Meloni subisce una sconfitta sulla riforma elettorale: i ribelli della coalizione votano contro la leader
Roma, 15 luglio 2026
Gage Skidmore / Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0
Summary
La premier italiana Giorgia Meloni ha perso alla Camera dei deputati una votazione a scrutinio segreto su una riforma della legge elettorale. Tra i 30 e i 40 deputati delle file stesse di Lega e Forza Italia hanno votato contro il provvedimento, nonostante i loro partiti avessero garantito il sostegno.
Roma, 15 luglio 2026
La premier italiana Giorzia Meloni ha subito martedì sera alla Camera dei deputati a Roma una sconfitta nominale su una riforma della legge elettorale, quando un emendamento sulle preferenze è stato respinto in una votazione a scrutinio segreto con 188 voti contrari e 187 favorevoli.
Una votazione che svela gli equilibri di potere
Contro il provvedimento del partito di governo di Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia, hanno votato 188 deputati, 187 hanno votato a favore. La maggioranza altrimenti comoda della coalizione di destra in Parlamento si è rotta su questo voto perché, secondo informazioni provenienti dal Parlamento, tra i 30 e i 40 deputati delle file stesse – in particolare di Lega e Forza Italia – hanno votato contro la linea del governo. Questi avevano esplicitamente garantito in precedenza il loro sostegno.
L'emendamento respinto riguardava l'introduzione delle cosiddette preferenze, con cui le elettrici e gli elettori avrebbero dovuto poter scegliere in futuro singoli candidati in cima alla lista del loro partito. Le elettrici e gli elettori non dovrebbero più ricevere liste elettorali immodificabili per il Parlamento, bensì liste su cui poter scegliere tra diversi candidati. La riforma prevede inoltre che il partito che ottiene il maggior numero di voti riceva un premio di maggioranza nella distribuzione dei seggi, e che il capo del governo venga in futuro eletto direttamente.
Perché Meloni voleva imporre qualcosa che è altamente impopolare tra le parlamentari e i parlamentari italiani di ogni colore: le «preferenze». Le parlamentari e i parlamentari, però, che vogliono essere rieletti, temono questa possibilità di scelta da parte del popolo e vogliono mantenere liste immodificabili, su cui come uscenti figurano di solito in cima.
Di cosa tratta la riforma fallita
Meloni ha reagito su Facebook con parole decise: "Wir haben versucht, eine Reform durchzusetzen, doch der Sumpf hat wieder gewonnen." Sui media italiani l'evento viene ampiamente descritto come «un incidente», un incidente. Allo stesso tempo il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, ha escluso in un'intervista al quotidiano Corriere della Sera che la battuta d'arresto possa innescare una crisi politica più ampia. È decisivo portare avanti questa legge che garantisce stabilità, ha detto Costa.
Dall'opposizione di sinistra sono giunte immediatamente richieste di dimissioni e di elezioni anticipate. I sostenitori dell'opposizione hanno festeggiato il risultato con grida – "Elezioni, elezioni!" – e si sono abbracciati dopo la votazione. La leader dell'alleanza di centro-sinistra Partito Democratico (PD), Elly Schlein, ha dichiarato: "Meloni è sfiduciata dalla sua stessa coalizione: deve dimettersi da premier." Anche il leader del Movimento Cinque Stelle ed ex premier Giuseppe Conte ha chiesto le dimissioni di Meloni e elezioni immediate.
Dalla primavera le cose non vanno più affatto bene per la Giorgia Meloni, altrimenti abituata al successo. A marzo ha perso il referendum sulla sua riforma della giustizia. In una consultazione popolare gli italiani si sono espressi a chiara maggioranza contro. La riforma della giustizia era stata criticata dagli oppositori come autoritaria. All'incirca nello stesso periodo è iniziato il suo brutto scontro pubblico con il presidente statunitense Trump.
L'opposizione chiede le dimissioni
Nonostante il doppio colpo, il ministro per i Rapporti con il Parlamento di Meloni, Luca Ciriani, si è mostrato combattivo: "Wir haben nicht die Absicht, unsere Regierungstätigkeit zu unterbrechen; wir sind stolz auf die politische Stabilität, die wir dem Land gegeben haben." I tre partiti della coalizione di governo italiana hanno ribadito nel giorno della cronaca che intendono portare avanti il progetto legislativo. Si presume che la premier di destra voglia proseguire il suo progetto nonostante la sconfitta. Al momento della cronaca non era chiaro se il governo tenterà un secondo approccio alla riforma elettorale.
Meloni può contare su dati di sondaggio stabili. Nei sondaggi la premier con il suo partito è stabilmente davanti a tutte le altre forze da molto tempo. Fratelli d'Italia si attesta intorno al 30 per cento dei voti. Meloni sostiene che l'Italia abbia bisogno di condizioni stabili.
Crescita sul fianco destro: Vannacci
Tuttavia sul suo fianco destro si sta formando una nuova concorrenza. Alla sua destra l'ex generale Roberto Vannacci sta guadagnando costantemente consensi in tutti i sondaggi. Vannacci si rivolge con slogan duri contro l'UE e contro le straniere e gli stranieri all'elettorato di estrema destra italiano e, secondo i sondaggi, dovrebbe raggiungere tra il 5 e il 10 per cento. È entrato nella coalizione di governo come potenziale rivale e potrebbe rendere più difficile la rielezione di Meloni.
I partiti a sinistra del centro non si sono finora accordati né su un programma comune né su un candidato o una candidata alternativa. È più probabile che Meloni vada avanti. Se resiste fino a dopo la pausa estiva, cosa ritenuta probabile, a inizio settembre diventerà la premier italiana con il mandato continuativo più lungo. Il record precedente è detenuto da Silvio Berlusconi; a Meloni mancano solo 50 giorni per superarlo. Con 1.363 giorni in carica, il suo governo è già il secondo più lungo della storia italiana del dopoguerra.
Prospettive: record e elezioni anticipate
La decisione su elezioni anticipate non spetta però a Meloni, bensì al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che non ha ancora fissato la data esatta delle prossime elezioni politiche. In Italia si andrà molto probabilmente alle urne il prossimo anno. Fino alle elezioni ordinarie in autunno del prossimo anno, il presidente potrebbe anche nominare un governo di transizione. Una cosa è chiara: questo governo finora non ha portato a termine nessuna grande riforma.
La stampa italiana definisce spesso i deputati della coalizione dissenzienti come ribelli «cecchini». Circa tre dozzine di ribelli delle file stesse hanno rifiutato il sostegno a Meloni – tra i 30 e i 40 deputati di Lega e Forza Italia hanno violato la promessa fatta in precedenza e hanno votato segretamente con l'opposizione.
La sconfitta in Parlamento si inserisce in una serie di battute d'arresto per la coalizione al governo dall'autunno 2022 composta da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. Anche numerose elettrici ed elettori dei partiti di destra avevano votato No a marzo nel referendum sulla riforma della giustizia. L'esito della votazione a scrutinio segreto è considerato un segnale di allarme per la leadership di Meloni in una fase in cui è allo stesso tempo sotto pressione in politica interna e impegnata in politica estera dallo scontro con Washington.
Questions & Answers
Di cosa si è trattato nella votazione fallita in Parlamento?
Nella votazione a scrutinio segreto alla Camera dei deputati si è trattato di un emendamento per l'introduzione delle preferenze, con cui gli elettori avrebbero dovuto poter scegliere singoli candidati in cima alla lista del loro partito. La riforma prevedeva inoltre un premio di maggioranza per il partito più forte e l'elezione diretta del capo del governo.
Chi ha votato contro Meloni e perché la sconfitta è significativa?
Secondo le informazioni dal Parlamento, tra i 30 e i 40 deputati dei partner di coalizione
Meloni sconfitta legge elettorale: la coalizione si ribella | quotidiano360