Prima accusa nel processo Nord Stream: la Procura federale incrimina il presunto coordinatore Serhij K.
Karlsruhe/Amburgo, 01 luglio 2026
AI-generated image (z-image via Kie.ai)
Summary
La Procura federale ha incriminato l'ucraino Serhij K. presso il Tribunale regionale superiore anseatico di Amburgo. Tra le accuse figurano il coordinamento del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel settembre 2022 e crimini di guerra. Il tribunale dovrà ora decidere sull'ammissibilità dell'accusa e fissare una data per il processo principale.
Karlsruhe/Amburgo, 01 luglio 2026
La Procura federale ha incriminato, circa quattro anni dopo le esplosioni ai gasdotti del Mar Baltico Nord Stream 1 e 2, l'ucraino Serhij K., al quale viene contestato il coordinamento del sabotaggio.
Accusa e capi d'imputazione
L'atto d'accusa è stato presentato presso il Tribunale regionale superiore anseatico di Amburgo, come ha confermato all'agenzia di stampa tedesca dpa una portavoce del tribunale. In precedenza, ARD, Süddeutsche Zeitung e Die Zeit avevano riferito della notizia mercoledì (1° 7). Anche lo studio legale dell'imputato ha confermato l'accusa, secondo la dpa.
A Serhij K. vengono contestati, in concorso, il procuramento di un'esplosione di materiale esplosivo, sabotaggio anticonstituzionale nonché attacchi contro infrastrutture energetiche civili, che secondo il diritto penale internazionale costituiscono un crimine di guerra. Secondo le inchieste di ARD, Süddeutscher Zeitung e Zeit, l'accusa si basa anche su conversazioni telefoniche intercettate durante la detenzione in attesa di estradizione in Italia, nelle quali l'ex soldato si autoincrimina.
Dinamica dei fatti e indagini
All'indagato viene contestato, secondo la Procura federale, di aver coordinato l'azione. Sulla base delle indagini finora condotte, avrebbe guidato nel settembre 2022 un gruppo di sei persone da una barca a vela verso il fondale marino, dove a profondità fino a 80 metri sarebbero stati posizionati ordigni a tempo sui gasdotti. Le detonazioni del 26 settembre 2022 hanno distrutto tre dei quattro tratti così gravemente da rendere impossibile il passaggio del gas.
A bordo dello yacht charter "Andromeda" si trovavano, secondo l'ordinanza del BGH, oltre a Serhij K. uno skipper, uno specialista di esplosivi e altri quattro sub. L'imbarcazione era stata noleggiata tramite intermediari e con documenti d'identità falsificati per diverse settimane. Nel gennaio 2023 specialisti della BKA e della polizia federale hanno rinvenuto nella cabina tracce di una miscela di esplosivi militari RDX (esogeno) e HMX (ottogeno).
Serhij K. era stato arrestato, secondo quanto comunicato dal procuratore generale federale, nell'agosto 2025 durante una vacanza familiare sulla costa adriatica italiana in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. Per mesi si era opposto all'estradizione verso la Germania e aveva intrapreso a tratti uno sciopero della fame perché si sentiva trattato male. Il 27 novembre 2025 è stato infine trasferito in Germania; il giorno seguente un giudice per le indagini preliminari presso il Bundesgerichtshof di Karlsruhe ha dato esecuzione al mandato d'arresto nei suoi confronti.
Arresto ed estradizione
Un documento del ministero della Difesa ucraino, di cui Der Spiegel ha riferito a metà dicembre 2025, attesta che al momento dei fatti Serhij K. era membro di un'unità speciale delle forze armate ucraine. Un suo superiore dell'epoca ha dichiarato al settimanale: "Serhi era ai miei ordini in quel periodo." La Procura federale presume che il sabotaggio sia stato eseguito su incarico di uno Stato estero, ma non lo considera un ostacolo al procedimento penale in Germania.
La Terza Sezione penale del Bundesgerichtshof aveva già deciso in dicembre su un reclamo cautelare dell'indagato, respingendolo. Nell'ordinanza il tribunale ha chiarito che un'immunità di diritto internazionale per chi ricopre funzioni pubbliche non vale per "atti di violenza guidati dai servizi segreti". Anche l'immunità riconducibile al diritto consolare, con ogni probabilità, non si applicherebbe, poiché operazioni clandestine di forze militari non sarebbero da essa coperte e i gasdotti erano considerati obiettivi civili.
Questioni giuridiche: immunità e competenza
Il BGH ha al contempo confermato la competenza della Procura federale e della giurisdizione penale tedesca. Sebbene i fatti si siano verificati in acque internazionali, gli effetti delle esplosioni si sono prodotti anche sul territorio tedesco, il che fonda la giurisdizione tedesca. Secondo la Procura federale, la Germania è pertanto l'unico Paese che ancora indaga; Svezia e Danimarca avevano chiuso le loro inchieste nel 2024 rilevando la mancanza di competenza.
Gli attentati con esplosivo del 26 settembre 2022 hanno mutato in modo duraturo il volto della politica energetica europea. Poco prima, nel giugno 2022, i servizi segreti tedeschi erano stati avvertiti, secondo inchieste di ARD, dai servizi segreti olandesi e dalla CIA di un possibile attacco ai gasdotti del Mar Baltico. Resoconti del Wall Street Journal dell'agosto 2024 suggerivano inoltre che il presidente ucraino Wolodimir Selenski fosse stato informato del piano e che gli americani gli avessero chiesto di fermarlo; il comandante supremo dell'epoca, Waleri Saluschni, avrebbe tuttavia ignorato le disposizioni.
Dimensione politica del caso
Nei mesi precedenti il sabotaggio, la Russia, dopo l'inizio della guerra di aggressione contro l'Ucraina, aveva ripetutamente ridotto drasticamente o interrotto del tutto le forniture di gas attraverso Nord Stream 1. Nord Stream 1 aveva in precedenza trasportato gas naturale russo verso la Germania; Nord Stream 2 al momento delle esplosioni non era ancora in esercizio. Secondo un'indagine di Greenpeace è improbabile che le condutture siano state fatte esplodere dall'interno; riprese dell'organizzazione ambientalista e dell'emittente SWR del novembre 2022 mostravano un gasdotto completamente distrutto.
Secondo i dati della società operativa Nord Stream AG, al momento delle esplosioni i doppi tratti contenevano complessivamente 340 milioni di metri cubi di metano. Una conduttura del doppio tratto di Nord Stream 1 fu distrutta per una lunghezza di circa 250 metri. Tre dei quattro tratti presentavano perdite a profondità comprese tra 70 e 80 metri.
Prospettive del processo principale
La Procura federale, secondo le proprie informazioni, ha identificato sette indagati. Contro sei cittadini ucraini sono stati emessi mandati d'arresto; un altro sospettato, un soldato, nel frattempo è stato ucciso in combattimento contro la Russia. Oltre a Serhij K., alla fine di settembre 2025 era stato arrestato in Polonia anche l'ucraino Wolodimir Schurawljow. Un tribunale di Varsavia aveva tuttavia respinto nell'ottobre 2025 l'estradizione di Schurawljow verso la Germania; l'uomo è stato rimesso in libertà.
Qualora il Senato per la protezione dello Stato del Tribunale regionale superiore anseatico ammettesse l'accusa, deciderà contestualmente la data del processo principale. Nel frattempo Serhij K., che ha 49 anni e che, secondo le dichiarazioni del suo avvocato italiano, intendeva tra l'altro avvalersi della sua posizione di membro delle forze armate ucraine, resterà in custodia cautelare in Germania. Il procuratore generale federale Jens Rommel aveva già annunciato dopo l'arresto dell'agosto 2025 che a Serhij K. sarebbe stato contestato il coordinamento dell'azione.
La città portuale nord tedesca di Rostock è considerata, secondo le indagini, il punto di partenza dell'"Andromeda", che nel settembre 2022 fu condotta con diverse soste intermedie in direzione dell'isola danese di Bornholm. Le tracce rinvenute
Accusa Nord Stream: Serhij K. incriminato ad Amburgo | quotidiano360