La Turchia arresta decine di giornaliste, attivisti e oppositori prima del vertice NATO ad Ankara
Ankara, 6 luglio 2026
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Summary
Poco prima del vertice NATO ad Ankara, le autorità turche hanno arrestato decine di persone in diverse province, tra cui giornaliste, avvocati e membri di gruppi della sinistra. I critici accusano il governo di voler soffocare le proteste e intimidire le voci di opposizione con queste operazioni.
Ankara, 6 luglio 2026
Pochi giorni prima dell'inizio del vertice NATO, le autorità turche hanno arrestato decine di persone nel corso di raid condotti in diverse province, tra cui giornaliste, giornalisti, avvocati e membri di organizzazioni della sinistra.
Contesto degli arresti
Gli arresti sono avvenuti domenica scorsa, a soli due giorni dall'avvio del vertice dei 32 Stati membri della NATO, previsto il 7 e l'8 luglio nella capitale turca. Secondo l'agenzia di stampa statale Anadolu Ajansi, la polizia ha arrestato 39 sospetti durante le operazioni condotte in otto province. Il quotidiano Cumhuriyet, citando la stampa di opposizione, ha riferito di decine di ulteriori arresti in diverse province.
Durante i raid, le autorità hanno sequestrato munizioni e materiali digitali proibiti. In un'ulteriore operazione nella provincia occidentale di Kocaeli, la polizia ha inoltre arrestato 28 sospetti, che si ritiene abbiano legami con gruppi estremisti, secondo quanto riportato da Anadolu.
Giustificazione delle autorità e critiche
Le autorità hanno definito i raid come parte di indagini sulla lotta al terrorismo. I critici sostengono invece che le operazioni mirino a impedire le proteste. L'operazione sarebbe stata condotta contro l'ala giovanile di un gruppo della sinistra messo al bando.
Arresti si erano già verificati la settimana precedente. Domenica, le agenzie di stampa hanno riferito di 100 persone fermate ad Ankara. Queste avevano preso parte a una manifestazione contro il vertice NATO, organizzata dal Partito Comunista di Turchia (TKP).
Le persone coinvolte tra gli arrestati
Già alla fine di giugno, secondo le organizzazioni per i diritti umani, erano state arrestate più di 200 persone nella fase preparatoria del vertice, tra cui accademiche e accademici, avvocate e avvocati, sindacaliste e sindacalisti, studentesse e studenti, operatori dell'informazione e rappresentanti della società civile.
Tra le persone arrestate domenica figurano, secondo i loro datori di lavoro, anche la caposervizio esteri dell'emittente T24, Buse Sötüglü, e la giornalista Ceren Erdogdu del media online Oda TV. Entrambe sarebbero state arrestate nelle loro abitazioni e trattenute in custodia dalla polizia. La polizia non ha finora rilasciato dichiarazioni pubbliche sui motivi del loro arresto.
L'Associazione dei giornalisti turchi (TGC) e l'Associazione degli avvocati progressisti (CHD) hanno chiesto sulla piattaforma X il rilascio dei giornalisti arrestati. Hanno definito gli arresti una violazione della libertà di stampa e hanno definito i raid un tentativo di intimidire le voci di opposizione alla vigilia dell'incontro NATO. Anche diversi loro clienti sono stati arrestati, ha comunicato il CHD.
Reazioni delle associazioni di giornalisti e avvocati
La presidente della sezione di Istanbul del CHD, Ezgi Önalan, è stata a sua volta arrestata secondo le sue stesse dichiarazioni; la sua abitazione sarebbe stata perquisita. L'avvocato del CHD Erman Öztürk ha dichiarato all'agenzia di stampa AFP di ritenere che gli arresti siano collegati al vertice NATO.
L'avvocato Öztürk ha spiegato che l'obiettivo sarebbe apparentemente "Demokraten, Linke und die Presse einzuschüchtern". Erol Önderoglu, rappresentante per la Turchia di Reporter senza frontiere (RSF), ha parlato di „blinden, willkürlichen und ungeordneten Einsätzen" prima del vertice NATO. Queste metterebbero a rischio „das Ansehen und die Sicherheit von Journalisten".
Il governo turco, guidato dal presidente Recep Tayyip Erdoğan, aveva rafforzato le proprie misure di sicurezza prima dell'avvio del vertice NATO del 7 e 8 luglio. Al vertice sono attesi i capi di Stato e di governo dei 32 Stati membri della NATO, tra cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Copertura mediatica limitata sul vertice
Anche le condizioni per una copertura indipendente del vertice sono limitate, secondo le associazioni dei media. Diverse testate critiche nei confronti del governo non avevano ricevuto, fino all'ultimo, l'accreditamento per il vertice NATO. Circa due settimane prima dell'incontro, un tribunale aveva disposto il blocco del sito web "NatoDefol" ("Nato, vattene via") con riferimento alla sicurezza nazionale e all'ordine pubblico; il sito risultava inaccessibile dalla Turchia. Per lo stesso motivo è stata bloccata la piattaforma di petizioni "Nato'ya Hayir" ("No alla NATO").
Kemal Kilicdaroglu, presidente designato dal tribunale del principale partito di opposizione CHP, ha criticato la repressione delle proteste domenica in un post su X indirizzato a Erdoğan. „Nicht die Existenz von Demonstrationen schadet dem Ansehen eines Landes, sondern die Unterdrückung des Rechts auf demokratischen Protest", ha scritto Kilicdaroglu rivolgendosi a Erdoğan sul social network X.
Opposizione e sguardo su İmamoğlu
I sostenitori del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, in carcere dal marzo 2025, hanno invitato a non dimenticare il politico dell'opposizione prima del vertice NATO. Hanno dichiarato che la „strategische Bedeutung" non può sostituire la „demokratische Legitimität". Mentre i capi di Stato e di governo di tutto il mondo si riunivano ad Ankara per discutere di sicurezza, i partner della Turchia non dovrebbero considerare lo Stato di diritto come una semplice „bloße Fußnote", hanno affermato.
L'attenzione internazionale verso il vertice e le misure di sicurezza rafforzate nella fase preparatoria intensificano la pressione su Ankara affinché chiarisca la proporzionalità delle operazioni. Le organizzazioni per i diritti umani e le associazioni dei giornalisti continuano a chiedere l'immediato rilascio dei detenuti e una copertura mediatica senza impedimenti del vertice.
Il governo turco sostiene la posizione che le operazioni siano al servizio della sicurezza interna e non richiedano alcuna giustificazione nei confronti di osservatori esterni. Si attende con tensione se e in che forma gli arresti e la libertà di stampa verranno affrontati nei colloqui bilaterali a margine del vertice.
Mentre i capi di Stato si riuniscono martedì e mercoledì ad Ankara per discutere di questioni di sicurezza, la situazione dei diritti umani nel paese ospitante resta un tema altamente controverso. L'ondata di arresti della settimana scorsa ha ulteriormente inasprito il dibattito sul rapporto tra legislazione antiterrorismo e diritti fondamentali in Turchia.
Il presente articolo è stato redatto sulla base dei reportage della dpa e della APA (6.7.2026). La redazione si basa altresì sulle informazioni delle agenzie di stampa AFP e Anadolu, nonché sulle comunicazioni di TGC, CHD e Reporter senza frontiere.
Questions & Answers
Perché sono stati effettuati arresti prima del vertice NATO di Ankara?
Le autorità turche hanno motivato le operazioni condotte in diverse province con indagini sulla lotta al terrorismo. Le organizzazioni per i diritti umani e l'opposizione vi vedono invece il tentativo di soffocare sul nascere le proteste contro il vertice e di intimidire le voci critiche.
Chi è stato arrestato durante le operazioni?
Secondo Anadolu e i media turchi, sono state arrestate almeno 39 persone sospette in otto province, tra cui le giornaliste Buse Sötüglü e Ceren Erdogdu, l'avvocata Ezgi Önalan e memb
Arresti prima del vertice NATO di Ankara: raid in otto | quotidiano360