L'autorità elettorale peruviana dichiara Keiko Fujimori vincitrice del ballottaggio presidenziale
Lima, 30 giugno 2026
Keiko_Fujimori.jpg: Congreso de la República del Perú
derivative work: Athenchen (talk) / Wikimedia Commons / CC BY 2.0
Summary
L'autorità elettorale peruviana ha dichiarato Keiko Fujimori vincitrice del ballottaggio presidenziale del Paese, con il 50,13 percento dei voti contro il 49,86 percento dello sfidante di sinistra Roberto Sánchez. Il margine che li separa è inferiore a 50.000 schede su circa 27 milioni di elettori aventi diritto.
Lima, 30 giugno 2026
L'autorità elettorale peruviana ha dichiarato Keiko Fujimori vincitrice del ballottaggio presidenziale del Paese lunedì, dopo che la candidata di destra ha avuto la meglio sullo sfidante di sinistra Roberto Sánchez con meno di 50.000 voti di scarto.
Contesto
L'autorità elettorale peruviana ha dichiarato lunedì Keiko Fujimori vincitrice del ballottaggio presidenziale del Paese, secondo i dati diffusi dall'agenzia. Fujimori, del partito populista di destra Fuerza Popular, ha ottenuto il 50,13 percento dei voti contro il 49,86 percento di Sánchez, un vantaggio di circa 49.600 schede in un Paese con circa 27 milioni di elettori aventi diritto.
Il ballottaggio si era svolto più di tre settimane prima, ma il conteggio ufficiale e la dichiarazione formale da parte dell'ufficio elettorale erano ancora in sospeso. L'annuncio è stato trasmesso il 30 giugno 2026 da Deutschlandfunk. 'Fujimori on course for narrow win in Peru presidential election,' ha riportato l'emittente radiofonica nel suo riepilogo del risultato.
La vittoria di Fujimori segue il suo quarto tentativo presidenziale consecutivo. Aveva perso i tre precedenti ballottaggi, nel 2011, 2016 e 2021, con margini ristretti. La sua ultima campagna è stata ancora una volta una competizione serrata, ma questa volta il risultato le è stato favorevole dopo un conteggio ravvicinato nelle sei settimane successive al giorno del voto.
I candidati
La vincitrice è la figlia 51enne di Alberto Fujimori, che ha governato il Perù dal 1990 al 2000 con mano ferma e le cui politiche continuano a plasmare la piattaforma politica della figlia. Alberto Fujimori fu successivamente condannato per violazioni dei diritti umani e corruzione e scontò 16 anni di carcere. È morto circa due anni fa, secondo il registro verificato.
Sánchez, un legislatore 57enne, si è candidato come esponente di una coalizione di sinistra costruita attorno ai sostenitori dell'ex presidente Pedro Castillo, che si trova in carcere in seguito a un presunto tentativo di colpo di stato. La sinistra sperava che una vittoria di Sánchez segnasse un reset politico dopo la caduta di Castillo, ma il ballottaggio ha invece prodotto un'altra sconfitta al fotofinish per la sinistra peruviana.
Congresso e Costituzione
La politica peruviana è definita da un confronto cronico tra il Congresso e la presidenza, e Fujimori si insedierà dovendo affrontare un'assemblea legislativa che è stata un ostacolo persistente per i governi recenti. La costituzione peruviana consente al Congresso di rimuovere un presidente in carica per 'moral incapacity,' una clausola che è stata utilizzata ripetutamente negli ultimi anni contro i capi di stato, un contesto che plasmerà l'amministrazione entrante di Fujimori. 'The Congress can remove presidents for 'moral incapacity,'' il meccanismo costituzionale che ha plasmato la politica peruviana recente e volatile.
L'ampiezza della vittoria è insolita anche rispetto agli standard recenti del Perù. Sebbene il Paese abbia una lunga storia di ballottaggi presidenziali serrati, il divario finale di meno di 50.000 voti tra due candidati che si attestano entrambi intorno al 50 percento sottolinea la profonda polarizzazione che è arrivata a caratterizzare le sue elezioni. Con circa 35 milioni di abitanti, il Perù è una delle democrazie più grandi del Sudamerica e ha faticato a produrre governi eletti stabili.
Gli analisti avvertono che il margine risicato eserciterà un'enorme pressione sull'amministrazione entrante. Negli ultimi anni, due presidenti peruviani sono stati rimossi dal Congresso, e uno, Castillo, è stato deposto dopo un tentativo di violazione dell'ordine costituzionale, lasciando il Paese con un governo ad interim e una profonda sfiducia pubblica nelle istituzioni politiche.
Un elettorato polarizzato
Sánchez era stata la sorpresa del primo turno, davanti a figure di sinistra più note, e la sua candidatura è stata ampiamente letta come una battaglia proxy sull'eredità di Castillo, i cui sostenitori vedevano nel ballottaggio un'opportunità per riscattarlo alle urne. Il ballottaggio ha invece consolidato la presa di Fujimori sulla base conservatrice della politica peruviana, costruita in quattro campagne e diversi anni all'opposizione.
Il defunto padre di Fujimori era stata una figura divisiva, accreditato di aver sconfitto l'insurrezione di Sendero Luminoso e di aver debellato l'iperinflazione nei primi anni '90, ma successivamente condannato e incarcerato per gli abusi commessi durante il suo decennio al potere. La sua campagna ha fatto molto leva sugli appelli agli elettori favorevoli a law and order e ai peruviani più anziani che ricordano la stabilità della fine degli anni '90, mentre i suoi critici hanno sottolineato le condanne per corruzione che hanno attraversato i governi del padre e, in ultima analisi, i suoi stessi guai giudiziari.
Prossimi passi
Nei giorni successivi al ballottaggio, entrambi gli schieramenti si sono scambiati accuse di irregolarità, e osservatori internazionali hanno monitorato attentamente il conteggio. La dichiarazione formale dell'autorità elettorale, con la ripartizione percentuale ufficiale, dovrebbe chiudere la porta alle contestazioni legali, sebbene la parte sconfitta mantenga il diritto di presentare ricorsi prima della certificazione formale.
Il risultato lascia il Perù di fronte ai consueti dilemmi politici: un congresso frammentato, un elettorato polarizzato e una leader entrante il cui mandato poggia su un margine più sottile della popolazione di un capoluogo provinciale di medie dimensioni. I mercati e i governi stranieri osservano attentamente per capire se Fujimori cercherà un governo di unità nazionale o perseguirà l'agenda polarizzante su cui ha fatto campagna.
In un Paese con circa 35 milioni di abitanti e circa 27 milioni di elettori aventi diritto, la differenza di poche decine di migliaia di schede ha determinato l'esito. Le prossime settimane stabiliranno se la nuova presidente disporrà di una maggioranza operativa sufficiente in Congresso per governare, o se riprenderà sin dal primo giorno del suo mandato lo schema peruviano di scontro tra presidenza e Congresso.
La classe politica peruviana, nel frattempo, ha ricevuto un promemoria di quanto divisive siano diventate le sue elezioni. L'affluenza al ballottaggio è stata alta, a indicare un elettorato desideroso di avere voce in capitolo, anche se la strettezza del risultato preannuncia un passaggio di consegne difficile. Il Paese attende ora di vedere se il discorso di vittoria della nuova presidente, previsto nei prossimi giorni, includerà gesti di riconciliazione o un ritorno al tono combattivo che ha caratterizzato le sue campagne passate.
Questions & Answers
Chi ha vinto il ballottaggio presidenziale in Perù?
L'autorità elettorale peruviana ha dichiarato Keiko Fujimori vincitrice lunedì, con il 50,13 percento dei voti contro il 49,86 percento di Roberto Sánchez, un margine inferiore a 50.000 schede.
Chi è Keiko Fujimori?
È una politica di destra 51enne e figlia dell'ex presidente Alberto Fujimori, che ha governato il Perù dal 1990 al 2000 e fu successivamente condannato per violazioni dei diritti umani e corruzione.
Qual è il margine che separa i due candidati?
Fujimori è in vantaggio di circa 49.600 voti su circa 27
Elezioni presidenziali in Perù: Fujimori dichiarata | quotidiano360