Stati Uniti colpiscono ponti e infrastrutture in Iran, Teheran risponde con nuovi attacchi contro gli alleati americani nel Golfo
Washington, 17 luglio 2026
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Summary
Gli Stati Uniti hanno colpito ponti e infrastrutture militari in Iran, tra cui la zona di Bandar Abbas, mentre Teheran ha lanciato una nuova ondata di razzi e droni contro obiettivi in Kuwait e Bahrain. Il ministero della Salute iraniano riferisce di almeno 38 morti e oltre 400 feriti dall'inizio delle ostilità.
Washington, 17 luglio 2026
Il 17 luglio 2026 gli Stati Uniti hanno condotto una nuova serie di attacchi aerei contro obiettivi militari in Iran, colpendo ponti e infrastrutture nella zona di Bandar Abbas, mentre l'Iran ha risposto con razzi e droni contro basi e installazioni in Kuwait e Bahrain.
Gli obiettivi colpiti in Iran
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l'ondata di raid americani ha preso di mira in particolare i ponti che collegano la città portuale di Bandar Abbas con l'entroterra meridionale iraniano, con l'obiettivo dichiarato di interrompere le linee di rifornimento verso una base navale dei Pasdaran situata sullo Stretto di Hormuz. Il ponte di Kahurestan, che si trova sulla rotta che collega Bandar Abbas alla città di Shiraz più a nord-ovest, è considerato dal New York Times un'infrastruttura strategica tra la costa del Golfo Persico e il sud del paese.
Il comando centrale delle forze armate americane (Centcom) ha comunicato sulla piattaforma X che l'obiettivo degli attacchi era quello di "indebolire ulteriormente le capacità militari dell'Iran". In una nota ufficiale il Centcom ha precisato che sono stati colpiti "dozzine di obiettivi" con munizioni di precisione, tra cui sistemi di difesa aerea e impianti radar per la sorveglianza costiera, senza fornire dettagli su eventuali danni a infrastrutture civili.
Il ministero della Salute iraniano ha reso noto che dall'inizio delle ostilità, il 22 giugno, si registrano almeno 38 morti e oltre 400 feriti sul territorio della Repubblica Islamica. Il bilancio, diffuso dalle autorità di Teheran, non distingue tra vittime civili e militari e si riferisce all'insieme degli attacchi che hanno colpito il paese nelle ultime settimane.
Il bilancio delle vittime e la posizione di Trump
In un discorso alla nazione, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che in Iran si stanno ottenendo "grandi successi, e vedrete i frutti di questo lavoro molto, molto presto". Il presidente non ha fornito ulteriori dettagli sul conflitto, limitandosi a indicare un esito imminente delle operazioni in corso.
Il portavoce della Casa Bianca Leavitt ha dichiarato giovedì davanti alla stampa di Washington che "l'Iran è ancora in stretto contatto con gli Stati Uniti d'America". Leavitt ha aggiunto che la parte americana resta "ancora in stretto contatto", segnalando la persistenza di un canale diplomatico nonostante l'intensificazione delle operazioni militari.
Il Wall Street Journal ha inoltre riferito che Bandar Abbas ospita una base navale dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, considerata di importanza cruciale per la capacità dell'Iran di esercitare il proprio potere nello Stretto di Hormuz. La città portuale rappresenta quindi un nodo logistico e strategico di primo piano per le forze armate della Repubblica Islamica.
La risposta iraniana e il coinvolgimento degli alleati regionali
La risposta iraniana non si è fatta attendere. La Giordania ha annunciato di aver intercettato tre missili iraniani, mentre i Pasdaran hanno rivendicato un attacco contro una base americana in Siria. Il Kuwait ha comunicato di aver abbattuto 32 droni ostili nei propri cieli, confermando l'ampiezza dello scambio di fuoco che ha coinvolto più paesi della regione.
Sul fronte energetico, le tensioni hanno avuto ripercussioni immediate sui mercati. Un barile (159 litri) di Brent del Mare del Nord per consegna a settembre è stato scambiato a 84,01 dollari, con una flessione dello 0,26% rispetto al giorno precedente. Gli analisti hanno però sottolineato che la pressione si concentra soprattutto sui prodotti raffinati.
Simon Lack, gestore di portafoglio del Catalyst Energy Infrastructure Fund, ha dichiarato all'agenzia Bloomberg che "i prodotti raffinati sono sotto una pressione molto maggiore rispetto al greggio". Lack ha aggiunto che "abbiamo avuto solo questa breve fase di distensione, quando i responsabili energetici hanno avvertito che stavamo riducendo le scorte e che nel sistema non c'è davvero più molto margine".
Le ricadute sui mercati energetici
Secondo gli esperti di mercato, i mercati dei carburanti negli Stati Uniti e in Europa segnalano una carenza da record, con il rischio di costi più elevati per consumatori già sotto pressione. La situazione logistica, aggravata dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, potrebbe tradursi in un ulteriore rialzo dei prezzi alla pompa nelle prossime settimane.
Trump, in una dichiarazione al canale Fox News, ha avvertito che la prossima settimana tutte le centrali elettriche e i ponti saranno distrutti "a meno che loro (l'Iran, ndr) non vengano al tavolo dei negoziati e negozino". La minaccia rappresenta un'ulteriore escalation verbale dopo settimane di raid incrociati tra Washington e Teheran.
Il Pentagono ha fatto sapere che i recenti attacchi in Iran sono stati completati, ma le forze americane mantengono lo schieramento nella regione. Fonti militari hanno indicato che l'obiettivo è mantenere la pressione operativa fino a quando non saranno raggiunte condizioni considerate accettabili per un negoziato.
Lo scenario diplomatico e le prospettive
La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l'allargamento del conflitto. Gli Stati del Golfo, già teatro di scambi di fuoco nelle scorse settimane, si trovano ora a dover gestire una molteplicità di minacce provenienti da cielo e mare, con il rischio concreto di un coinvolgimento diretto nelle operazioni belliche.
Le rotte commerciali marittime attraverso lo Stretto di Hormuz, attraverso le quali transita una quota significativa del petrolio mondiale, restano sotto osservazione. Le compagnie di navigazione hanno segnalato la necessità di rivedere i piani di viaggio e di assicurazione, con costi aggiuntivi che si trasferiscono sulla catena logistica globale.
Sul piano diplomatico, fonti vicine alla Casa Bianca hanno lasciato intendere che il canale con Teheran resta aperto, ma le condizioni poste da Trump in pubblico sembrano precludere, almeno per ora, una de-escalation. La combinazione di operazioni militari in corso e ultimatum pubblici rende difficile individuare una via d'uscita a breve termine.
Le autorità iraniane, dal canto loro, hanno continuato a trasmettere attraverso l'emittente di Stato Press TV immagini e resoconti dei danni subiti, alimentando la narrativa interna di resistenza all'aggressione. La popolazione civile nelle aree colpite è stata invitata a seguire le indicazioni della protezione civile e a mantenersi lontana dalle infrastrutture strategiche.
La crisi in corso rischia di avere conseguenze durature sull'equilibrio energetico globale. Gli analisti avvertono che, anche in caso di cessate il fuoco, il ripristino delle infrastrutture e della fiducia dei mercati richiederà mesi, con effetti che si propagheranno ben oltre l'area del Golfo Persico.
Al momento, la situazione resta estremamente fluida. Le prossime ore saranno decisive per capire se la pressione militare americana porterà a un'apertura negoziale o se, al contrario, l'Iran sceglierà di intensificare ulteriormente la propria risposta, estendendo il conflitto ad altri teatri regionali.
Questions & Answers
Quali infrastrutture iraniane sono state colpite dagli attacchi americani del 17 luglio 2026?
Secondo il Wall Street Journal, gli Stati Uniti hanno colpito ponti nella zona di Bandar Abbas, tra cui il ponte di Kahurestan, per interrompere le linee di rifornimento verso una base navale dei Pasdaran sullo Stretto di Hormuz. Il Centcom ha parlato di dozzine di obiettivi militari, tra cui sistemi di difesa aerea e radar costieri.
Qual è il bilancio delle vittime dall'inizio del conflitto?
Il ministero della Salute iraniano ha comunicato almeno 38 morti e oltre 400 feriti dall'inizio delle ostilità, il 22 giugno. Il dato si riferisce all'insieme degli attacchi che hanno colpito il territorio iraniano nelle ultime settimane.
Come ha risposto l'Iran agli attacchi americani?
L'Iran ha lanciato una nuova ondata di attacchi con razzi e droni contro obiettivi in Kuwait, Bahrain e contro una base americana in Siria. La Giordania ha intercettato tre missili iraniani e il Kuwait ha abbattuto 32 droni ostili.
USA-Iran: attacchi su ponti e nuovi raid nel Golfo, 38 morti | quotidiano360