Cuba colpita da un secondo blackout nazionale in una settimana
L'Avana, 10 luglio 2026
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Summary
Per la seconda volta in cinque giorni, la rete elettrica nazionale di Cuba è crollata nel pomeriggio di venerdì, lasciando l'intero paese al buio e innescando protocolli di emergenza. La società statale UNE inizialmente non ha fornito spiegazioni per il guasto, che i funzionari hanno collegato a una rete obsoleta e a un quasi totale blocco delle consegne di petrolio legato alle sanzioni USA.
L'Avana, 10 luglio 2026
Cuba ha subito un secondo blackout nazionale in cinque giorni nel pomeriggio di venerdì, con la società elettrica statale UNE che ha segnalato un collasso completo della rete nazionale intorno alle 16:30 ora locale, attivando protocolli di emergenza per ripristinare l'erogazione.
Secondo il fornitore statale di energia UNE, un "vollständiger Zusammenbruch des nationalen Stromnetzes" — un collasso completo della rete elettrica nazionale — si è verificato nel pomeriggio intorno alle 16:30 ora locale, ovvero le 22:30 ora dell'Europa centrale. L'operatore ha comunicato sui canali online che erano stati attivati i protocolli di emergenza per il ripristino dell'erogazione, aggiungendo: "Vorrangig sei gemäß den Protokollen die Versorgung von Einrichtungen wie Krankenhäusern sicherzustellen." La priorità, secondo tali protocolli, è garantire l'alimentazione di strutture come gli ospedali.
Si tratta del secondo grande blackout in cinque giorni. Un black-out nazionale aveva già colpito Cuba lunedì, e ci sono voluti due giorni prima che l'erogazione di elettricità fosse completamente ripristinata. Ancora prima del guasto di venerdì, non tutte le zone del paese erano state ricollegate in modo affidabile alla rete in seguito al precedente collasso, lasciando il sistema in uno stato fragile quando si è verificato il nuovo blackout.
Contesto: un secondo collasso in cinque giorni
Il quotidiano ufficiale del Partito Comunista di Cuba, Granma, ha riferito del collasso tramite la piattaforma X, scrivendo che "Der Zusammenbruch ereignete sich inmitten einer kritischen Energiekrise, unter der das Land bereits schwer zu leidet hat." Il collasso si è verificato in mezzo a una crisi energetica critica che il paese stava già duramente subendo, ha sottolineato Granma, evidenziando l'entità della pressione sul sistema elettrico dell'isola.
L'infrastruttura elettrica di Cuba è obsoleta, il che provoca regolarmente anche blackout locali. Come hanno osservato Granma e altri media cubani, "Die Stromausfälle hängen zum Teil mit dem veralteten Netz zusammen." La rete obsoleta è ampiamente citata come una delle ragioni strutturali per cui lo Stato caraibico ha faticato a mantenere un'erogazione stabile, ancor prima che l'attuale crisi si aggravasse.
Una rete obsoleta e scarsità di carburante
Un secondo fattore è il combustibile. L'isola riesce a coprire solo in parte il proprio fabbisogno di petrolio, e senza petrolio Cuba può a malapena far funzionare la propria rete elettrica. Dall'inizio dell'anno l'elettricità è saltata ripetutamente in tutto il paese, con la carenza sottostante di combustibile importato che ha più volte fatto cedere il sistema.
La causa scatenante dell'attuale stretta sul combustibile è politica. Il governo dell'Avana attribuisce le sanzioni USA la responsabilità dei continui blackout, e la crisi è stata aggravata dalla minaccia di dazi americani. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato a gennaio con dazi punitivi i paesi che esportano petrolio a Cuba. Quella minaccia, hanno detto Granma e funzionari cubani, "führte zu einem nahezu vollständigen Stopp der Lieferungen aus dem Ausland" — un quasi completo arresto delle consegne dall'estero — lasciando l'isola senza le forniture necessarie per mantenere in funzione le proprie centrali elettriche.
Sanzioni USA e blocco del petrolio
L'effetto combinato della pressione petrolifera USA e del deterioramento della rete interna ha prodotto un ciclo in cui brevi riprese lasciano il posto a nuovi guasti. Dopo il blackout precedente all'inizio della settimana, non tutte le zone del paese erano state ricollegate in modo affidabile alla rete, e nel giro di pochi giorni il sistema è crollato di nuovo, con il secondo guasto che si è verificato in circostanze simili al primo.
I blackout a Cuba hanno più volte innescato proteste nel paese. I residenti, in episodi passati, sono scesi in strada per denunciare la mancanza di servizi essenziali, e il ripetersi di black-out nazionali nell'arco di una sola settimana solleva la prospettiva di una rinnovata rabbia pubblica, mentre le autorità fanno a gara per riportare le centrali online.
La società elettrica statale UNE inizialmente non ha fornito informazioni sulle cause del nuovo blackout, rimandando le dichiarazioni mentre i tecnici lavoravano per valutare la situazione. I funzionari hanno sottolineato che l'erogazione alle strutture sanitarie e ad altri servizi essenziali viene tutelata per prima in base ai protocolli di emergenza, ma non hanno fornito una tempistica per il ripristino completo dell'elettricità nel paese.
UNE in silenzio sulla causa
La crisi energetica cubana si sta accumulando da mesi. I funzionari dell'Avana hanno inquadrato il problema come radicato nella pressione esterna — principalmente il regime di sanzioni USA e la minaccia dei dazi di gennaio — mentre i critici interni hanno puntato il dito sul cronico sottoinvestimento nella rete e sulla dipendenza del paese dal combustibile importato. Il collasso di venerdì mette entrambi gli argomenti in netta evidenza.
L'attenzione internazionale si è concentrata sulla dimensione umanitaria. I servizi ospedalieri, il pompaggio dell'acqua, la refrigerazione e le comunicazioni dipendono tutti dall'elettricità, e un blackout nazionale anche di pochi giorni può avere gravi conseguenze sulla salute pubblica su un'isola dove la capacità di generazione di riserva è limitata. L'attivazione dei protocolli di emergenza è intesa a limitare tali danni, ma i funzionari hanno riconosciuto che il ripristino completo richiederà tempo.
Il servizio è stato trasmesso l'11 luglio 2026 nel programma Deutschlandfunk, attingendo ai media statali cubani e alle dichiarazioni dell'operatore di rete. A partire dalla serata di venerdì, non c'erano indicazioni da parte di UNE su quando l'elettricità sarebbe stata completamente ripristinata, e le autorità invitavano la popolazione a risparmiare carburante e a tenersi lontana dalle infrastrutture danneggiate.
Cosa succede ora alla rete cubana
Guardando avanti, la situazione dipenderà dalla possibilità che le consegne estere di petrolio riprendano nonostante la minaccia dei dazi USA e dalla capacità di Cuba di effettuare riparazioni rapide alla propria rete obsoleta. Senza l'una o l'altra, hanno avvertito sia gli analisti sia i funzionari cubani, è probabile che il ciclo di blackout nazionali continui.
Per ora, la priorità immediata è riportare i generatori online per fasi, ricollegando prima le infrastrutture critiche e poi estendendo l'erogazione alle aree residenziali. Se il secondo blackout in una settimana rappresenti l'inizio di un periodo più lungo di instabilità, o una ripetizione del guasto di lunedì che può essere risolto di nuovo entro due giorni, diventerà più chiaro una volta che i tecnici avranno completato la loro valutazione iniziale.
Questions & Answers
Cosa è successo alla rete elettrica cubana venerdì?
La società elettrica statale UNE ha segnalato un collasso completo della rete elettrica nazionale intorno alle 16:30 ora locale di venerdì, il secondo blackout nazionale in cinque giorni, con l'attivazione di protocolli di emergenza per ripristinare l'erogazione.
Perché Cuba sta subendo blackout ripetuti?
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Cuba secondo blackout elettrico in una settimana luglio 2026 | quotidiano360