Bruxelles, 13 luglio 2026

I ministri degli Esteri Ue non hanno raggiunto un accordo, durante la loro riunione a Bruxelles, su eventuali restrizioni commerciali per le merci provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania: l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas punta su una maggioranza qualificata e il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul resta fermo sul principio dell'unanimità.

Linea di frattura centrale: maggioranza qualificata contro unanimità

I ministri degli Esteri Ue non sono riusciti a concordare, nella loro riunione a Bruxelles del 13 luglio 2026, misure concrete contro il commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani. Al centro del conflitto c'è la questione se una simile decisione possa essere adottata a maggioranza qualificata o solo all'unanimità. L'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas sostiene che sia sufficiente una maggioranza qualificata: 15 dei 27 Stati Ue dovrebbero approvare e rappresentare insieme almeno il 65 percento della popolazione Ue. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul (CDU) resta invece fermo sull'unanimità e sostiene che limitazioni o divieti alle importazioni dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania possano essere decisi solo all'unanimità.