanciandosi nella corsa al Mondiale.
Una festa lunga 686 giorni
È durata oltre diciassette mesi l'attesa di Lewis Hamilton per tornare sul gradino più alto del podio. Al Circuit de Barcelona-Catalunya, nel settimo weekend di gara della stagione, il britannico ha firmato la sua prima vittoria con la Ferrari, bissando il successo del 2024 e regalando alla Scuderia il primo trionfo dal podio di ottobre 2024. Per il sette volte campione del mondo si tratta del 106° centro in carriera, il settimo personale sul circuito catalano, dove già in passato aveva scritto pagine importanti della sua storia.
L'arrivo a Maranello era stato accolto con grande entusiasmo, suggellato dal successo nella Sprint in Cina. Poi, come ha ricordato lo stesso Hamilton, è seguito «un anno intero di dubbi e negatività»: 24 Gran Premi senza podio, critiche feroci sui social, voci sulla fine di un'epoca. «Tante persone hanno parlato male di lui, e online ha preso un sacco di botte da ogni parte — è bello che possa fare il dito medio a tutti loro», ha dichiarato il campione del mondo Lando Norris dalla McLaren.
Dopo lo stop al Nürburgring nel 2017, l'inglese torna dunque al successo dopo 686 giorni dall'ultima volta, e lo fa al termine di una gara condotta con grande lucidità nonostante la pressione di George Russell. «Ho creduto in ciò che questa squadra può raggiungere, in ciò che possiamo fare insieme», ha detto Hamilton parlando del suo rapporto con il team di Maranello. «E ora è arrivata la ricompensa.»
Il ritiro di Antonelli cambia la classifica
Il ritiro di Kimi Antonelli, leader del Mondiale con una striscia di cinque successi consecutivi, a cinque giri dalla bandiera a scacchi ha spianato la strada al britannico. Il diciannovenne italiano, costretto allo stop per un problema tecnico alla sua power unit, si è visto sfilare la seconda posizione e buona parte del margine in classifica. Prima del Gran Premio d'Austria a Spielberg, previsto per il 28 giugno, il vantaggio di Antonelli su Hamilton — suo predecessore alla Mercedes e ora rivale in rosso — è sceso da quota consistente a 51 punti.
Il modo in cui è maturato il successo di Hamilton non è tuttavia dipeso solo dalla sfortuna altrui. La Ferrari ha gestito con freddezza una virtual safety car favorevole e la strategia è stata eseguita senza sbavature dal muretto guidato da Frédéric Vasseur. «Sono dettagli», ha osservato il team principal transalpino. E sono proprio quei dettagli che, dopo mesi di frustrazione, stanno finalmente componendo il puzzle per il pilota di Stevenage.
Dettagli e strategia: il paziente lavoro della Ferrari
Hamilton ha confessato di aver attraversato momenti di profonda incertezza durante la lunga astinenza dal gradino più alto. «Ci sono stati momenti in cui ho pensato: cavolo, forse è vero che quando raggiungi un certo punto, non ce la fai più», ha ammesso il 41enne, che con questo successo è diventato il vincitore più anziano di un Gran Premio dai tempi di Jack Brabham nel 1970. «Ma si può ancora farcela, ci vuole solo lavoro.», ha aggiunto.
L'inverno appena trascorso è stato il più duro della sua carriera, sia in palestra sia a livello mentale. «Mi ha aiutato avere una partner e una vita familiare stabile», ha raccontato Hamilton, con riferimento alla sua vita privata, lodata anche da chi lo conosce da anni. Il britannico, inoltre, ha sottolineato come il suo arrivo a Maranello abbia rappresentato uno «shock per il sistema» per il modo diretto con cui ha sempre espresso le proprie opinioni.
La rabbia di Wolff e il giorno no della Mercedes
In Mercedes, al contrario, la festa non è di casa. Il secondo posto di George Russell, alla centesima gara con il marchio di Stoccarda, non basta a nascondere la rabbia di Toto Wolff per il ritiro di Antonelli e per una strategia interna che ha finito per favorire Hamilton. «È stata una corsa di merda per noi. Non si vincono campionati se le macchine si ritirano», ha tuonato il team principal austriaco all'ORF, aggiungendo di non voler «lottare per il titolo contro Lewis».
Wolff ha riconosciuto che la squadra ha perso «una quantità pazzesca di tempo di gara» lasciando i due piloti battagliare tra loro, e ha avvertito che in Ferrari «se il treno di Hamilton è partito, è difficile da fermare». Un avvertimento che si inserisce in una rivalità che i media italiani hanno accolto con titoli entusiasti: «Martello rosso», ha titolato «Tuttosport», con i tifosi che hanno rievocato l'inizio dell'era Michael Schumacher, il cui primo successo con la Ferrari arrivò proprio a Barcellona 30 anni fa.
L'abbraccio tra i rivali e lo sguardo all'Austria
All'arrivo, Hamilton si è lanciato in una festa interminabile con i suoi meccanici nella zona del traguardo, accolto dai cori «Lewis, Lewis» e da alcuni «Bravissimo» che hanno suggellato il legame con il pubblico italiano. Le immagini del pilota che salta euforico tra i tecnici in tuta rossa sono diventate il simbolo di una giornata storica per la Scuderia. «Come si trovano le parole giuste per descrivere un sentimento che supera i sogni più audaci?», si è chiesto lo stesso Hamilton dopo un interminabile tour di interviste in Catalogna.
Il clima tra i due principali protagonisti resta comunque improntato al fair play. Antonelli, pur con il rammarico di un'opportunità sfumata a cinque giri dal traguardo, ha subito corso ad abbracciare il vincitore. «Sono molto felice per lui. Ha aspettato così a lungo questa vittoria alla Ferrari, se la merita assolutamente», ha detto il diciannovenne bolognese, sottolineando come un ritiro «faccia parte delle corse». «Fa male, ma sono felice soprattutto per Lewis», ha aggiunto, con la compostezza che gli è riconosciuta.
Hamilton non intende però accontentarsi. «Non è ancora finita, questo è sicuro», ha avvertito il campione di Stevenage, che ha lodato il passo della Mercedes pur rivendicando l'impegno della Ferrari: «Lavoreremo per colmare questo divario». Russell, dal canto suo, ha riconosciuto la portata del momento: «Sì, sarà un pericolo reale», ha detto del connazionale, alludendo alla corsa al titolo. Anche l'ex campione Ralf Schumacher è tornato a sottolineare la capacità di Hamilton di rilanciarsi quando sembra in difficoltà: «Quando sente il sangue, attacca».
Un duello generazionale per il Mondiale
Adesso lo sguardo è tutto proiettato sulla Stiria, dove tra due settimane andrà in scena il Gran Premio d'Austria a Spielberg, decimo appuntamento della stagione. Antonelli conserva 51 punti di vantaggio su Hamilton, un margine che settimane fa sembrava inavvicinabile. «Una pillola amara per George, ma deve adattarsi», ha ammonito Wolff, confermando la necessità di rivedere la gestione interna del duello tra i due piloti tedeschi. L'impressione, a Barcellona, è che un nuovo capitolo della storia della Formula 1 sia appena iniziato: la caccia al record di otto titoli mondiali è ufficialmente aperta.
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Questions & Answers
Cosa rappresenta per Lewis Hamilton la vittoria del Gran Premio di Spagna a Barcellona?
Si tratta del suo primo successo con la Ferrari, del 106° in carriera e del settimo personale sul circuito catalano, arrivato dopo 686 giorni dall'ultima vittoria e al termine di un'attesa iniziata con il passaggio dalla Mercedes nel 2025.
Come ha influito il ritiro di Kimi Antonelli sul risultato della gara e sulla classifica del Mondiale?
Antonelli, che guidava la classifica iridata e aveva vinto le cinque gare precedenti, si è ritirato a cinque giri dalla fine per un problema tecnico mentre occupava la seconda posizione. Il suo vantaggio su Hamilton prima del Gran Premio d'Austria a Spielberg è ora di 51 punti.
Qual è stata la reazione della Mercedes dopo la gara di Barcellona?
Il team principal Toto Wolff ha definito la corsa un «Scheißrennen», lamentando la perdita di tempo di gara causata dal duello interno tra Russell e Antonelli e ribadendo che la Mercedes deve rivedere le proprie regole interne per non compromettere la lotta per il titolo.