Vertice NATO ad Ankara: la Turchia si presenta come potenza indispensabile nell'Alleanza
Ankara, 05 luglio 2026
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Summary
In occasione del vertice NATO del 7 e 8 luglio ad Ankara, la Turchia dimostra la sua crescente importanza nell'Alleanza. Il presidente Erdogan ospita 32 capi di Stato e di governo nel palazzo presidenziale da lui fatto costruire e presenta nuovi progetti di armamenti del valore di diverse decine di miliardi di dollari.
Ankara, 05 luglio 2026
In occasione del vertice NATO del 7 e 8 luglio ad Ankara, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ospita 32 capi di Stato e di governo dell'alleanza difensiva occidentale e presenta la Turchia come potenza strategicamente indispensabile all'interno dell'Alleanza.
Operazione di polizia e misure di sicurezza
Il vertice si svolge nel palazzo presidenziale di Ankara, fatto costruire da Erdogan. Decine di migliaia di poliziotti e poliziotte sono stati inviati nella capitale, la difesa aerea è in stato di allerta elevata. Nei giorni precedenti sono state vietate manifestazioni, siti web bloccati e centinaia di persone arrestate o ricercate con mandato, tra cui giornalisti e giornaliste critici verso il governo e attivisti e attiviste.
La Turchia è il secondo esercito più grande dell'Alleanza dopo gli USA ed è membro della NATO dal 1952. L'ultimo vertice NATO su suolo turco risale a 22 anni fa. La NATO utilizza già tre basi militari turche e entro il 2028 dovranno sorgere ad Adana un comando multinazionale NATO per le forze di terra e un hub marittimo a Istanbul.
Le richieste di Erdoğan all'Alleanza
Erdogan persegue, secondo quanto rappresentato dall'Alleanza, l'obiettivo di vedere riconosciuta la Turchia come pilastro insostituibile dell'Alleanza, di ottenere la fine delle sanzioni, l'accesso a tutti i fondi per gli armamenti e il rispetto degli interessi di sicurezza del Paese. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha definito le relazioni transatlantiche come una necessità strategica e il vertice come un'occasione storica per rafforzare l'unità della NATO.
Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha annunciato che in occasione del vertice saranno presentati nuovi contratti per gli armamenti del valore di diverse decine di miliardi di dollari. Rutte ha elogiato la rivoluzione dell'industria degli armamenti turca. A fine maggio ha detto alla stampa: „Die Türkei wird eine beeindruckende Show abliefern.“ La Turchia si è trasformata nel giro di tre decenni da uno Stato quasi completamente dipendente dalle importazioni di armamenti a un esportatore globale di armi, la cui gamma di prodotti spazia dalle munizioni di artiglieria ai veicoli blindati fino ai droni.
Il settore turco delle esportazioni di armamenti è stimato in dieci miliardi di dollari USA; il 56 percento delle esportazioni va ormai a Stati occidentali. La Spagna acquista jet da addestramento dalla Turchia, la Romania ordina pattugliatori, Polonia, Albania e Croazia hanno ordinato droni da combattimento e la Germania ha manifestato interesse per armi turche. Anche l'Ucraina impiega il drone Bayraktar TB2, prodotto dalla Baykar, alla cui guida si trova il genero di Erdogan, Selçuk Bayraktar.
Riavvicinamento a Washington
Secondo le dichiarazioni di Erdogan, la sicurezza europea non può più essere pensata senza la Turchia. Lo scorso autunno gli europei avevano autorizzato la vendita di jet Eurofighter ad Ankara. La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha alimentato nuove speranze di un ritorno della Turchia nel programma F-35. Trump ha detto: „Er ist ein starkes Nato-Mitglied. Ich werde wahrscheinlich etwas tun, das ihn sehr freuen wird“ e ha dichiarato di partecipare al vertice „nur aus Respekt für Präsident Erdoğan“. Gli USA stanno inoltre valutando la fornitura di motori per il caccia turco Kaan.
Le relazioni tra Ankara e Washington sono state appesantite per anni dal fatto che la Turchia aveva acquistato i sistemi russi di difesa aerea S-400. Gli USA avevano quindi escluso la Turchia dal programma F-35 e limitato temporaneamente le grandi forniture di armi. Secondo un rapporto dell'agenzia di stampa Bloomberg, nel dicembre 2025 Erdogan aveva chiesto a Putin di ritirare i sistemi S-400, cosa che Mosca ha smentito. La Turchia non applica le sanzioni contro Mosca nella guerra in Ucraina e funge da snodo per aggirarle.
Ruolo geopolitico chiave
Nel marzo di quest'anno la difesa aerea NATO ha abbattuto quattro missili balistici iraniani in volo verso la Turchia, dopo che missili iraniani all'inizio della guerra contro l'Iran erano caduti sul territorio turco. La NATO ha quindi rafforzato la difesa aerea e missilistica nella Turchia sudorientale. La Turchia controlla inoltre gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli e può così limitare la capacità di proiezione marittima russa nel Mar Nero.
La Turchia in passato ha bloccato i piani di difesa NATO per l'Europa orientale e ha ritardato con un veto l'adesione alla NATO di Svezia e Finlandia. Già nel 2009 si era opposta alla nomina del politico danese Anders Fogh Rasmussen a segretario generale della NATO, perché un giornale danese aveva pubblicato caricature del profeta Maometto. Anche Giorgia Meloni, capo del governo italiano, è tra i partecipanti; l'Italia, insieme ad altri Stati europei, non aveva messo a disposizione basi militari per gli attacchi americani contro l'Iran.
Droni ed esportazioni di armamenti come biglietto da visita
Il produttore turco di droni Baykar è leader globale del suo settore. La Turchia occupa l'undicesimo posto tra i produttori di armi a livello mondiale e punta a entrare nella top ten. Erdogan ha inoltre annunciato un mega-collegamento ferroviario tra la Turchia e l'Arabia Saudita, attraverso la Giordania e la Siria, dopo il blocco dello stretto di Hormuz e una crisi petrolifera globale. Parallelamente la Turchia sta costruendo un oleodotto sotterraneo che dovrà essere integrato in un progetto infrastrutturale NATO del valore di 28 miliardi di dollari USA.
L'esperto turco di armamenti e direttore dell'Istituto austriaco per la politica internazionale (oiip), Cengiz Günay, vede nel vertice anche un segnale verso l'interno: „Es ist ein Zeichen nach innen, an die eigene Bevölkerung: Schaut, wir spielen in der globalen Liga mit.“ Allo stesso tempo il vertice manda un messaggio ai vicini come Israele e Grecia: „Und es ist eine Botschaft an die Nachbarn, die der Türkei nicht wohlgesonnen sind, etwa Israel oder Griechenland, dass man ein tragendes Mitglied der Allianz ist.“
I membri della NATO si erano inoltre accordati sull'obiettivo di destinare entro il 2035 il cinque percento del proprio prodotto interno lordo alla difesa. Trump aveva criticato pubblicamente gli Stati europei della NATO per spendere troppo poco per la propria difesa. Una precedente formazione islamista, a lungo sostenuta dalla Turchia, è al potere in Siria e, secondo il rapporto, ha risolto per Erdogan il problema curdo.
Questions & Answers
Perché la Turchia ospita il vertice NATO 2026?
La Turchia è membro della NATO dal 1952 e rappresenta, dopo gli USA, il secondo esercito più grande dell'Alleanza; l'ultima volta aveva ospitato un vertice NATO 22 anni fa. Con l'evento il presidente Erdogan dimostra la crescente rilevanza di Ankara all'interno dell'Alleanza.
Cosa vuole ottenere Erdogan dal vertice NATO?
Secondo quanto riferito dall'Alleanza, punta al riconoscimento della Turchia come pilastro insostituibile dell'Alleanza, alla fine delle sanzioni, all'accesso a tutti i fondi per gli armamenti e al rispetto degli interessi di sicurezza turchi.
Vertice NATO Ankara 2026: la Turchia come pilastro | quotidiano360