Vienna, 2 giugno 2026
Il 22 giugno la Corte costituzionale austriaca (Verfassungsgerichtshof, VfGH) terrà un'udienza pubblica per esaminare il ricorso presentato dai gruppi parlamentari di FPÖ e Verdi contro la legge sulla sorveglianza dei servizi di messaggistica, approvata dal Nationalrat all'inizio di luglio dello scorso anno.
La normativa approvata dal Parlamento austriaco consente alle autorità investigative di monitorare le comunicazioni che transitano su piattaforme di messaggistica come WhatsApp, Signal o Telegram. Lo strumento può essere impiegato in casi di terrorismo, di attività che mettono a rischio l'ordine costituzionale e di spionaggio. L'autorizzazione alla sorveglianza può essere disposta per una durata massima di tre mesi, con la possibilità di successive proroghe. Ruoli centrali nel processo di autorizzazione sono affidati al Rechtsschutzbeauftragte, il commissario per la tutela giuridica, e al Bundesverwaltungsgericht, il Tribunale amministrativo federale.
