Vienna reagisce ai ritrovamenti di amianto nell'asfalto: le aree sospette vengono sigillate
Vienna, 24 luglio 2026
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Summary
Dopo i ritrovamenti di amianto nelle strade viennesi da parte di Greenpeace, la città reagisce sigillando le superfici di asfalto interessate. In totale sono state segnalate all'amministrazione 40 aree sospette in undici distretti; le autorità rafforzano i controlli.
Vienna, 24 luglio 2026
Dopo che l'organizzazione ambientalista Greenpeace ha rilevato inclusioni di amianto nell'asfalto di diverse strade viennesi, la città di Vienna sigilla le aree interessate con un nuovo strato superficiale e intensifica i controlli sui progetti di costruzione stradale.
Greenpeace lancia l'allarme
I primi indizi sono arrivati da Greenpeace: all'inizio di luglio l'organizzazione ambientalista aveva individuato inclusioni di amianto nella superficie asfaltata di diverse strade di Vienna e aveva trasmesso queste informazioni alla città di Vienna. Complessivamente Greenpeace ha inoltrato alle autorità 40 aree sospette in undici distretti viennesi, come comunicato dall'organizzazione in un comunicato stampa. Il tema, che in Austria torna periodicamente al centro del dibattito, è così tornato nell'agenda politica.
La reazione della città di Vienna è stata immediata. Pur restando ferma nella valutazione di fondo che la presenza di materiale roccioso contenente amianto in una pavimentazione stradale non equivalga automaticamente a un rischio per la salute, la MA 28 – la direzione comunale responsabile della costruzione e della gestione stradale – ha immediatamente intensificato le misure di controllo nell'ambito delle prove sui materiali e della direzione lavori. Come comunicato giovedì dalla città, le aree interessate vengono ora sigillate con un rivestimento in asfalto, ovvero con uno strato superficiale.
La sigillatura come risposta
A giustificazione della sigillatura, la città adduce sia ragioni tecniche sia logistiche. Wolfgang Ablinger, vicedirettore della MA 28, è citato nel comunicato con le seguenti parole: "È il metodo più rapido, sicuro ed efficace per garantire tempestivamente una protezione efficace." L'intervento coprirebbe il materiale contenente amianto e lo racchiuderebbe; il rilascio di fibre di amianto verrebbe "prevenuto in modo efficace". Ablinger ha sottolineato: "La protezione è immediata. Impedisce direttamente un possibile contatto con le fibre di amianto."
Parallelamente, la città di Vienna ha disposto che, in ogni progetto di costruzione stradale della MA 28 che preveda la scarifica del manto stradale, nell'ambito della redazione della documentazione di gara il corpo stradale esistente venga ora esaminato in modo mirato per accertare la presenza di amianto. Inoltre, il personale della MA 28 ispeziona costantemente lo spazio stradale per individuare tratti sospetti, come ha reso noto la città.
Valutazione tecnica della MedUni Vienna
Una sfumatura importante arriva dalla medicina ambientale. La MA 28 acquisisce il materiale lapideo necessario per i progetti edili principalmente da cave della Bassa Austria e dell'area di Vienna. Negli attuali cantieri della MA 28 non viene impiegato materiale lapideo contenente amianto; l'installazione di materiali di questo tipo può essere esclusa, è stato comunicato. Ciò che conta è se e in che misura le fibre di amianto possano effettivamente essere rilasciate.
Questa valutazione è condivisa anche da Hans-Peter Hutter, responsabile del Dipartimento di Igiene e Medicina Ambientale della MedUni Vienna. Egli ha dichiarato: "Dal punto di vista della medicina ambientale, ciò che conta è se le fibre di amianto possano effettivamente essere rilasciate e inalate." Se il materiale contenente amianto è saldamente incorporato in una superficie asfaltata, il rischio di rilascio di fibre è di fatto molto basso. Hutter ha aggiunto: "La presenza di materiale roccioso contenente amianto in una pavimentazione stradale non equivale quindi automaticamente a un rischio per la salute."
Richieste alla politica federale
Ciononostante, la sigillatura con un nuovo strato superficiale è una misura ragionevole per minimizzare anche i rischi più contenuti, in un'ottica di prevenzione. La città sottolinea di voler esaminare ogni segnalazione relativa alla presenza di amianto e afferma di essere in stretto contatto con Greenpeace. Per le ulteriori superfici sospette segnalate sono già stati disposti prelievi e analisi di laboratorio.
Greenpeace si è dichiarata soddisfatta dell'azione delle autorità. La città di Vienna agisce in modo esemplare, ha affermato l'organizzazione. Stefan Stadler del team investigativo ha dichiarato: "Ogni area sospetta viene esaminata e vengono adottate immediatamente le misure del caso." Allo stesso tempo, Greenpeace ha però rivolto delle richieste alla politica federale: l'organizzazione ha chiesto al Cancelliere federale Christian Stocker (ÖVP) di creare una possibilità di smaltimento a basso costo per l'amianto e di stanziare fondi di aiuto per i comuni, le imprese e i privati colpiti dallo "scandalo dell'amianto".
Il ruolo delle fibre di amianto fa da sfondo al dibattito: se rilasciate e inalate, possono causare danni alla salute nel lungo periodo. Tuttavia, se il materiale contenente amianto è saldamente incorporato in una superficie asfaltata – ad esempio come componente della roccia – gli esperti classificano il rischio di rilascio di fibre come sostanzialmente molto basso. Questa distinzione tecnica è alla base della scelta delle autorità viennesi di non rimuovere il manto, bensì di sigillarlo con uno strato superficiale.
Per i residenti e per l'uso quotidiano delle strade, la sigillatura non comporta grandi cambiamenti: il traffico può continuare a scorrere e, secondo quanto comunicato dalla città, l'intervento viene eseguito in breve tempo. La MA 28 ha inoltre annunciato che proseguirà i controlli in corso sullo spazio stradale e che, nei futuri cantieri, orienterà in modo coerente le prove sui materiali anche alla ricerca di amianto. L'obiettivo è evitare che nuovo materiale roccioso contenente amianto finisca nei manti stradali.
Prospettive sui prossimi prelievi
Nel complesso, l'episodio evidenzia il punto di contatto tra ricerca della società civile e azione comunale: le segnalazioni di Greenpeace hanno portato a interventi edilizi concreti, a un inasprimento delle pratiche di gara e a un dibattito pubblico sulle possibilità di smaltimento. Quante delle 40 aree sospette segnalate contengano effettivamente amianto lo chiariranno le analisi di laboratorio in corso.
La città di Vienna ha dichiarato che informerà sugli esiti dei successivi prelievi e, se necessario, amplierà le misure di protezione. Greenpeace ha annunciato che continuerà a seguire il tema e che solleciterà la questione dello smaltimento nei confronti del governo federale.
Per i viennesi questo significa che, se dovesse essere trovato amianto in altre strade, è prevedibile un approccio analogo – sigillatura anziché scarifica. L'impatto sullo spazio stradale resta così contenuto, mentre viene ridotta al minimo la possibilità di rilascio di fibre.
L'approccio potrebbe essere rilevante anche per altre città austriache, nelle quali sono presenti vecchi manti stradali con materiale roccioso contenente amianto. La prassi viennese – prove sui materiali in fase di gara, sigillatura in caso di sospetto, valutazione tecnica da parte dei medici ambientali – offre un modello per la gestione dei casi sospetti.
Sia Ablinger sia Hutter sottolineano che la tutela della popolazione è la priorità assoluta. La sigillatura ha effetto immediato e impedisce direttamente un possibile contatto con le fibre di amianto, afferma la città. Parallelamente proseguirà l'analisi delle cause – ossia la ricerca di dove il materiale contenente amianto sia stato originariamente posato.
Questions & Answers
Chi è Wolfgang Ablinger e quale ruolo svolge nel dibattito sull'amianto?
Wolfgang Ablinger è
Amianto nell'asfalto viennese: la città sigilla 40 aree | quotidiano360