Oslo, 11 luglio 2026
La Norvegia si è riscoperta unita attorno alla propria nazionale di calcio maschile, trasformando il cammino ai Mondiali in una terapia collettiva dopo mesi di scandali politici e reali, in vista del quarto di finale contro l'Inghilterra.
Da settimane, in tutto il Paese, persone "remano" sulla terraferma per la propria nazionale: in Parlamento, negli asili nido e ai festival. Il coro "Ro!" risuona ovunque da quando la squadra ha iniziato il suo percorso nella fase finale del torneo, scandendo un rituale collettivo che ha rapidamente assunto un significato nazionale.
L'entusiasmo si inserisce in un contesto segnato da mesi difficili. All'inizio dell'anno, la pubblicazione da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense di oltre tre milioni di documenti provenienti dai fascicoli Epstein ha provocato uno "scossone politico" nel Regno. A ciò si è aggiunto il processo contro Marius Borg Høiby, figlio della principessa ereditaria, condannato a giugno a quattro anni di carcere per gravi accuse di violenza.
