Accusa KRD: Fitzek e i capi del Regno di Germania a processo | quotidiano360
Accusa contro i presunti capi del «Regno di Germania»: Peter Fitzek tra gli imputati
Düsseldorf, 22 luglio 2026
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Summary
La Procura federale tedesca ha incriminato quattro presunti leader del «Königreich Deutschland», tra cui il fondatore Peter Fitzek, per la creazione di un'associazione criminale. Secondo l'accusa, tra il 2020 e il 2025 l'organizzazione vietata avrebbe incassato circa dieci milioni di euro e sottratto due milioni di euro di tasse.
Düsseldorf, 22 luglio 2026
La Procura federale tedesca (Bundesanwaltschaft) ha incriminato a Düsseldorf quattro presunti leader del «Königreich Deutschland» (KRD), l'organizzazione Reichsbürger vietata nel maggio 2025, tra cui il fondatore Peter Fitzek, accusati di aver diretto un'associazione criminale con l'obiettivo di sostituire l'ordinamento giuridico della Repubblica federale tedesca.
Quattro capi sotto accusa
L'inchiesta, condotta dalla Procura federale e giunta ora alla fase processuale, riguarda le quattro figure apicali della struttura che si autodefiniva «Königreich Deutschland». L'atto d'accusa, depositato presso il competente tribunale, contesta ai quattro indagati la direzione di un'associazione criminale, il riciclaggio di capitali e l'evasione fiscale sistematica. Il procedimento, che si preannuncia complesso, dovrà ora seguire l'iter ordinario fino alla fissazione dell'udienza preliminare. Il «Königreich Deutschland» era considerato la più grande organizzazione Reichsbürger della Germania prima del suo divieto, con circa 26.000 persone riconducibili alla scena complessiva nel 2025, secondo le stime dell'Ufficio per la protezione della Costituzione.
Il sistema ideato dal gruppo riproduceva in tutto e per tutto le strutture di un presunto Stato sovrano. Secondo quanto riportato dall'Ufficio per la protezione della Costituzione, l'associazione disponeva di una propria Costituzione, di una valuta, di documenti d'identità e persino di un sistema bancario con filiali. «La Vereinigung finanzierte sich durch unerlaubte Bank- und Versicherungsgeschäfte sowie über Spenden, Geschenke und kostenpflichtige Seminare», si legge nell'atto d'accusa. I membri venivano indotti ad acquistare la cosiddetta «E-Mark», valuta digitale interna, oppure la «Neue Deutsche Mark», utilizzata per i pagamenti in contanti, al tasso fisso di 1,10 euro per unità, senza alcuna possibilità di conversione o rimborso.
Una valuta fittizia e danni per gli aderenti
L'Ufficio per la protezione della Costituzione mette in guardia sugli effetti economici per gli aderenti: «Anhänger des KRD riskierten dabei große finanzielle Schäden, da das KRD nach eigenen Angaben keinen Rückzahlungsanspruch und keine Möglichkeit zum Rücktausch der 'E-Mark' einräumte». Le cosiddette «E-Mark» venivano presentate come moneta alternativa, ma nella pratica si traducevano in una perdita secca per chiunque le acquistasse. I sostenitori, spinti da una propaganda che prometteva l'uscita dal sistema fiscale e normativo tedesco, versavano contributi che poi risultavano completamente privi di garanzia.
Peter Fitzek, nato a Halle (Saale) e di professione cuoco, aveva fondato il «Königreich Deutschland» nel 2012 a Wittenberg, in Sassonia-Anhalt. L'uomo si era autoproclamato «oberster Souverän» – sovrano supremo – del presunto Stato, esercitando «die Kontrolle und Entscheidungsgewalt in allen wesentlichen Bereichen», come si legge nel comunicato della Procura federale. La sua figura era al centro di un vero e proprio culto della personalità, che secondo gli inquirenti caratterizzava l'intera struttura. In attesa della formazione di un Consiglio di Stato (Staatsrat) e dell'elezione di un primo re, come previsto dalla stessa «Costituzione» del KRD, Fitzek ha esercitato in via fiduciaria ogni funzione di governo e indirizzo ideologico dell'organizzazione.
Il ruolo di Peter Fitzek, dal mestiere di cuoco al trono
I tre coimputati ricoprivano ruoli specifici all'interno della gerarchia interna. Mathias B. era responsabile delle finanze del gruppo dal 2018, mentre un quarto indagato «übernahm ab 2016 Führungsaufgaben», si legge ancora nell'atto d'accusa. I quattro, identificati come membri fondatori, avrebbero concorso a definire l'orientamento ideologico e le scelte strategiche dell'organizzazione, dalla gestione dei fondi all'espansione territoriale. Le indagini hanno ricostruito una struttura piramidale nella quale ogni decisione rilevante passava attraverso la ristretta cerchia dei vertici.
L'obiettivo dichiarato del gruppo, secondo l'accusa, era chiaramente eversivo: «die gültige Rechtsordnung der Bundesrepublik Deutschland außer Kraft zu setzen und durch ein eigenes System zu ersetzen». In linea con l'ideologia dei Reichsbürger e degli «Selbstverwalter», la Vereinigung promuoveva apertamente il «Systemausstieg», cioè l'uscita dal sistema istituzionale tedesco, e l'adesione al «Königreich». Alle imprese veniva prospettata la possibilità di vendere merci e servizi in regime di esenzione fiscale e contributiva: «Zudem warb das KRD Unternehmen mit dem Versprechen an, Waren und Dienstleistungen steuer- und abgabenfrei vertreiben zu können». I proventi delle attività economiche interne non venivano dichiarati al fisco: «Auf Umsätze von vereinigungseigenen Betrieben wurden keine Steuern gezahlt», sottolinea la Procura federale.
Dieci milioni di euro e due milioni di tasse evase
Il volume d'affari complessivo emerso dalle indagini è cospicuo. Tra il 2020 e il 2025 l'associazione avrebbe incassato circa dieci milioni di euro, provenienti principalmente da operazioni bancarie e assicurative non autorizzate, da donazioni, regali e quote di partecipazione ai seminari denominati «Systemausstiegsseminare», ovvero seminari per l'uscita dal sistema. Nonostante l'assenza di qualsiasi garanzia, il KRD «erhielt das KRD von seinen Anhängern immer wieder beträchtliche Großspenden in bis zu fünfstelliger Höhe und Vermögenswerte». Secondo l'accusa, l'evasione fiscale derivante da questo sistema avrebbe superato i due milioni di euro.
Una parte consistente delle risorse era destinata all'acquisto di immobili e terreni, con l'obiettivo dichiarato di ampliare il cosiddetto «Staatsgebiet» del «Königreich». Nel 2022 il gruppo avrebbe acquisito diverse proprietà in Bassa Sassonia, Turingia e Sassonia. Tra queste figurano il Kurhotel abbandonato di Wiesenbeker Teich, adiacente a un invaso nel massiccio dello Harz, acquistato a Bad Lauterberg, nel circondario di Gottinga. In quell'area il KRD intendeva gestire anche un chiosco, ma il Landkreis di Gottinga «hatte jedoch wegen fehlender Baugenehmigungen 2023 verboten», bloccando il progetto per mancanza delle necessarie licenze edilizie.
L'espansione con l'acquisto di immobili
Le proprietà venivano utilizzate per scopi residenziali, per la creazione di insediamenti e per attività economiche interne, come i già citati seminari. Nel giugno 2022, secondo le informazioni raccolte, il gruppo organizzò un evento nel monastero di Malgarten, a Bramsche, in Bassa Sassonia. La Procura federale sostiene che queste iniziative avevano una chiara finalità di proselitismo, mirando a reclutare nuovi aderenti e a radicare la presenza territoriale dell'organizzazione. Il «Königreich Deutschland» disponeva inoltre di un ufficio anagrafico (Meldeamt) che rilasciava documenti d'identità fittizi, e di filiali del proprio sistema bancario a Dresda, Ulma, Menden e Wittenberg.
Nel circondario di Osnabrück, in particolare ad Hasbergen, il fondatore Fitzek avrebbe offerto dal 2022 passeggiate guidate con l'obiettivo di avvicinare nuove persone al «Königreich Deutschland», secondo quanto riferito dall'NDR. «Auch Kinder sollen bei diesen Wanderungen dabei gewesen sein»: anche i bambini avrebbero preso parte a queste escursioni, un dettaglio che ha sollevato particolare attenzione da parte degli inquirenti e delle autorità di protezione dell'infanzia. Il sistema dei seminari e delle attività sul territorio rappresentava il principale veicolo di reclutamento e di autofinanziamento del gruppo.
Il «Königreich Deutschland» è stato posto fuori legge nel maggio 2025 dal Alexander Dobrindt (CSU), che ha firmato il divieto quando il gruppo era ancora la più grande organizzazione Reichsbürger operante in Germania. All'epoca, il KRD dichiarava circa 6.000 aderenti, ma le autorità di sicurezza stimavano un numero molto più contenuto, attorno a 1.000 persone effettivamente attive. Il provvedimento è stato eseguito con una serie di perquisizioni simultanee condotte nei circondari di Gottinga, Osnabrück e Stade, oltre che in altri Länder. Il divieto ha colpito l'organizzazione in quanto contraria all'ordinamento costituzionale liberale-democratico.
Il divieto del 2025 e il contesto dei Reichsbürger
Il fenomeno dei Reichsbürger, tuttavia, non si esaurisce con il divieto del KRD. Secondo l'Ufficio per la protezione della Costituzione, in Germania sono attive circa 30 gruppi di Reichsbürger e Selbstverwalter di dimensione sovraregionale, per un totale di circa 26.000 simpatizzanti censiti nel 2025. Il procuratore generale e le autorità di sicurezza interna considerano il movimento una delle principali minacce di natura estremista e anti-istituzionale, in quanto nega la legittimità dello Stato federale tedesco e dei suoi organi costituzionali. Il caso KRD è considerato un banco di prova per la capacità dello Stato di perseguire penalmente organizzazioni che si propongono esplicitamente di sostituire l'ordinamento vigente.
Le incriminazioni odierne rappresentano uno dei più rilevanti procedimenti penali contro la scena Reichsbürger degli ultimi anni. La Procura federale, competente per i reati di particolare gravità e per le accuse di associazione terroristica o criminale di rilievo costituzionale, ha ritenuto sussistenti indizi sufficienti per sostenere l'accusa di associazione criminale nei confronti dei quattro indagati. Il procedimento punta a fare luce sulla catena di comando, sulle responsabilità individuali e sui flussi finanziari che hanno alimentato la struttura per oltre un decennio, dalla fondazione nel 2012 fino al divieto nel 2025.
L'inchiesta ha richiesto anni di indagini approfondite, supportate da perquisizioni, sequestri di documenti e analisi forensi dei sistemi informatici e bancari del gruppo. Gli inquirenti hanno esaminato le presunte filiali della banca del KRD, i registri delle operazioni in «E-Mark» e i trasferimenti di proprietà immobiliare, ricostruendo un quadro dettagliato delle attività economiche e della loro finalità. Il materiale probatorio raccolto sarà ora al centro del dibattimento processuale, nel quale la difesa potrà contestare la ricostruzione della pubblica accusa.
Le prospettive del processo
Il caso solleva anche interrogativi più ampi sulla vulnerabilità economica dei cittadini attratti da promesse di sistemi alternativi. Le autorità raccomandano cautela verso qualsiasi iniziativa che proponga valute parallele, documenti d'identità non rilasciati dallo Stato o regimi fiscali separati, segnalando che simili offerte si configurano spesso come vere e proprie truffe ai danni dei risparmiatori. Il «Königreich Deutschland», secondo le evidenze investigative, combinava l'ideologia anti-sistema con un meccanismo di drenaggio finanziario sistematico, rivolto a persone in cerca di soluzioni semplicistiche ai propri problemi economici e burocratici.
Nei prossimi mesi il tribunale competente dovrà decidere se ammettere l'atto d'accusa e fissare la data di inizio del processo. In caso di condanna, i quattro imputati potrebbero affrontare pene detentive significative per i reati loro ascritti. L'attenzione delle autorità federali e dei servizi di intelligence rimane elevata, anche in considerazione del fatto che, nonostante il divieto, singoli simpatizzanti e piccoli nuclei locali del «Königreich Deutschland» potrebbero continuare a operare nella clandestinità, mantenendo viva l'ideologia della struttura fondata da Fitzek oltre un decennio fa.
Questions & Answers
Chi sono i quattro imputati nel processo contro il «Königreich Deutschland»?
La Procura federale tedesca ha incriminato quattro presunti leader del «Königreich Deutschland», tra cui il fondatore Peter Fitzek e Mathias B., responsabile delle finanze dal 2018. Un quarto indagato avrebbe assunto compiti di direzione dal 2016.
Quanto denaro avrebbe raccolto il «Königreich Deutschland» secondo l'accusa?
Tra il 2020 e il 2025 la Vereinigung avrebbe incassato circa dieci milioni di euro, provenienti da operazioni bancarie non autorizzate, donazioni, regali e seminari a pagamento. L'evasione fiscale derivante sarebbe superiore a due milioni di euro.
Perché il «Königreich Deutschland» è stato vietato in Germania?
Il gruppo è stato posto fuori legge nel maggio 2025 dal Alexander Dobrindt (CSU) perché, in qualità di organizzazione Reichsbürger, si proponeva di sostituire l'ordinamento giuridico della Repubblica federale tedesca con un proprio sistema alternativo.