Seattle, 25 luglio 2026
Uno studio internazionale guidato da Christopher Murray dell'Institute for Health Metrics and Evaluation dell'University of Washington a Seattle mostra che, sebbene tra il 1990 e il 2023 le persone vivano nettamente più a lungo, trascorrono anche più anni in cattiva salute.
Contesto dello studio
L'analisi, pubblicata sulla rivista specialistica "The Lancet Public Health", ha valutato dati provenienti da 204 Paesi e regioni. Secondo lo studio, l'aspettativa di vita media alla nascita è salita da 64,6 anni (per i nati nel 1990) a 73,8 anni nel 2023 – un aumento di quasi dieci anni. Parallelamente, la durata di vita in buona salute è aumentata da 55,9 a 63,1 anni, quindi di 7,2 anni.
I ricercatori e le ricercatrici guidati da Murray e dalla coautrice Catherine Bisignano hanno constatato che gli anni di vita aggiuntivi non vengono trascorsi interamente in salute. "Frauen leben fast überall auf der Welt länger als Männer, aber sie verbringen mehr dieser zusätzlichen Jahre bei schlechter Gesundheit", ha detto Bisignano. Il cosiddetto divario di malattia – ossia la differenza tra l'aspettativa di vita complessiva e la durata di vita in salute – è quindi cresciuto a livello mondiale.
Il divario di malattia nel mondo
A livello globale, nel 1990 le persone trascorrevano circa 8,8 anni di vita in cattiva salute, pari al 13,6 percento della loro vita. Entro il 2023 questa quota è salita al 14,5 percento, ossia a 10,7 anni. "Mit zunehmender Lebenserwartung werden zunehmend viele Jahre bei schlechter Gesundheit verbracht", annota il gruppo di ricerca nello studio.
Il divario di malattia è particolarmente pronunciato nei Paesi ricchi. Nel 2023 negli Stati Uniti era di circa 14 anni, in Australia di 13,9 anni e in Canada di 13,7 anni. Per le donne a livello mondiale il divario era in media di 12,1 anni, per gli uomini di 9,3 anni. Nell'Africa subsahariana la differenza era nettamente inferiore, attestandosi a circa 9 anni.
Situazione in Germania e Austria
Anche in Germania si osservano questi trend. Secondo lo studio, l'aspettativa di vita nel Paese è salita da 75,6 anni (1990) a 80,9 anni (2023). Il divario di malattia è aumentato da 10,1 a 11,9 anni. L'Ufficio federale di statistica indica per il 2023 un'aspettativa di vita alla nascita di 79,1 anni per gli uomini e di 83,6 anni per le donne.
In Austria l'evoluzione è stata simile. Secondo Statistik Austria, nel periodo 2022–2024 l'aspettativa di vita era di 79,4 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne. Il divario di malattia è cresciuto, secondo lo studio, da 9,9 anni (1990) a 11,9 anni (2023).
Il responsabile dello studio Murray invita ad ampliare lo sguardo sulla durata della vita: "Fortschritte im gesunden Altern sollten nicht nur an der Lebensspanne gemessen werden, sondern an der Gesundheitsspanne", è stato citato in un comunicato del suo istituto. Gli anni aggiuntivi trascorsi in malattia rappresentano un peso crescente per i sistemi sanitari e per la qualità della vita delle persone colpite.
Cosa significa durata di vita in salute?
Lo studio analizza non solo l'aspettativa di vita complessiva, ma anche il periodo di vita trascorso in buona salute – ossia anni senza gravi limitazioni di salute. La differenza tra i due valori, il divario di malattia, è una misura centrale dell'indagine. Mostra quanta parte del tempo di vita guadagnato viene effettivamente trascorsa in benessere.
Gli autori e le autrici sottolineano che il crescente carico di malattia riguarda soprattutto le patologie croniche. Con l'avanzare dell'età compaiono più frequentemente malattie cardiovascolari, diabete, cancro e patologie neurodegenerative come la demenza. Queste malattie contribuiscono in modo significativo a far sì che gli anni di vita aggiuntivi non vengano sempre trascorsi in buona salute.
Per la politica sanitaria emergono dai dati diverse sfide. Programmi di prevenzione mirati su fattori legati allo stile di vita come alimentazione, attività fisica e fumo potrebbero contribuire a prolungare la durata di vita in salute. Anche il potenziamento dell'assistenza geriatrica e della riabilazione acquista importanza, visto che un numero sempre maggiore di persone raggiunge un'età avanzata.
Sfide per la politica sanitaria
Il gruppo di ricerca evidenzia che le differenze tra Paesi e regioni sono notevoli. Mentre gli Stati ricchi si confrontano con un divario di malattia particolarmente ampio, le regioni più povere mostrano a volte differenze minori – ma spesso con un'aspettativa di vita complessivamente più bassa. Lo studio richiama così l'attenzione sulle disuguaglianze globali sia nella durata della vita sia nella qualità della salute in età avanzata.
Murray e il suo team invitano a porre in futuro maggiormente l'accento sulla durata di vita in salute anziché sulla semplice durata della vita. Solo così si potrebbero misurare realmente i progressi nell'invecchiamento in salute, argomentano. Lo studio fornisce a tal fine un'ampia base di dati.
La pubblicazione sulla rivista specialistica "The Lancet Public Health" (DOI: 10.1016/S2468-2667(26)00098-8) si basa sul Global Burden of Disease Study 2023. È considerata una delle analisi più ampie sulla salute della popolazione mondiale e viene regolarmente utilizzata da ricercatori e responsabili politici.
Conclusioni dei ricercatori
Nel complesso, l'indagine chiarisce un trend globale: le persone diventano più anziane, ma una quota crescente di questi anni aggiuntivi è segnata da malattia e limitazioni di salute. Lo studio fornisce così un'importante base per le discussioni sul futuro dell'assistenza sanitaria in una società mondiale che invecchia.
