Macron tira le somme del vertice G7 di Évian e parla di un «risveglio strategico»
Évian-les-Bains, 17 giugno 2026
AI-generated image (flux-2/pro-text-to-image via Kie.ai)
Summary
Il presidente francese Macron ha definito il vertice G7 di Évian come un momento di unità e ha parlato di un «risveglio strategico» delle principali democrazie industriali. Per la prima volta dal secondo mandato di Trump, europei e Stati Uniti condividerebbero una valutazione comune sulla situazione in Ucraina.
Évian-les-Bains, 17 giugno 2026
Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito il vertice del G7 svoltosi nella francese Évian come un «risveglio strategico» delle principali democrazie industriali, sottolineando la nuova coesione sul conflitto in Ucraina.
Il vertice dei paesi del G7 si è tenuto nella francese Évian ed è stato caratterizzato da una serie di crisi internazionali che, secondo il parere del paese ospitante, hanno permesso per la prima volta da tempo di individuare una linea comune delle democrazie occidentali. Macron ha parlato mercoledì di un «risveglio strategico» delle principali potenze industriali, rilevando che le recenti consultazioni sul lago Lemano hanno lanciato un segnale di coesione in un contesto mondiale rimasto a lungo fragile.
Coesione sulla questione ucraina
Al centro dei colloqui vi è stata la guerra in Ucraina, che Macron e i suoi omologhi giudicano ormai militarmente non più vincente per la Russia. Secondo la versione dell'Élysée, le forze armate russe sarebbero fiaccate dalle conseguenze delle pesanti perdite e dalla pressione delle sanzioni internazionali, mentre l'Ucraina si sarebbe progressivamente conquistata una nuova posizione di forza. Le due dinamiche, insieme, aprirebbero secondo i paesi del G7 una finestra di tempo per negoziati di pace seri.
Per la prima volta dall'inizio del secondo mandato del presidente statunitense Trump, europei e Stati Uniti condividono, secondo quanto riferito da fonti vicine ai partecipanti, una valutazione comune della situazione in Ucraina. Questa convergenza è stata descritta a margine del vertice come una svolta politicamente significativa, poiché potrebbe costituire la base per un'azione coordinata, ad esempio in materia di ulteriori sanzioni o di eventuali contatti negoziali.
Trump a Évian: presenza forte, segnali chiari
Trump stesso è arrivato a Évian, stando a quanto riferito dalla sua delegazione, in un umore disteso. Si è presentato rafforzato da un risultato definito «accordo con l'Iran», che, a suo dire, aprirebbe la prospettiva che le petroliere possano tornare a breve a transitare per lo stretto di Hormuz. Entrando nella sala dei lavori, ha voluto dare anche visivamente un segnale con la battuta 'I am the boss', chiarendo che saliva sulla scena del vertice in qualità di presidente degli Stati Uniti e non come uno fra tanti.
Nel corso della cena comune a latere dell'incontro, ha inoltre colpito un gesto personale: i partner del G7 hanno consegnato a Trump una maglia da calcio. Il dono è stato interpretato dai partecipanti come un ponte simbolico, dopo che nei mesi scorsi i rapporti tra Washington e diverse capitali europee erano apparsi tesi. Macron ha poi invitato il presidente statunitense, al termine del vertice, a una cena di gala a Versailles.
Minacce a Mosca e pressione verso il Cremlino
Sul piano dei contenuti, Trump ha lanciato un segnale anche a Mosca: ha prospettato un possibile ripristino delle sanzioni petrolifere contro la Russia. Questa minaccia, secondo l'analisi dell'Élysée, sarebbe intesa ad aumentare la pressione sul Cremlino e a contribuire a consolidare la finestra di tempo per i negoziati di pace appena descritta.
Nella comunicazione ufficiale non si è tuttavia nascosto che la situazione resta fragile. Nonostante i segnali positivi giunti dal lago Lemano, la situazione in Ucraina rimane tesa, quella in Iran è poco chiara e il rapporto dell'Europa con Trump continua a essere soggetto a passi falsi. Qualsiasi autocompiacimento del G7, è stato detto, sarebbe dunque fuori luogo.
Nella valutazione analitica, il merito della nuova unità è stato attribuito soprattutto a Trump. Il suo arrivo a Évian e la sua disponibilità a convergere su una lettura comune della situazione ucraina avrebbero reso possibile lo sfondamento, ha scritto Julia Borutta nella sua analisi. Macron, attento al prestigio del paese ospitante, si sarebbe visibilmente trattenuto, lasciando la scena al presidente statunitense.
Un'unità fragile
Osservatori hanno tuttavia sottolineato come questa lettura non sia rimasta priva di contraddizioni. I critici hanno osservato che un'unità duratura del G7 sarà dimostrata solo quando le nuove convergenze si tradurranno in passi politici concreti, ad esempio nella definizione di ulteriori pacchetti di sanzioni o nella questione di come configurare una futura architettura di sicurezza per l'Ucraina.
Vincitore netto del vertice, secondo i partecipanti, è stata la politica climatica. Macron avrebbe deliberatamente evitato di iscrivere il tema all'ordine del giorno, è stato fatto sapere dall'Élysée. Così facendo, il paese ospitante avrebbe mostrato riguardo per le priorità politiche dell'amministrazione statunitense, ma al contempo avrebbe detto di no a quei partner del G7 che avrebbero auspicato un focus climatico più marcato.
La politica climatica come perdente del vertice
Le prossime settimane mostreranno se la coesione emersa a Évian sul conflitto ucraino saprà tradursi in risultati negoziali concreti. Macron e i suoi colleghi europei hanno annunciato l'intenzione di voler sfruttare con determinazione la finestra di tempo aperta per i colloqui di pace. Se Trump dovesse effettivamente tradurre in azione la sua minaccia di sanzioni più dure contro la Russia, sarebbe un primo segnale concreto che l'unità di Évian è qualcosa di più di un'istantanea.
Il giorno successivo alla conclusione del G7, Trump si è recato a Versailles, dove Macron lo ha accolto la sera per una cena di gala. Il programma protocollare è stato utilizzato da entrambe le parti per curare il livello personale delle relazioni e per ribadire l'apertura politica di Évian. Le immagini dal castello hanno inteso confermare il messaggio che il rapporto tra Washington e Parigi, al di là di tutti i contrasti, resta intatto.
Prospettive: una finestra per i negoziati
Nel complesso, il bilancio dell'Élysée è di un cauto ottimismo: il G7 a Évian non avrebbe soltanto lanciato un segnale di coesione, ma avrebbe anche posto le basi per un'azione coordinata nelle settimane a venire. Macron ha concluso parlando di un «risveglio strategico» e della necessità che le democrazie industriali sappiano cogliere le opportunità del momento – una formulazione che può essere letta anche come un mandato alla propria diplomazia.
È certo che i prossimi passi diplomatici dimostreranno se la coesione invocata a Évian reggerà. Se i negoziati di pace per l'Ucraina dovessero davvero decollare, il vertice del G7 sul lago Lemano sarà probabilmente annotato nei libri di storia come un punto di svolta. Se invece l'unità dovesse infrangersi di fronte alla realtà dei prossimi conflitti, di Évian resterà soprattutto il ricordo del congiuntivo.
Questions & Answers
Cosa ha inteso Macron con l'espressione «risveglio strategico»?
Macron ha definito la nuova coesione del G7 come un «risveglio strategico», sottolineando come le principali democrazie industriali trovino per la prima volta dal secondo mandato di Trump una linea comune sulla questione ucraina.
Quale ruolo ha avuto Trump al vertice G7 di Évian?
Trump è arrivato a Évian, secondo i commentatori, in un umore disteso, si è presentato con la battuta 'I am the boss' e ha prospettato il possibile ripristino di sanzioni petrolifere contro la Russia. Il successo del vertice è stato attribuito soprattutto a lui da Julia Borutta.
Vertice G7 di Évian: Macron elogia l'unità e parla di | quotidiano360