Amburgo, 12 giugno 2026

La Conferenza dei ministri della Giustizia tedesca (Jumiko) si è riunita ad Amburgo per la sua conferenza di primavera, ponendo al centro del dibattito la riforma del diritto penale sessuale e l'estensione dei termini di prescrizione per lo stupro, come richiesto dalla Stefanie Hubig (SPD).

Cosa c'è di nuovo dal 11 giugno 2026

Aggiornamento del 12 giugno 2026: la Conferenza dei ministri della Giustizia (Jumiko) ha raggiunto un accordo sull'estensione dei termini di prescrizione per i reati sessuali, ma non ha trovato un'intesa sull'introduzione del principio del consenso esplicito ("Nur-Ja-heißt-Ja") per gli adulti. Rispetto al quadro già noto, la novità principale è la decisione di portare il termine di prescrizione per le aggressioni sessuali gravi da 5 a 20 anni.

La riunione di primavera, presieduta dalla Anna Gallina, si svolge nell'arco di due giorni. All'ordine del giorno figurano oltre 60 punti, tra cui la prescrizione per lo stupro, la riforma del diritto penale in materia di criminalità organizzata, i diritti della persona su internet, il reclutamento di nuovo personale per la magistratura, le semplificazioni nelle procedure successorie e il rafforzamento dell'avvocatura indipendente. I ministri discutono inoltre di come preservare lo Stato di diritto e rafforzare la resilienza dell'apparato giudiziario.

Hubig spinge per l'estensione della prescrizione

Il tema del diritto penale sessuale domina i lavori. La ministra federale della Giustizia Stefanie Hubig, ospite della conferenza, ha ribadito la necessità di migliorare la protezione delle donne dalle aggressioni sessuali. In un'intervista Hubig ha dichiarato che la riforma del 2016 è stata un passo importante, ma che «è tempo di cambiare» e che il termine di prescrizione attuale di cinque anni per lo stupro è «decisamente troppo breve». La ministra ha proposto di innalzare tale termine a 20 anni, in linea con quanto previsto per reati di pari gravità. «Angemessen wären aus meiner Sicht 20 Jahre – so wie bei vergleichbar schweren Verbrechen auch», ha affermato.

Hubig ha inoltre annunciato che il governo federale ha trovato un accordo sull'introduzione del principio del consenso ("Nur-Ja-heißt-Ja") per i minori nel diritto penale sessuale, come riferito in occasione di un incontro in Lussemburgo. La ministra si è detta convinta che «da un punto di vista attuale, è giunto il momento di fare il prossimo passo» e che esistono buone ragioni per applicare la regola anche agli adulti. Sotto questo principio, gli atti sessuali sarebbero punibili se la persona coinvolta non ha acconsentito attivamente.

Il nodo del principio del consenso esplicito

Sul fronte opposto, il vicecapogruppo parlamentare dell'Unione Günter Krings ha accolto con favore l'idea di prolungare la prescrizione, citato dalla Rheinischen Post: «Wer eine Vergewaltigung erlebt hat, braucht oft Jahre, manchmal Jahrzehnte, bevor er oder sie in der Lage ist, den Schritt zur Anzeige zu gehen». Tuttavia Krings ha respinto la proposta di passare al modello del consenso esplicito per gli adulti, sostenendo che «il principio del consenso suscita nelle persone colpite speranze di un migliore perseguimento penale che nella realtà delle indagini di polizia non possono essere soddisfatte», dato che le aggressioni sessuali avvengono quasi sempre senza testimoni.

Anche la Kathrin Wahlmann (SPD) si è schierata a favore del principio del consenso esplicito. Il Land della Renania Settentrionale-Vestfalia e Amburgo hanno presentato una mozione congiunta per introdurre il principio "Nur-Ja-heißt-Ja" nel diritto penale sessuale. La senatrice Gallina, dal canto suo, ha affermato: «Gibt es eine Schutzlücke? Aus meiner Sicht gibt es die ganz evident. Wir haben das Problem der Schockstarre, das auftritt in Übergriffs-Situationen», sottolineando l'esistenza di un vuoto di tutela nei casi in cui la vittima non riesce ad articolare un rifiuto per paralisi da shock.

La Jumiko non è tuttavia riuscita a trovare un accordo sull'adesione alla tendenza europea del "Solo il sì è sì", in parte perché la precedente riforma risale solo a dieci anni fa. In Germania dal novembre 2016 vige il principio "Nein heißt Nein" ("No significa no"): gli atti sessuali sono punibili quando la vittima esprime un rifiuto. Molti Stati membri dell'UE hanno nel frattempo superato questo standard adottando il principio del consenso, che copre anche i casi in cui la vittima non è in grado di esprimere un rifiuto.

Il caso Wuttke e la petizione sui trasporti

In questo contesto si inserisce la vicenda di Claudia Wuttke, fondatrice della campagna "ungebrochen" ("infrangibile"). La polizia ha documentato 67 reati a suo danno, di cui 65 risultano prescritti in quanto avvenuti oltre i cinque anni previsti dal termine di prescrizione; solo 2 sono perseguibili penalmente. Le immagini trovate dalla polizia su un computer mostravano una donna apparentemente priva di conoscenza sottoposta a ripetute aggressioni sessuali e violenze carnali: l'autore era l'ex marito di Wuttke e la vittima era lei stessa. I fatti sono stati classificati come illeciti (Vergehen) e non come crimini (Verbrechen), con un termine di prescrizione più breve.

Wuttke ha raccontato la sua reazione alla notizia della prescrizione: «Ich habe gedacht, ich falle in Ohnmacht. Das kann nicht sein, das geht nicht, dass solche Verbrechen einfach verjährt sein sollen». Ha aggiunto: «Im Moment kann ich sagen: Die Vergewaltigung einer willenlosen Frau ist in Deutschland kein Verbrechen», e ha concluso: «Wir brauchen eine neue Gesetzeslage, das ist vollkommen unstrittig. Dafür stehe ich auf und dafür kämpfe ich». Secondo Wuttke, il caso è trattato come meno grave perché i fatti sono avvenuti in un contesto familiare e l'autore era l'ex marito, circostanza che rende dubbia l'ipotesi di una situazione di indifesa.

Sul margine della conferenza è prevista per giovedì la consegna alla senatrice Gallina di una petizione con 120.000 firme che chiede l'abolizione delle pene detentive per chi viaggia sui treni senza biglietto: secondo i dati citati, circa 9.000 persone finiscono ogni anno in carcere perché non possono pagare una sanzione per l'uso del trasporto pubblico locale. Nelle stesse ore la Bundesverband der Berufsbetreuer (Associazione federale dei tutori professionali), che rappresenta circa 8.000 tutori a sostegno di persone bisognose di assistenza, ha organizzato una manifestazione per chiedere condizioni strutturali affidabili, retribuzioni adeguate e garanzie di qualità professionale. La conferenza affronta inoltre, sulla scia del cosiddetto caso "White Tiger" – un 21enne tedesco-iraniano accusato di 204 reati tra il 2021 e il 2023 come presunto vertice della rete sadica "764" – la creazione di una fattispecie penale specifica per i casi in cui i minori vengono indotti in internet a nuocere a sé stessi o a togliersi la vita.