Venezia chiude la stagione 2026 del contributo per i visitatori giornalieri con incassi record e interrogativi sulla prossima fase
Venezia, 27 luglio 2026
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Summary
Venezia ha chiuso nel fine settimana la stagione 2026 dei visitatori giornalieri a pagamento, registrando oltre 650.000 escursionisti paganti e più di cinque milioni di euro di contributi d'ingresso — un record per la città. Il sindaco Simone Venturini ha segnalato che le tariffe potrebbero aumentare sensibilmente in futuro, sebbene qualsiasi rialzo richiederebbe anche l'approvazione del governo del Primo Ministro Giorgia Meloni a Roma.
Venezia, 27 luglio 2026
Venezia ha registrato oltre 650.000 visitatori giornalieri paganti dopo che la stagione 2026 dei visitatori giornalieri a pagamento si è conclusa nel fine settimana, con la città lagunare che ha incassato più di cinque milioni di euro di contributi d'ingresso — un importo record che ha spinto il sindaco Simone Venturini a prospettare l'idea di tariffe significativamente più alte il prossimo anno.
Il Comune di Venezia ha annunciato domenica che 650.000 persone hanno pagato la tariffa speciale richiesta ai visitatori giornalieri che entrano nella città lagunare tra le 08:30 e le 16:00, durante una finestra di 60 giorni iniziata ad aprile. Il prezzo standard era di dieci euro, mentre chi prenotava con almeno tre giorni di anticipo pagava solo cinque euro. Il contributo si applicava indipendentemente dalla durata della permanenza in città, attraversata da più di 150 canali.
Una stagione a pagamento di 60 giorni e un incasso record
A cinque milioni di euro, il gettito di quest'anno è il più alto che la città abbia mai riscosso con il contributo per i visitatori giornalieri. L'anno precedente aveva fruttato 5,4 milioni di euro, mentre due anni prima la cifra si era attestata a 2,2 milioni di euro. I funzionari descrivono la tariffa come ancora in una fase di sperimentazione, ma hanno inquadrato il risultato di quest'anno come la prova che lo strumento funziona sia come fonte di entrate sia come misura soft di gestione dei flussi.
Il sindaco Simone Venturini, un politico di centrodestra, ha già indicato che il contributo d'ingresso potrebbe diventare significativamente più caro in futuro. Ha proposto di applicare tra i 30 e i 50 euro in determinate giornate, un livello che segnerebbe una netta discontinuità rispetto all'attuale fascia tra cinque e dieci euro e avvicinerebbe Venezia più al prezzo di un biglietto d'ingresso museale che a quello di una tassa di soggiorno.
Qualsiasi modifica del contributo non spetta solo a Venezia. Anche il governo del Primo Ministro Giorgia Meloni a Roma dovrebbe approvare una tariffa più alta, lasciando la città dipendente dal sostegno politico nazionale per la versione più ambiziosa del progetto. I critici sostengono che persino la tariffa attuale dissuada a malapena qualcuno dal visitare Piazza San Marco, il Ponte di Rialto e le altre principali attrazioni, ed è probabile che si chiedano se un forte rincaro cambierebbe davvero i comportamenti dei visitatori.
Finora la tariffa non ha ridotto il numero di visitatori
Finora il numero dei visitatori non è diminuito, secondo i dati citati dal Comune. Questo punto viene sottolineato sia dai sostenitori del contributo, che sostengono generi reddito senza ridurre il flusso turistico, sia dai critici, che affermano dimostri come la tassa non riesca a ridistribuire i visitatori lontano dai giorni e dai siti più affollati. Le 60 giornate a pagamento del 2026 segnano un'espansione rispetto ai 54 giorni del 2025 e ai soli 29 giorni del 2024, riflettendo come l'esperimento sia stato progressivamente ampliato anno dopo anno.
Il contributo è ufficialmente destinato agli escursionisti giornalieri. I visitatori che pernottano sono esenti dal contributo d'ingresso per i visitatori giornalieri, ma devono pagare l'imposta di soggiorno, che da tempo fa parte delle finanze turistiche della città. La struttura è pensata per colpire la componente più sotto pressione del turismo — grandi numeri di visitatori che arrivano in treno o in autobus, trascorrono poco tempo in centro e lasciano pochi soldi.
Venezia è diventata la prima città al mondo ad applicare un contributo d'ingresso per una visita nel 2014, quando la misura fu introdotta come strumento per gestire il flusso di turisti nel fragile ecosistema della laguna. Nel decennio successivo, il programma è stato ripetutamente modificato e ampliato, e le 60 giornate a pagamento di quest'anno rappresentano il periodo più lungo dall'avvio del programma. I funzionari affermano che l'esperienza cumulata ora fornisce dati per sostenere un sistema più permanente o più costoso.
Il paradosso turistico di Venezia: ricavi e pressione
Lo sfondo economico del dibattito è netto. Meno di 50.000 persone vivono oggi nel centro storico di Venezia, mentre la città accoglie milioni di turisti da tutto il mondo ogni anno e ora ha significativamente più posti letto alberghieri che residenti. Venezia è ampiamente citata come esempio europeo di città che guadagna cifre ingenti dal turismo pur subendone fortemente l'impatto, con pressioni su alloggi, infrastrutture e ambiente lagunare tutte legate ai numeri dei visitatori.
Su questo sfondo, gli esperti hanno sollevato interrogativi di natura costituzionale su un contributo significativamente più alto. Dal loro punto di vista, una tariffa di 50 euro potrebbe essere interpretata come una restrizione della libertà di circolazione, mettendo la proposta in rotta di collisione con il diritto costituzionale italiano. La preoccupazione è destinata ad acuire il dibattito politico a Roma, dove qualsiasi accordo dovrebbe bilanciare la gestione del turismo con i diritti di circolazione dei cittadini.
Per il resto di quest'anno, i visitatori giornalieri possono entrare a Venezia senza pagare. Le giornate a pagamento dovrebbero riprendere il prossimo anno, probabilmente a partire dal weekend di Pasqua, che tradizionalmente segna l'inizio del periodo turistico più intenso della città lagunare. Se la struttura tariffaria tornerà invariata, sarà aumentata sensibilmente o modificata in altro modo dipenderà dai negoziati tra il Comune e il governo nazionale.
Dubbi di costituzionalità su un contributo molto più alto
I funzionari comunali stanno anche presentando il risultato del 2026 come un modello per altre destinazioni. Con oltre cinque milioni di euro incassati in 60 giornate a pagamento, il gettito medio giornaliero è stato superiore a quello di qualsiasi anno precedente dell'esperimento, suggerendo che la combinazione di una stagione più lunga e di un prezzo di listino leggermente più alto ha spinto il programma oltre i suoi limiti precedenti. I dati vengono utilizzati internamente per sostenere sia la continuità sia un passo successivo più ambizioso.
La proposta del sindaco Venturini di 30-50 euro in determinate giornate comporterebbe un aumento da sei a dieci volte rispetto all'attuale tariffa di dieci euro e porterebbe Venezia in un territorio inesplorato a livello globale. Nessun'altra città ha mai applicato ai turisti un contributo d'ingresso di quel livello per una singola visita giornaliera, e la proposta è destinata ad attirare attenzione internazionale se andrà avanti. Per ora, il contributo esistente resta la politica operativa e continua a essere formalmente descritto come una sperimentazione.
Cosa succede prima della prossima Pasqua
I sostenitori sostengono che il gettito possa essere reinvestito nella preservazione della laguna, nella manutenzione delle infrastrutture e nel sostegno alla popolazione residente in calo. I criteri controbattono che la misura ha fatto poco per contenere la domanda, che impone un ulteriore onere amministrativo a visitatori e operatori del trasporto, e che qualsiasi tariffa sostanzialmente più alta richiederebbe una chiara giustificazione giuridica e politica prima di essere
Contributo per visitatori giornalieri a Venezia 2026 | quotidiano360