Nuova mappa mostra la dipendenza digitale dei comuni austriaci dai fornitori USA
Vienna, 07 luglio 2026
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Summary
Una nuova mappa interattiva dell'università digitale di Linz IT:U mostra che il 60 percento dei siti web dei comuni austriaci e solo il 13 percento dei servizi di posta elettronica utilizzati sono gestiti da fornitori europei o nazionali. Il responsabile della ricerca Florian Holzbauer vi scorge una crescente dipendenza dai grandi fornitori extraeuropei come Microsoft.
Vienna, 07 luglio 2026
Una nuova mappa interattiva, sviluppata dall'università digitale di Linz IT:U, mostra che circa il 60 percento dei siti web dei comuni austriaci e solo il 13 percento dei servizi di posta elettronica utilizzati nelle amministrazioni comunali sono gestiti esclusivamente da fornitori europei o nazionali.
Una mappa, 30 paesi, 95.500 comuni
La piattaforma si chiama „Municipalytics" e riunisce dati su circa 95.500 comuni in un totale di 30 paesi europei. È stata sviluppata alla Interdisciplinary Transformation University Austria (IT:U), con sede a Linz, e rende visibile quali fornitori gestiscono l'infrastruttura digitale delle città e dei comuni europei. Secondo il responsabile della ricerca Florian Holzbauer, la mappa è il risultato di un collegamento tra i dati Eurostat e circa 89.000 voci di Wikidata relative ai siti web comunali.
Nel complesso l'Austria si colloca, come spiega Holzbauer in un colloquio con l'APA, „irgendwo in der Mitte". Per quanto riguarda i siti web comunali, la quota di hosting nazionale o europeo, pari al 60 percento, è relativamente solida; la situazione dei servizi di posta elettronica è però nettamente peggiore: solo il 13 percento dei servizi di posta utilizzati da città e comuni austriaci proviene esclusivamente da fornitori europei o austriaci – il restante 87 percento include almeno anche provider extraeuropei.
La forbice in Europa è particolarmente evidente. In Germania la quota di siti web comunali ospitati nel proprio paese o in Europa è del 97 percento – i servizi di posta elettronica degli enti comunali tedeschi sono invece gestiti solo per il 20 percento da un fornitore oltre i propri confini. L'Irlanda raggiunge appena il 14 percento di hosting nazionale o europeo per i siti web. Ancora più marcata è la discrepanza nei paesi nordici: in Finlandia il 99 percento dei comuni utilizza un fornitore di posta non nazionale, il che è riconducibile, secondo Holzbauer, soprattutto all'elevata quota di servizi Microsoft.
Dove il mondo dell'hosting è in ordine
Holzbauer ha richiamato l'esempio di Germania e Polonia: „In Deutschland und Polen wird viel im eigenen Land gehostet. Überraschend war, dass es da einen kompetitiven Markt und viele regionale Anbieter gibt, an die sich die Gemeinden wenden. Das ist dann auch sehr resilient, weil öffentliche Einrichtungen mehr Kontrolle über ihre Daten und die digitale Infrastruktur behalten." Questa struttura di fornitori regionali è da lui considerata resiliente, perché in questo modo gli enti pubblici mantengono maggiore sovranità sui propri dati e sull'infrastruttura sottostante.
Diversa è la situazione nel Nord Europa. „Im Norden ist Microsoft bei Mail-Diensten sehr stark im Einsatz. Wenn man ein E-Mail an eine Gemeinde schickt, ist die Wahrscheinlichkeit hoch, dass die Nachricht in der Microsoft Cloud landet", ha detto Holzbauer. Il dato della Finlandia, dove il 99 percento dei comuni punta su fornitori di posta non nazionali, illustra questa concentrazione su un unico fornitore esterno dominante.
La posta elettronica come punto debole
Anche i comuni austriaci condividono quindi questo rischio per quanto riguarda le e-mail: l'87 percento dei servizi di posta utilizzati da città e comuni include fornitori non europei, nella maggior parte dei casi Microsoft. Secondo quanto riferito da Holzbauer, la piattaforma classifica una dipendenza come già sussistente quando viene identificato almeno un fornitore al di fuori dell'UE – anche se contemporaneamente ne vengono utilizzati altri, eventualmente nazionali.
Alla base della nuova sensibilità vi sono, dal punto di vista del ricercatore, il mutato quadro normativo negli Stati Uniti. „Jetzt sind die Konsequenzen durch die Eingriffe der US-Regierung, etwa dass Menschen von den Services ausgeschlossen und Daten weitergegeben wurden, stärker spürbar", ha detto Holzbauer. La logica finora seguita, nella scelta dei servizi digitali, di badare soprattutto a costi e comfort, viene così messa sempre più in discussione.
La politica USA e le conseguenze per l'Europa
In generale, spiega il ricercatore, i comuni dell'Europa orientale e di parti dell'Europa centrale si affidano più spesso a soluzioni infrastrutturali interne al paese, mentre città e comuni dell'Europa settentrionale e occidentale attingono più frequentemente a ecosistemi controllati dall'esterno. Per l'hosting dei siti web la quota europea è generalmente più alta rispetto ai servizi di posta elettronica, poiché molti siti web comunali continuano a essere gestiti localmente.
Secondo IT:U, la mappa deve consentire ai decisori politici, alle amministrazioni e anche ai cittadini e alle cittadine di vedere a colpo d'occhio quali fornitori dominano l'infrastruttura digitale nella propria regione. La piattaforma è consultabile all'indirizzo https://municipalytics.internetwarte.eu/ e raccoglie dati su hosting e posta elettronica di 30 paesi europei.
Attese scelte politiche decisive
Holzbauer prevede che la pressione a livello UE continuerà ad aumentare. „In Zukunft wird vermutlich häufiger von den Ländern vorgegeben, welche Dienste die Gemeinden nutzen dürfen", ha detto Holzbauer. Disposizioni nazionali potrebbero così limitare la libertà finora goduta dai comuni nella scelta dei fornitori.
Allo stesso tempo il ricercatore mette in guardia da aspettative eccessive riguardo a rapide alternative europee. „Es seien aber erhebliche Anstrengungen von Politik und Wirtschaft notwendig, um europäische Lösungen auf das Niveau globaler Anbieter zu bringen", così Holzbauer. I prodotti europei dovrebbero raggiungere funzionalità, scalabilità e struttura dei prezzi dei fornitori globali, prima che i comuni possano convertire su larga scala.
La pubblicazione della mappa si inserisce in un più ampio dibattito europeo sulla sovranità digitale. Gli osservatori vedono nella crescente concentrazione del mercato – ad esempio nei servizi cloud, nella posta elettronica e nelle piattaforme di collaborazione – un rischio per la sovranità dei dati degli enti pubblici. La mappa di IT:U rende ora questa concentrazione visibile per la prima volta su scala estesa.
Prospettive: cos'altro mostrerà la mappa
Per l'Austria ciò significa: per quanto riguarda i siti web esiste ancora un panorama di hosting nazionale relativamente ampio, mentre per i servizi di posta elettronica la dipendenza da fornitori extraeuropei è già una realtà. Se la struttura dei fornitori non dovesse cambiare, un messaggio inviato dall'Austria a un comune – da un iter amministrativo a una richiesta di un cittadino fino a una conferma di residenza – uscirebbe spesso dall'ambito giuridico nazionale.
Il gruppo di ricerca guidato da Holzbauer intende ampliare ulteriormente la piattaforma nei prossimi mesi. È prevista l'integrazione di un numero maggiore di comuni e di servizi aggiuntivi come archiviazione cloud o sistemi di videoconferenza. La mappa dovrà così diventare un monitor costantemente aggiornato delle dipendenze digitali in Europa.
Il presente contributo è stato pubblicato dall'APA come servizio; la responsabilità dei contenuti per la mappa e i dati è di IT:U e del team di Holzbauer. La redazione ha aggiunto l'inquadramento nel contesto del dibattito in corso sulla sovranità digitale nell'UE.
Questions & Answers
Chi ha sviluppato la mappa digitale „Municipalytics"?
La mappa interattiva è stata sviluppata da ricercatrici e ricercatori dell'università digitale di Linz IT:U (Interdisciplinary Transformation University Austria) sotto la guida del responsabile della ricerca Florian Holzbauer.
Dipendenza digitale: i comuni austriaci nel confronto UE | quotidiano360