La BCE seleziona 36 prestatori di servizi di pagamento per il progetto pilota dell'euro digitale
Francoforte sul Meno, 14 luglio 2026
Thomas Wolf, www.foto-tw.de / Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0 de
Summary
La Banca Centrale Europea ha selezionato 36 prestatori di servizi di pagamento dell'area dell'euro per il suo progetto pilota dell'euro digitale. La fase di test prenderà avvio nella seconda metà del 2027; un'introduzione ufficiale è possibile non prima del 2029.
Francoforte sul Meno, 14 luglio 2026
La Banca Centrale Europea (BCE) ha selezionato martedì 36 prestatori di servizi di pagamento provenienti da tutta l'area dell'euro per partecipare al progetto pilota dell'euro digitale; la fase di test dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2027 e durare dodici mesi.
Aggiornamento del 14 luglio 2026: La Banca Centrale Europea ha individuato 36 prestatori di servizi di pagamento per il suo progetto pilota dell'euro digitale. Rispetto allo stato precedente, sono ora definiti i partecipanti concreti alla fase di test; dopo l'invito a manifestare interesse lanciato nel marzo 2026 erano pervenute oltre 50 candidature. Il progetto pilota dovrebbe avviarsi nella seconda metà del 2027 e durare dodici mesi; la fase di sviluppo prenderà il via già nel terzo trimestre 2026.
Cosa c'è di nuovo dal 14 luglio 2026
Cosa c'è di nuovo dal 14 luglio 2026
La BCE ha comunicato martedì che i 36 operatori selezionati, insieme alle rispettive banche centrali nazionali e alla BCE, dovranno completare i preparativi per la fase di test. Per l'Austria partecipano Raiffeisen Bank International (RBI) e BAWAG; a livello internazionale figurano, tra gli altri, Deutsche Bank, DZ Bank, Helaba, Payone, RS2 Financial Services GmbH nonché UniCredit, la casa madre di Bank Austria. Il progetto pilota non si svolgerà solo presso la sede della BCE a Francoforte, ma anche presso 19 banche centrali nazionali dell'Eurosistema.
Queste 19 banche centrali sono distribuite tra Belgio, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia. Secondo la BCE, il progetto pilota copre così un'ampia gamma di modelli di business, dimensioni aziendali e copertura geografica in tutta l'area dell'euro.
Funzionamento e basi tecniche
La BCE ha motivato la selezione con il forte interesse manifestato dal settore privato. Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE e responsabile della task force di alto livello sull'euro digitale, ha dichiarato: "Das starke Marktinteresse am Pilotprojekt zeigt die Bereitschaft des Privatsektors, sich aktiv zu engagieren und das Projekt digitaler Euro zügig voranzutreiben, um die europäische Zahlungsverkehrslandschaft zu stärken." La banca ha aggiunto che l'obiettivo è integrare l'euro digitale nelle offerte di pagamento esistenti, anziché creare sistemi paralleli.
Nel progetto pilota verranno coinvolti i dipendenti della BCE e delle banche centrali nazionali partecipanti, nonché esercenti di e-commerce e commercianti al dettaglio – ad esempio mense e ristoranti. Al centro si trovano i pagamenti quotidiani nel commercio al dettaglio, nei bar, gli acquisti online e i trasferimenti da persona a persona. Secondo la BCE non è stata ancora adottata una decisione definitiva sull'emissione dell'euro digitale; essa verrà presa solo dopo l'adozione del relativo regolamento UE, che dovrebbe essere approvato, se possibile, ancora nel 2026.
Funzionamento e basi tecniche
Il progetto pilota utilizza una versione beta dell'euro digitale, tecnicamente in gran parte identica alla futura valuta digitale, ma che non costituisce ancora moneta a corso legale. L'euro digitale dovrà integrare il contante ed essere accettato come mezzo di pagamento in tutta l'area dell'euro. A differenza delle soluzioni di pagamento digitali già esistenti, verrebbe emesso direttamente dalla banca centrale.
Obiettivi politici: indipendenza dai fornitori americani
Cittadine e cittadini dovrebbero poter utilizzare l'euro digitale, secondo i piani attuali, tramite un portafoglio digitale, ad esempio un'app, senza necessità di disporre di un conto presso la BCE. Come contromisura per limitare la massa monetaria sono in discussione tetti di detenzione; si parla di un limite massimo di circa 3.000 euro per persona. Le critiche e i critici vi leggono la prova che il prodotto risulterebbe poco attraente per le utilizzatrici e gli utilizzatori.
La BCE stima i costi di sviluppo dell'euro digitale in circa 1,3 miliardi di euro, più circa 320 milioni di euro di costi correnti annui. Analisi di PwC giungono invece alla conclusione che le sole banche europee potrebbero sostenere costi di implementazione compresi tra 18 e 30 miliardi di euro. Rappresentanti degli esercenti come la Merchants Payments Coalition Europe chiedono tetti massimi vincolanti per le commissioni – si parla di un massimo dello 0,1 per cento ovvero di quattro centesimi per transazione –, mentre la BCE finora parla solo in modo vago di un sistema "efficiente in termini di costi".
Obiettivi politici: indipendenza dai fornitori americani
Calendario e prossime tappe
Un obiettivo dichiarato del progetto è rendere i pagamenti europei meno dipendenti da fornitori internazionali – in particolare statunitensi – come PayPal, Mastercard, Visa e Apple Pay. L'eurodeputata SPÖ e portavoce per le questioni monetarie Evelyn Regner ha affermato a tale proposito: "Österreich befindet sich an der europäischen Spitze der Abhängigkeit von US-Zahlungsanbietern." Ha definito l'euro digitale un "zentrales Puzzleteil, um Europa aus seiner Abhängigkeit zu befreien". Con un'infrastruttura di pagamento europea stabile, in mano pubblica anziché privata, si crea "eine echte Alternative zu außereuropäischen Anbietern, die gleichzeitig die Privatsphäre der Menschen schützt".
Con ciò Regner ha anche contraddetto la valutazione di Raiffeisen Bank International. La RBI si era espressa in modo cauto in una dichiarazione all'APA: "Unsere grundsätzlich skeptische Haltung zur Frage, ob ein digitaler Euro aus Sicht der europäischen Souveränität tatsächlich erforderlich ist, hat sich nicht verändert. Gleichzeitig erkennen wir an, dass der digitale Euro entwickelt und eingeführt wird." La RBI è inoltre entrata come socia nella European Payments Initiative (EPI) a giugno e si mostra convinta del potenziale dell'iniziativa di pagamento privata Wero.
Prospettive per i prossimi mesi
Nel progetto pilota la RBI, secondo le proprie indicazioni, testerà l'accettazione da parte della clientela dell'euro digitale. Anche la BAWAG austriaca figura tra i 36 partecipanti. Tra i partecipanti internazionali vi sono, tra gli altri, Deutsche Bank, UniCredit (casa madre di Bank Austria), Stripe, Revolut e SumUp. Gli operatori selezionati coprono così un ampio spettro che spazia dalle banche tradizionali ai prestatori di servizi di pagamento specializzati fino ai fintech.
Calendario e prossime tappe
La fase pilota prenderà avvio nella seconda metà del 2027 ed è prevista per dodici mesi. Entro tale data i 36 operatori selezionati, insieme alle rispettive banche centrali nazionali e alla BCE, dovranno completare i preparativi per la fase di test. Secondo la BCE, la fase di sviluppo inizia già nel terzo trimestre 2026.
Una possibile prima emissione dell'euro digitale è prevista, secondo l'attuale calendario, non prima del 2029, a condizione che il relativo regolamento UE venga adottato ancora nel 2026. La BCE ha sottolineato che gli aggiornamenti sui progressi del progetto pilota verranno pubblicati regolarmente sull'apposito sito web dedicato all'euro digitale.
Con il progetto pilota la BCE intende verificare
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