Crimini d'odio 2025: la visione del mondo è il movente più | quotidiano360
Crimini d'odio 2025: la visione del mondo è il movente più frequente
Vienna, 27 luglio 2026
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Summary
Nel 2025 in Austria sono stati registrati 6.751 crimini d'odio, un dato praticamente invariato rispetto al 2024. La visione del mondo e l'origine nazionale o etnica sono stati i moventi più frequenti, come emerge dal rapporto sulla situazione pubblicato lunedì dal Ministero dell'Interno.
Vienna, 27 luglio 2026
Il Ministero dell'Interno austriaco ha pubblicato lunedì il rapporto sulla situazione degli Hate Crime per il 2025, dal quale risulta che la visione del mondo e l'origine nazionale o etnica sono stati i moventi più frequenti dei reati motivati da pregiudizio.
Numeri attuali e confronto con l'anno precedente
Secondo il rapporto, lo scorso anno sono stati registrati 6.751 crimini d'odio. Il dato corrisponde quasi a quello dell'anno precedente, nel quale le autorità avevano conteggiato 6.786 di tali reati. Complessivamente sono stati individuati 7.327 moventi di pregiudizio nei reati, considerando che per ogni fatto possono concorrere più moventi, come emerge dal "Lagebericht Hate Crime" del Ministero dell'Interno pubblicato lunedì.
Le aree più frequenti sono state la visione del mondo (4.009) e l'origine nazionale o etnica (1.523). Questi due gruppi di moventi guidano nettamente la classifica. Anche la religione (696), l'orientamento sessuale (330), il colore della pelle (288), il genere (172), l'età (107), la disabilità (104) e lo status sociale (98) sono stati moventi di crimini d'odio.
I moventi nel dettaglio
Per quanto riguarda i reati in sé, al primo posto figurano le violazioni della legge di divieto con 2.939 moventi. Seguono i danneggiamenti (1.021), le lesioni personali (595), le istigazioni (545) e le minacce pericolose (529). La gamma dei reati spazia quindi dai delitti di propaganda ai danni materiali, fino alle aggressioni fisiche e alle intimidazioni.
Il ministro dell'Interno Gerhard Karner ha sottolineato il tasso di chiarimento in aumento: è passato dal 67 per cento nel 2024 al 71 per cento nel 2025. In una nota Karner attribuisce il risultato a "die konsequente Ermittlungstätigkeit der Sicherheitsbehörden". Allo stesso tempo il politico dell'ÖVP ha avvertito che questa forma di criminalità sta diventando più giovane e più digitale.
Profili degli autori: giovani, uomini, austriaci
Un terzo degli indagati nel 2025 aveva meno di 21 anni. La grande maggioranza degli indagati, con l'86 per cento, resta di sesso maschile; il 72 per cento degli indagati era in possesso della cittadinanza austriaca. Questi dati demografici evidenziano una netta concentrazione degli autori tra i giovani uomini con passaporto austriaco.
Nella criminalità d'odio legata alla violenza, gli uomini rappresentano anche il 62 per cento delle vittime. Ciò significa che le persone di sesso maschile sono state bersaglio in misura sproporzionatamente frequente di aggressioni violente motivate da pregiudizio, pur costituendo al contempo la quota maggiore degli indagati.
Spostamento digitale dei luoghi del reato
I reati si stanno spostando sempre più sulla rete: su Internet i fatti hanno rappresentato il movente più frequente con 1.917 casi, seguito dallo spazio pubblico con 1.497. Internet ha così soppiantato lo spazio pubblico come luogo più frequente del reato. Tra i messaggi d'odio su Internet, tre quarti riguardavano violazioni della legge di divieto e un quinto reati contro la pace pubblica, come ad esempio l'istigazione.
Karner ha annunciato misure preventive e ha fatto riferimento al Piano d'azione nazionale contro la criminalità d'odio, attualmente in fase di elaborazione. Il rapporto non ha menzionato contenuti concreti né una data per la sua presentazione. Secondo la valutazione del ministero, l'evoluzione evidenzia la necessità di intervenire, in particolare per quanto riguarda i giovani indagati e i luoghi digitali del reato.
Prevenzione e piano d'azione
La polizia ha registrato nei reati complessivamente 7.327 moventi di pregiudizio. Il dato elevato mostra che molti fatti non possono essere ricondotti a un unico movente, ma che entrano in gioco contemporaneamente più dimensioni di pregiudizio. L'origine etnica e la visione del mondo continuano a dominare il quadro.
I dati suggeriscono che prevenzione e sensibilizzazione debbano intervenire soprattutto nelle aree in cui si osserva la dinamica maggiore: tra i giovani indagati e nello spazio digitale. Lì si concentra tre quarti dei messaggi d'odio registrati nelle violazioni della legge di divieto, il che indica un consolidamento delle espressioni estremiste in rete.
Il tasso di chiarimento del 71 per cento rappresenta un aumento significativo rispetto all'anno precedente, anche se quasi un reato su tre resta irrisolto. Le autorità vedono nell'evoluzione una conferma del loro lavoro investigativo. Negli anni scorsi l'opposizione e le organizzazioni della società civile avevano ripetutamente chiesto un tasso di chiarimento più elevato e un'azione penale più incisiva.
Inquadramento metodologico
La criminalità d'odio comprende, per definizione, reati rivolti contro persone o cose in ragione della loro effettiva o presunta appartenenza a un gruppo protetto. La categorizzazione utilizzata nel rapporto si basa sui moventi comunemente impiegati a livello internazionale e consente confronti con gli anni precedenti e con altri Stati europei.
La distribuzione dei luoghi del reato – 1.917 su Internet contro 1.497 nello spazio pubblico – segna un punto di svolta. Solo pochi anni fa lo spazio pubblico dominava come luogo del reato, ma le piattaforme di social media, i forum e i servizi di messaggistica hanno cambiato radicalmente il quadro. Commenti d'odio, minacce e istigazione all'odio si trovano sempre più spesso negli spazi digitali.
Il censimento di complessivi 6.751 reati nel 2025 si basa sulle segnalazioni delle autorità di sicurezza al Ministero dell'Interno. Studi sul fenomeno oscuro e indagini sulle vittime indicano che il numero effettivo degli episodi motivati da pregiudizio è più alto, poiché non tutte le persone colpite sporgono denuncia. Il rapporto segnala esplicitamente questo limite metodologico.
Prospettive
La struttura per età degli indagati – un terzo ha meno di 21 anni – solleva interrogativi sulle cause. La letteratura specialistica indica come possibili spiegazioni i fattori socioeconomici, la radicalizzazione in Internet e la mancanza di educazione politica. Il Piano d'azione nazionale dovrebbe intervenire su questo fronte, ma le misure concrete non sono ancora state rese pubbliche.
Nel complesso, il rapporto sulla situazione tratteggia un quadro sfumato della criminalità d'odio in Austria: il numero dei reati registrati resta elevato, il tasso di chiarimento migliora, ma gli autori sono sempre più giovani e si spostano nel digitale. Karner e il suo ministero vi leggono una conferma della linea intrapresa, ma vedono anche ulteriore necessità di intervento.
Questions & Answers
Chi è Gerhard Karner e quale ruolo svolge nel contesto del rapporto?
Gerhard Karner è ministro dell'Interno e nei fatti presentati viene citato come fonte per la valutazione del rapporto sulla situazione, in particolare per il tasso di chiarimento in aumento e per l'evoluzione della criminalità d'odio.
Quali sono stati i moventi più frequenti dei crimini d'odio in Austria nel 2025?
La visione del mondo (4.009 casi) e l'origine nazionale o etnica (1.523 casi) sono stati i moventi di pregiudizio più frequenti, seguiti da religione, orientamento sessuale, colore della pelle, genere, età, disabilità e status sociale.
Come si è evoluto il tasso di chiarimento degli Hate Crime?