Quattro braccianti uccisi in Calabria: arresti dopo il presunto omicidio in una stazione di servizio
Amendolara, 03 giugno 2026
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Summary
Nella piccola città calabrese di Amendolara, quattro braccianti provenienti da Pakistan e Afghanistan sono stati uccisi dopo aver apparentemente richiesto il loro salario da aprile. Due sospetti sono stati arrestati, e secondo gli investigatori, i retroscena indicano strutture della criminalità organizzata.
Amendolara, 03 giugno 2026
Nella piccola città di Amendolara, in Calabria, nel sud Italia, martedì quattro braccianti provenienti da Pakistan e Afghanistan sono stati uccisi in una stazione di servizio lungo la strada statale 106, e due sospetti sono stati arrestati.
La dinamica del crimine
Il crimine è avvenuto in pieno giorno in una stazione di servizio sulla trafficata strada statale 106, vicino al comune di Amendolara, con 3.000 abitanti, nel profondo sud Italia, tra la punta e il tacco dello stivale. Secondo gli investigatori, gli uomini sono stati dati alle fiamme in un'auto presso la stazione di servizio. Quattro persone hanno perso la vita. Le telecamere di sorveglianza hanno registrato l'incidente, come ha comunicato Antonio Borelli.
L'unico sopravvissuto è Taj Alamyar, 35 anni, afghano e in Italia da pochi mesi. Con gravi ustioni alle mani, ha dichiarato di essere stato alloggiato insieme ai defunti in una piccola casa colonica nelle vicinanze, con una paga giornaliera di 45 euro. Ha riferito di aver lavorato in un campo di fragole.
Alamyar ha descritto che le vittime avevano ripetutamente richiesto il pagamento concordato da aprile, ma erano state liquidate con scuse. La mattina prima del crimine, c'era stato un nuovo litigio. Sulla via del ritorno, si era sviluppato un altro alterco verbale, fino a quando i due sospetti non si erano fermati alla stazione di servizio. Lì, gli uomini erano stati sopraffatti e rinchiusi nel veicolo, che in seguito era andato in fiamme.
Le dichiarazioni del sopravvissuto
Sulla base delle scoperte finora effettuate, gli investigatori presumono che si volesse dare un esempio. "Volevano darci una lezione", ha riferito il testimone. "Volevano far capire ai braccianti qui nella regione che gli ordini non si discutono." Negli ultimi mesi, veicoli di braccianti erano già bruciati più volte nella regione, hanno riferito le autorità.
Dietro le strutture di sfruttamento, secondo i rapporti, ci sono criminali strettamente organizzati con legami alla 'Ndrangheta, la potente mafia calabrese. Alcuni parlano anche di una "mafia dei braccianti", che è strettamente organizzata. Il quotidiano "La Stampa" ha citato un insider con le parole: "Ci hanno puntato una pistola alla testa: 'State zitti, o sarete uccisi'". Dopodiché, si è tornati nei campi.
Collegamenti con la 'Ndrangheta
La polizia italiana e la procura hanno ricostruito la dinamica del crimine, secondo quanto dichiarato, nel giro di poche ore. In una conferenza stampa, il Questore di Cosenza, Antonio Borelli, e Alessandro D'Alessio, hanno parlato del caso. Borelli ha dichiarato in italiano: "Mai vista una tale crudeltà, una simile barbarie, in 34 anni di servizio sul campo." D'Alessio ha parlato di un "E' stato un episodio di gravità inaudita sia per oggettività, 4 morti, che per le modalità" e ha elogiato la rapida risoluzione. L'arresto dei due sospetti è avvenuto, secondo le autorità, quasi in flagrante.
Francesco Savino ha lanciato un energico appello: "Basta con il comodo silenzio. Basta con la spregevole abitudine di considerare normale che uomini venuti da lontano muoiano da noi come cadaveri senza storia." Il religioso vede nella regione una corresponsabilità dell'intera società, che ha tollerato la sofferenza dei braccianti per anni.
Dichiarazioni dalla politica e dalla Chiesa
Il bestsellerista Roberto Saviano, diventato famoso in tutto il mondo con il suo libro "Gomorra" e che da tempo si occupa delle condizioni nell'agricoltura italiana, ha dichiarato a "La Stampa": "Responsabili sono le grandi catene della grande distribuzione. I marchi che tutti conosciamo e acquistiamo a prezzi che rendono impossibile pagare un salario adeguato." È così che il sistema funziona da molti anni.
In Italia esiste una legge contro i metodi di sfruttamento in agricoltura. Critici come Saviano e Savino lamentano tuttavia che la sua applicazione sia lacunosa. Gli osservatori stimano che nell'agricoltura italiana lavorino complessivamente oltre 200.000 persone in condizioni di sfruttamento. La richiesta di una migliore applicazione delle normative esistenti e di un controllo più rigoroso delle catene di approvvigionamento viene avanzata da anni.
Alamyar ha continuato a raccontare di aver ricevuto a casa poco più di pane e patate. "A casa ricevevamo pane e patate, nient'altro", ha detto il 35enne. Le condizioni di vita negli alloggi, il pagamento e la costante paura di ritorsioni facevano parte della vita quotidiana di molti braccianti, come emerge dalle descrizioni.
Gli investigatori hanno dichiarato che il caso è stato risolto in tempi brevissimi: "L'episodio è stato ricostruito in maniera compiuta in pochissime ore, quasi un arresto in flagranza." Anche il procuratore ha sottolineato la raccolta delle prove: "Indagini ci hanno consentito di raccogliere, con tutte le cautele del caso, gli indizi di reato." D'Alessio ha ringraziato espressamente le forze dell'ordine: "Ho apprezzato, e tutti dobbiamo farlo, l'ennesima pronta risposta dello Stato. Lo dobbiamo soprattutto alla gente del Sud."
Reazioni e indagini
I presunti autori sono in custodia cautelare secondo la polizia. La Procura di Castrovillari sta conducendo le indagini per omicidio plurimo. Le identità delle quattro vittime non sono state ancora completamente rese note, ma secondo le scoperte finora effettuate, si tratta di uomini provenienti da Pakistan e Afghanistan che lavoravano come braccianti nella regione.
Il governo italiano ha condannato fermamente il crimine. La Presidente del Consiglio e il Ministro dell'Interno hanno espresso le loro condoglianze alle famiglie delle vittime e hanno annunciato controlli intensificati nei campi e negli alloggi dei braccianti. I politici dell'opposizione hanno contemporaneamente chiesto un vertice di crisi nazionale sulla situazione dei braccianti.
I critici sottolineano che, nonostante le leggi esistenti, si verificano ripetutamente gravi aggressioni. Una prima commissione parlamentare aveva esaminato il caso, ma dopo di ciò, secondo le critiche, tutto si è nuovamente acquietato. La richiesta di un organo di controllo indipendente per la produzione alimentare nel sud Italia si fa sentire da anni.
Il caso ha innescato in Italia un ampio dibattito sulle condizioni nell'agricoltura. Rappresentanti della Chiesa cattolica, sindacati e organizzazioni di aiuto chiedono la fine dello sfruttamento e un perseguimento penale rigoroso dei mandanti. Anche i consumatori sono sempre più invitati a prestare attenzione alle condizioni di produzione eque al momento dell'acquisto di frutta e verdura.
Problemi strutturali dell'agricoltura
Il giorno dopo il crimine, cittadini di Amendolara hanno deposto fiori e candele presso la stazione di servizio. Un presidio di commemorazione si terrà nel fine settimana. La strada statale 106 è una delle principali arterie di traffico in Calabria e collega la costa ionica con il resto d'Italia.
Sui social media, immagini del crimine e del veicolo in fiamme si sono diffuse a macchia d'olio. Numerosi politici e personalità pubbliche hanno espresso il loro sgomento. Le ambasciate di Pakistan e Afghanistan sono state informate degli incidenti e hanno offerto assistenza consolare.
Il tragico incidente evidenzia quanto siano vulnerabili i migranti senza documenti e con uno status di soggiorno precario nell'agricoltura italiana. Molti di loro hanno scarso accesso a protezione legale o assistenza medica. Le organizzazioni chiedono un punto di riferimento indipendente per le persone colpite, che possa fornire segnalazioni anonime di abusi.
In tutta Italia, si stima che oltre 200.000 persone lavorino in agricoltura in condizioni di sfruttamento. Molti di loro provengono dall'Asia meridionale e dal Nord Africa. La Commissione UE aveva più volte sottolineato la problematica negli ultimi anni e sollecitato misure concrete contro la schiavitù moderna e il traffico di esseri umani.
La giustizia italiana ha annunciato che tratterà il caso con la massima priorità. Se il sospetto di criminalità organizzata dovesse essere
Omicidio quadruplo in una stazione di servizio in Calabria | quotidiano360