Vingegaard cade alla Tour de France 2026 – ritiro nella 15ª tappa
Plateau de Solaison, 19 luglio 2026
René Hourdry / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Summary
Jonas Vingegaard, secondo nella classifica generale, è caduto nella 15ª tappa della Tour de France a circa 20 chilometri dal traguardo in una rotonda ed è stato costretto a terminare anticipatamente la corsa. Il danese, vincitore delle edizioni 2022 e 2023, è stato portato in ambulanza con dolori alla parte superiore del corpo e al braccio destro immobilizzato in una fascia.
Plateau de Solaison, 19 luglio 2026
Jonas Vingegaard è caduto domenica nella 15ª tappa della 113ª Tour de France a circa 20 chilometri dal traguardo ed è stato costretto a ritirarsi anticipatamente dalla corsa.
Contesto: la caduta nella rotonda
Il doppio vincitore della Tour de France è caduto, secondo quanto riferito dall'organizzatore, in una curva, o secondo altre versioni in una rotonda, riportando ferite alla parte superiore del corpo. Le immagini televisive hanno mostrato il professionista del team Visma–Lease a Bike tenersi la spalla destra per poi salire sull'auto ufficiale del medico di gara. Vingegaard è stato trasportato in ambulanza con forti dolori e il braccio destro immobilizzato in una fascia.
Al momento della caduta Vingegaard occupava il secondo posto nella classifica generale, a 4:30 minuti dal dominatore della corsa Tadej Pogacar, sloveno. Il danese era quindi in corsa per il podio a Parigi. Quest'anno voleva contendere nuovamente la vittoria a Pogacar, dopo aver già conquistato il Giro d'Italia. Nei due anni precedenti aveva chiuso rispettivamente al secondo posto nella classifica finale.
Situazione prima della tappa
La 15ª tappa si è disputata su 182,9 chilometri da Champagnole fino al Plateau de Solaison, con 3950 metri di dislivello da affrontare, tra cui due Gran Premi della Montagna di prima categoria. La caduta dalle conseguenze gravi è avvenuta a circa 20 chilometri dal traguardo, secondo altre fonti a circa 22 chilometri dall'arrivo in salita.
Vincitore di tappa è stato il belga Remco Evenepoel, che dopo un tentativo di fuga nell'ascesa finale lunga circa dodici chilometri con una pendenza media del nove per cento è stato ripreso dai inseguitori e ha vinto lo sprint del gruppo. Evenepoel ha raggiunto il traguardo con un tempo di 4:23:09 ore; Florian Lipowitz dalla Germania è arrivato 58 secondi dopo.
Nella classifica generale Pogacar ha aumentato il suo vantaggio e si trova ora a cinque minuti da Evenepoel. Terzo è il messicano Isaac del Toro, rimasto coinvolto anche lui nella caduta e ora a 5:58 minuti di ritardo. Lipowitz è risalito dal sesto al quinto posto, a 6:48 minuti da Pogacar e a 1:48 da Evenepoel, considerato il grande favorito nella prossima cronometro individuale.
Effetti sulla classifica generale
Anche l'austriaco tra i favoriti Felix Großschartner è rimasto vittima della caduta. Era già rimasto staccato a circa sette chilometri dal traguardo e alla fine ha accumulato un ritardo di 1:50:28 ore. Specialista delle salite, ha mancato la top ten chiudendo undicesimo.
La giovane stella francese Paul Seixas, del team Decathlon di Felix Gall, è risalita al quarto posto grazie al ritiro di Vingegaard, con un ritardo di 6:23 minuti da Pogacar. Seixas si era messo in evidenza nell'ascesa finale. Anche lo spagnolo Juan Ayuso (7:25 minuti di ritardo) e il danese Mattias Skjelmose (9:38) sono saliti nella classifica generale.
Il britannico Tom Pidcock, che aveva tentato un attacco a circa 36 chilometri dal traguardo ed era riuscito brevemente a staccarsi, ha raggiunto la salita finale in solitaria, per poi essere riassorbito dagli inseguitori a circa nove chilometri dalla fine. Alla fine ha accusato 7:59 minuti di ritardo dal leader della classifica.
Controllo antidoping nella notte
Già prima della partenza della tappa un controllo antidoping dell'Agenzia internazionale per i test (ITA) aveva suscitato scalpore durante la notte. Gli ispettori avevano svegliato i due leader della classifica Pogacar e Vingegaard rispettivamente alle due e alle cinque del mattino, causando l'indignazione delle squadre coinvolte alla vigilia di una tappa dura. Secondo Pogacar il controllo è durato 40 minuti prima che potesse tornare a letto.
"Ho dormito quattro ore", ha detto lo sloveno Pogacar a Eurosport prima della 15ª tappa. "Non è molto bello alle due di notte", ha aggiunto. Anche Vingegaard aveva riferito di aver dormito poco. "È positivo che facciano i test, ma quando questo incide sulla prestazione e sul sonno, non credo che sia una cosa così positiva", ha detto.
Il ventisettenne ha proseguito: "Di solito vado a letto tardi, ma è stato comunque un grande shock". L'ITA non gli avrebbe "permesso di dormire molto", ha detto Vingegaard. Solo dopo un'attesa di 40 minuti ha potuto tornare a coricarsi.
L'episodio evidenzia le sollecitazioni a cui sono sottoposti i corridori durante la corsa di tre settimane. Tra una tappa e l'altra ci sono a volte solo poche ore di recupero, nelle quali devono essere inseriti alimentazione, massaggi e appuntamenti obbligatori come i test antidoping.
Prospettive: cronometro sul lago Lemano
Dopo il secondo giorno di riposo di lunedì, martedì è in programma la cronometro individuale. Su 26,1 chilometri il percorso conduce da Évian-les-Bains a Thonon-les-Bains sulle rive del lago Lemano, con 465 metri di dislivello da superare. Evenepoel è considerato il favorito su questa distanza, dato che in qualità di più volte campione mondiale a cronometro dispone di spiccate qualità contro il tempo.
Giovedì seguirà, con l'arrivo in salita all'Alpe d'Huez, una delle salite mitiche della storia della Tour. Due giorni prima della finale a Parigi, da lì potrebbero partire attacchi decisivi per la classifica generale. Con il ritiro di Vingegaard la situazione al vertice è ridisegnata.
Lipowitz, unico tedesco tra i primi dieci, proverà nella cronometro a ridurre il distacco da Evenepoel e a mantenere la sua posizione tra i primi cinque. Il venticinquenne ha mostrato una prestazione forte nella salita finale, ma nel finale non è riuscito del tutto a tenere il ritmo di Evenepoel.
Quinn Simmons dagli USA è salito al 13° posto, l'austriaco Marco Haller è rimasto fuori dalla top ten. Nel complesso, l'esito della tappa evidenzia la brutalità dell'alta montagna e il fatto che una singola curva possa vanificare i piani di un'intera stagione.
Il momento drammatico della Tour de France 2026 si è verificato dunque proprio poco prima della decisiva fase di scalata verso il Plateau de Solaison. Vingegaard, che aveva vinto la corsa nel 2022 e nel 2023, non potrà più raggiungere il podio a Parigi.
Reazioni e interrogativi aperti
Le reazioni sui social media e tra le squadre sono state di costernazione. Il ritiro del danese modifica la dinamica dell'ultima settimana e porta al centro dell'attenzione il duello tra Pogacar ed Evenepoel.
Per quanto riguarda il prosieguo del programma, resta da vedere come si riorganizzerà la concorrenza per i posti alle spalle del dominatore Pogacar. La situazione di partenza promette suspense fino all'ultima tappa sugli Champs-Élysées di domenica.
Nel complesso, la 15ª frazione sottolinea l'imprevedibilità del ciclismo: cadute, guasti meccanici ed eventi imprevisti possono in qualsiasi momento ridisegnare le gerarchie, anche quando un corridore come Vingegaard abbia corso per mesi a un livello costantemente ai vertici.
Vingegaard cade alla Tour de France 2026 – ritiro nella 15ª | quotidiano360