Camera di Commercio di Vienna: i protocolli incriminano pesantemente il presidente Ruck
Vienna, 17 luglio 2026
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Summary
Un verbale interno mette sotto pressione il presidente della Camera di Commercio di Vienna Walter Ruck: avrebbe concordato decisioni sul personale con la SPÖ cittadina e, all'interno della Camera, avrebbe preparato il terreno per il consolidamento del potere fino al 2030. La Camera respinge le accuse, ma conferma indirettamente l'autenticità del documento.
Vienna, 17 luglio 2026
Walter Ruck, presidente della Wirtschaftskammer Wien, si trova di fronte a gravi accuse contenute in un verbale riservato di una conversazione, in possesso di profil e della "Kronen Zeitung", che documenta il procedimento per la nomina del politico dell'ÖVP Manfred Juraczka nonché la riorganizzazione della Camera dopo le elezioni del 2025.
Un verbale, due redazioni, molte accuse
Walter Ruck, presidente della Camera di Commercio di Vienna (WKW), si trova di fronte a un esplosivo verbale interno. La trascrizione di una conversazione riservata della durata di diverse ore è in possesso in esclusiva di profil e della "Kronen Zeitung"; entrambe le redazioni dichiarano di essersi convinte della sua autenticità e di poterla "dimostrare anche in tribunale". La stessa Camera ne ha confermato indirettamente l'autenticità, respingendo però singole affermazioni di Ruck nel merito.
Al centro vi sono due questioni: la nomina, apparentemente orchestrata da Ruck, dell'ex consigliere comunale ÖVP Manfred Juraczka come secondo direttore della Wirtschaftsagentur Wien, agenzia economica di proprietà del Comune – formalmente nell'orbita della città, ma che secondo la rappresentazione di Ruck "tradizionalmente siamo noi a occupare" – e una riorganizzazione della Camera di Commercio dopo le elezioni del marzo 2025, nel corso della quale fedelissimi di lungo corso di Ruck sono stati rimossi dai loro incarichi senza preavviso.
Riorganizzazione dopo le elezioni: voti contro mandati?
Come mostrano documenti interni forniti a profil, lo Wirtschaftsbund di Ruck ha raggiunto al livello più basso, cioè nei gruppi professionali, solo il 25 percento. Nel Wirtschaftsparlament, tuttavia, la sua fazione ha ottenuto con il 50,2 percento la maggioranza assoluta di misura. "Da noi il risultato dei voti non è un risultato", si legge nel verbale citando Ruck – seguito dall'interpretazione che i mandati verrebbero assegnati anche al di là dei voti degli elettori. I finanziamenti ai gruppi di elettori, pari a un totale di 3,5 milioni di euro all'anno, si calcolano in base alla forza delle fazioni nel Wirtschaftsparlament.
Osservatori interpretano la riorganizzazione come preparazione delle prossime elezioni della Camera nel 2030. Ruck si sarebbe così "sbarazzato delle sue candidate alla successione più promettenti – per poter poi spianare la strada, con più facilità, a un candidato manovrabile alle prossime elezioni della Camera nel 2030", si legge. La vicepresidente e delegata EPU Kasia Greco è stata rimossa; la sua reazione è descritta nel verbale con le parole: "L'hanno saputo, quando ormai era troppo tardi." Oggi la SWV si ferma a soli 13 seggi nel Wirtschaftsparlament; alla fazione guidata dai rossi sarebbero andati persi, a causa di queste manovre, fino a 400.000 euro all'anno di fondi.
Come Juraczka è arrivato alla Wirtschaftsagentur
Sulla nomina alla Wirtschaftsagentur, Ruck descrive nel verbale come abbia incontrato il sindaco Michael Ludwig (SPÖ) allo Schweizerhaus. "Poi ho incontrato il Michi (il sindaco di Vienna Michael Ludwig, n.d.r.) allo Schweizerhaus", si legge. A quanto pare, avrebbe proposto a Ludwig il politico ÖVP Manfred Juraczka, che all'epoca era consigliere comunale di Vienna e direttore di due aziende del multimilionario Siegfried Wolf. Ruck riferisce così le parole di Juraczka: "Senti, ho 56 anni, e a 61 potrei ancora tentare, vedere se ottengo un mandato (alle elezioni viennesi del 2030, n.d.r.). In tutta onestà, non ne ho più voglia." Ruck avrebbe quindi chiesto: "Cosa vorresti?" – e Juraczka avrebbe risposto: "Mi piacerebbe soprattutto poter andare da qualche parte dove possa subito lasciare il mio mandato."
Su richiesta di profil, Juraczka ha fatto solo sapere che tratta "le conversazioni personali in linea di principio come riservate" – una reazione che non può essere letta né come conferma né come smentita. Settimane dopo, la "WZ" ha riportato che Juraczka è entrato in carica come secondo direttore della Wirtschaftsagentur Wien, agenzia economica comunale. Un portavoce del sindaco di Vienna ha dichiarato a profil che "nello spirito dell'idea fondatrice della Wirtschaftsagentur Wien è prassi consolidata che la Camera di Commercio di Vienna proponga il secondo direttore". Lo stesso Ruck ha fatto solo sapere tramite un portavoce: "No, non possiamo confermare queste affermazioni." Ha però preso posizione su alcune domande concrete. Da parte della Camera si afferma: "La nomina di Manfred Juraczka è avvenuta con una delibera del consiglio direttivo, alla quale ha fatto da base una delibera unanime del presidium."
Nel modo in cui Ruck riporta la conversazione con Ludwig, quest'ultimo avrebbe esitato: "Dici sul serio?" Ruck avrebbe liquidato le riserve sulle precedenti dichiarazioni di Juraczka con le parole: "C'è un gioco per la tribuna, e c'è il gioco vero. Ma nessuno lo sa compitare." Alla fine Ludwig avrebbe risposto: "Se è quello che vuoi." Ludwig avrebbe – sempre secondo il racconto di Ruck – prospettato la nomina di Juraczka all'assessora alle finanze Barbara Novak (SPÖ) con le parole "Il presidente ha fatto una proposta, per favore non dire subito di no." Novak ha fatto sapere tramite un portavoce: "Come assessora al lavoro e all'economia collaboro con tutte le parti sociali."
L'asse Ruck-SPÖ – e il proprio partito
I racconti gettano luce sul rapporto, evidentemente stretto, tra Ruck e la SPÖ cittadina. Ruck stesso dice nel verbale a proposito della città: "Sediamo insieme nella Wirtschaftsagentur e facciamo la politica dei finanziamenti. No, non la criticheremo." E: "È davvero una situazione fantastica per la SPÖ di Vienna, se fa tutto insieme alla 'organizzazione borghese' della Camera di Commercio." Sul suo stesso partito afferma: "Perché l'ÖVP non conta comunque, e: se l'ÖVP diventa un po' troppo sfrontata, allora arriva il presidente della Camera di Commercio, fa 'bum' due volte, e torna la calma." Ruck, che appartiene all'ÖVP, rappresenta così una linea che i critici interpretano come azzeramento della propria fazione.
Disputa sulla Kammerumlage 2
Sulla riduzione della Kammerumlage 2 (KU 2), una richiesta avanzata da anni dai rappresentanti degli imprenditori, Ruck avrebbe tuonato, stando al verbale, in direzione degli altri presidenti delle Camere federali: "Dobbiamo ridurre la KU 2 del 30 percento. Ve lo dico io: a noi fa un male cane, meno 30. Ma vi giuro una cosa: sarò l'unico che resterà vivo." Una rinuncia permanente a parti della KU 2 avrebbe per le Camere conseguenze di bilancio notevoli; come confronto profil cita tra l'altro la Camera di Commercio della Bassa Austria, con meno 11 milioni di euro.
Una femminista ebrea come nome
Colpisce anche un passaggio sull'intitolazione della piazza davanti alla Haus der Wiener Wirtschaft. In origine, racconta Ruck secondo il verbale, l'indirizzo avrebbe dovuto essere "Anitta-Müller-Cohen-Platz", in onore dell'omonima ebrea, giornalista, femminista e poi consigliera comunale a Vienna. In effetti questa piazza esiste. Si trova però non davanti
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