Namhkam, 01 giugno 2026
Domenica a mezzogiorno, un deposito di munizioni ed esplosivi gestito dal gruppo ribelle Esercito di Liberazione Nazionale Ta'ang (TNLA) è esploso in un villaggio vicino a Namhkam, nel nord-est del Myanmar, uccidendo almeno 55 persone e ferendone più di 70.
L'esplosione, avvenuta intorno alle ore 12:00 locali, ha scosso un'area sotto il controllo del TNLA, potente esercito ribelle attivo nello Stato Shan settentrionale, a ridosso del confine con la Cina. Secondo quanto riportato dalla BBC e da un'agenzia di stampa locale, il bilancio delle vittime è salito rapidamente fino a 55 morti, mentre i feriti superano le 70 unità.
La deflagrazione ha causato danni ingenti a numerose abitazioni civili e ad altri edifici nella zona circostante. Testimoni oculari hanno descritto scene di devastazione. Il villico Min Myo ha raccontato: "Wir hörten das lauteste Geräusch unseres Lebens, und dann sahen wir den Rauch".
La dinamica dell'esplosione e i soccorsi
L'Associazione di Assistenza Sociale Let Phat Nyunt ha dichiarato di aver recuperato 46 corpi, tra cui almeno sei bambini. Le operazioni di ricerca e soccorso sono proseguite per tutta la giornata, con i soccorritori impegnati a scavare tra le macerie alla ricerca di possibili sopravvissuti e dispersi.
