Dopo le dimissioni di Spahn: l'Unione cerca un successore – Dobrindt si tiene fuori dalle indiscrezioni sul personale
Berlino, 21 luglio 2026
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Summary
Dopo le dimissioni di Jens Spahn da presidente del gruppo parlamentare CDU/CSU, l'Unione prepara la successione. Il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt, il politico bavarese Markus Söder e il leader della CDU Friedrich Merz figurano tra i possibili candidati. In una seduta straordinaria si dovrebbe decidere il 29 luglio.
Berlino, 21 luglio 2026
Dopo le dimissioni di Jens Spahn da presidente del gruppo parlamentare CDU/CSU, l'Unione prepara la successione; il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt non intende partecipare alle attuali indiscrezioni sul personale.
Il presidente del gruppo parlamentare CDU/CSU, Jens Spahn, si è dimesso dal suo incarico dopo giorni di pressioni interne al partito. „Der Schritt folgt auf tagelange parteiinterne Kritik", si legge nella cronaca. La scintilla è stato uno scandalo legato al tema della maternità surrogata. Il presidente regionale della CDU del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Peters, ha sintetizzato la preoccupazione: temeva per la credibilità „der gesamten Union".
Il leader della CDU Friedrich Merz, nell'intervista estiva della ZDF, si era detto aperto a un rimpasto di gabinetto e aveva al contempo criticato Spahn. Alla domanda sul futuro politico del 46enne esponente della CDU della Renania Settentrionale-Vestfalia, Merz ha detto: „Ich weiß es nicht, was er selbst vorhat. Und wenn er darüber gerne sprechen will, tue ich das selbstverständlich." Non intende però dargli consigli pubblicamente. In un primo momento Spahn non si è pronunciato sulla possibilità di mantenere il suo mandato al Bundestag.
Contesto: scandalo sulla maternità surrogata
Spahn stesso, dopo la sua dichiarazione, ne ha tratto le conseguenze: „Jens Spahn ist als Vorsitzender der CDU/CSU-Bundestagsfraktion zurückgetreten", è stato comunicato dal gruppo. Poco dopo è stato integrato, insieme al presidente del gruppo SPD Matthias Miersch, nella cosiddetta Sherpa-Runde, che prepara il programma di lavoro della coalizione. Già in precedenza la coalizione, a luglio, aveva potuto presentare il proprio „Programm für Aufschwung und Beschäftigung", nel quale confluivano anche i risultati del comitato di coalizione di aprile a Villa Borsig.
Nel frattempo lo sguardo si rivolge ai possibili successori e alle possibili successore. Nel dibattito interno all'Unione ricorrono diversi nomi. Tra i candidati ritenuti promettenti figurano il capo della Cancelleria Thorsten Frei, il politico della CDU esperto in politica economica Linnemann, il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt e la ministra federale della Salute Nina Warken. „Dass auch Nina Warken genannt wird, hat vor allem mit dem Sturz Spahns zu tun", scrive il giornale. Warken ha già lavorato nel gruppo come segretaria parlamentare e nella cronaca attuale viene indicata come „die Noch-Gesundheitsministerin".
„Frei, Linnemann, Dobrindt: Wer auf Spahn folgen könnte" – così un articolo sintetizza il dibattito. Thorsten Frei, oggi capo della Cancelleria sotto Friedrich Merz, aveva, secondo le sue stesse affermazioni, segnalato già circa un anno fa il proprio interesse alla presidenza del gruppo: „Dass Torsten Frei schon vor einem Jahr gerne Fraktionsvorsitzender geworden wäre, ist kein Geheimnis." All'epoca Merz lo aveva coinvolto e lo aveva convinto a ricoprire l'incarico alla Cancelleria. „Aber er hat sich vom Kanzler in die Pflicht nehmen lassen", si legge.
Possibili candidati per la guida del gruppo
A destare scalpore è soprattutto l'ipotesi che un politico della CSU possa guidare il gruppo dell'Unione. „Dass ein CSU-Mann die Unionsfraktion führt, wäre zwar historisch einmalig", scrive il giornale. Con Alexander Dobrindt, attualmente ancora ministro dell'Interno, un passo del genere sarebbe pensabile. Lo stesso Dobrindt ha dichiarato a Berlino: „Er verstehe das Interesse an dieser Frage, sagte der CSU-Politiker in Berlin, betonte aber, ‚dass ich zu diesen Personalspekulationen einfach keinen Beitrag leisten will und ich das gern in einem geordneten Verfahren sehen würde'.
Il presidente della CSU Markus Söder, a Monaco, ha richiamato l'attenzione sulla procedura da seguire. „Das will ich nicht", ha detto, secondo quanto riportato, con riferimento alle indiscrezioni, annunciando: „Das will ich nicht." Söder ha spiegato che il diritto di proposta congiunto è „Teil auch unserer Geschäftsordnung". Lui e Merz volevano „gut austauschen". Il ministro presidente bavarese ha espresso la speranza che la proposta comune trovi poi „hoffentlich große Zustimmung".
CDU e CSU devono coordinarsi rapidamente, perché i rapporti di maggioranza sono risicati. „Diese Koalition hat nur zwölf Stimmen Mehrheit im Bundestag", scrive il giornale. In questo contesto la questione della futura guida del gruppo acquista un peso ulteriore. Il gruppo dell'Unione programma una seduta straordinaria la prossima settimana; secondo informazioni del giornale, il 29 luglio dovrebbe cadere la decisione sulla successione di Spahn. „Union will am 29. Juli Spahn-Nachfolge entscheiden", è stato comunicato.
Maggioranza risicata di dodici voti
Merz ha annunciato che la proposta dovrà essere presentata al gruppo „zeitnah". „Und insofern werden wir uns damit auch noch etwas Zeit lassen", ha detto. Analogamente a quanto previsto per il presidente del gruppo, ciò varrà anche „für andere hochgestellte Ämter, die im Herbst erfolgen". L'obiettivo è „zeitnah einen entsprechenden Vorschlag an die Fraktion zu unterbreiten", ha aggiunto il cancelliere a margine di un incontro con il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev. „Wir hören also in die Fraktion hinein, was auch deren Anforderungen und Wünsche sind", ha proseguito Merz.
Oltre alle questioni di personale, sullo sfondo resta virulento il tema politico: la maternità surrogata. Merz aveva demandato il tema alla Frauen-Union. Nel dibattito la deputata SPD Jasmina Hostert ha avvertito: la maternità surrogata solleva moltissime questioni etiche. „Deshalb sollten wir uns auch im Parlament erneut mit den Ergebnissen der Kommission zur reproduktiven Selbstbestimmung und Fortpflanzungsmedizin von April 2024 befassen." La sua collega di gruppo Carmen Wegge ha invece sostenuto di consentire, in limiti molto stretti, la maternità surrogata altruistica, nella quale la madre surrogata non riceve denaro per la gravidanza. „Ich persönlich sehe momentan keine befriedigende Lösung, die diese komplexen ethischen und sozialen Fragen gut auflöst", ha detto Hostert. La deputata della Linke Kathrin Gebel ha avvertito che la gravidanza rischia di diventare una merce „Wir sollten deshalb vor allem über besser finanzierte Kinderwunschbehandlungen, Möglichkeiten der Adoption, Pflegekindschaften und die vollständige Gleichstellung von Co-Elternschaften sowie lesbischen Müttern sprechen." La esponente della AfD per le politiche familiari Birgit Bessin si è espressa contro un allentamento del divieto di maternità surrogata.
In un sondaggio INSA per „Bild", il 39 percento degli intervistati ha dichiarato di ritenere giusto il divieto della maternità surrogata. Un dato significativo inoltre: „Ein außergewöhnlich hoher Anteil von 21 Prozent machte keine Angabe oder gab an, keine Antwort zu wissen." La presidente del Bundestag Julia Klöckner ha il compito di moderare il dibattito parlamentare, mentre la coalizione si riorganizza al suo interno. Anche la SPD è coinvolta: „Miersch und Spahn werden in die sogenannte Sherpa-Runde integriert", è stato comunicato. Allo stesso tempo si profila con Nina Warken una possibile candidata che potrebbe modificare il profilo politico del gruppo.
Reazioni dall'opposizione
Nel frattempo è intervenuta l'opposizione. La presidente dei Verdi Brantner ha definito le dimissioni di Sp
Successione di Spahn: Dobrindt non si pronuncia sulle | quotidiano360