L'Assemblea nazionale francese vota sul diritto al suicidio assistito
Parigi, 15 luglio 2026
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Summary
L'Assemblea nazionale francese decide definitivamente mercoledì su una legge che dovrebbe consentire il suicidio assistito a pazienti maggiorenni affetti da una malattia incurabile in fase terminale. Il Senato aveva respinto il disegno di legge tre volte, dopodiché il governo ha dato l'ultima parola all'Assemblea nazionale.
Parigi, 15 luglio 2026
L'Assemblea nazionale francese vota mercoledì una legge che dovrebbe consentire, a condizioni rigorose, il suicidio assistito ai pazienti maggiorenni affetti da una malattia incurabile e mortale.
Cosa prevede la legge
L'Assemblea nazionale francese decide definitivamente questo mercoledì se il Paese introdurrà per legge un „diritto all'aiuto al morire". Il disegno di legge prevede che ai pazienti maggiorenni, affetti da una malattia incurabile in fase terminale e in stato di coscienza, venga consentito di assumere un farmaco letale.
„In der Regel sollen die Betroffenen das Mittel selbst einnehmen. Wenn sie körperlich nicht dazu in der Lage sind, sollen sie sich von einem Arzt oder Pfleger helfen lassen können." Il farmaco dovrà essere prescritto da un medico, che in precedenza dovrà consultarsi con altri medici. I pazienti possono revocare la propria richiesta in qualsiasi momento e devono esprimerla in uno stato di piena lucidità. La malattia deve trovarsi in uno stadio avanzato o terminale e provocare sofferenze fisiche o psichiche che non possono essere alleviate con cure.
Bambini, persone con disabilità o senza residenza in Francia non possono ricorrere all'eutanasia, come indicato nella relazione. L'eutanasia su richiesta dovrà restare possibile solo in casi eccezionali. I medici non sono obbligati a praticare il suicidio assistito, ma in tal caso devono indirizzare i pazienti a un altro operatore.
Mentre l'Assemblea nazionale ha votato a favore della legge, il Senato, considerato di orientamento conservatore, l'ha respinta tre volte. La legge ha attraversato tre letture sia all'Assemblea nazionale che al Senato. Dopo che una commissione di conciliazione congiunta delle due camere è fallita all'inizio di giugno, il governo ha lasciato l'ultima parola all'Assemblea nazionale, come consentito dalla Costituzione.
Contesto politico e l'agenda di Macron
La votazione, prevista nel pomeriggio, si è svolta senza vincolo di mandato, così che i deputati hanno potuto decidere secondo la propria convinzione etica personale. Relatore generale del disegno di legge trasversale ai gruppi parlamentari è Philippe Vigier, del partito centrista MoDem. „Die Formulierung haben wir mit Wissenschaftlern und Spezialisten erarbeitet", ha fatto sapere l'entourage dei promotori.
Per il presidente Emmanuel Macron si tratta di mantenere una promessa elettorale per il suo secondo e ultimo mandato. È destinato a essere l'ultimo grande progetto di politica sociale del presidente francese uscente. Macron aveva convocato nel 2022 la „Convention citoyenne sur la fin de vie" (Convenzione cittadina sul fine vita), composta da circa 180 membri, che tra il 2022 e il 2023 ha elaborato linee guida per una riforma dell'eutanasia.
Nella maggior parte degli Stati europei è ammessa almeno una di queste forme di eutanasia. La situazione giuridica è disciplinata in modo differente e poco chiaro all'interno dell'UE. Spetta ai singoli Stati membri risolvere queste questioni. Secondo il Parlamento europeo, in alcuni Paesi europei come Paesi Bassi, Belgio e Spagna è consentita la cosiddetta eutanasia attiva, detta anche „uccisione su richiesta". In tal caso il farmaco che pone fine alla vita viene somministrato da un terzo, di norma un medico.
Confronto europeo
Questa forma di eutanasia è di norma ammissibile, a determinate condizioni, anche in altri Paesi europei, ad esempio Austria, Germania e Svizzera. Attualmente alcuni Paesi europei, come Irlanda e Malta, stanno lavorando a legislazioni sull'eutanasia. Nel Regno Unito la legalizzazione dell'eutanasia è per il momento fallita. Accanto a queste forme esiste anche l'eutanasia indiretta, in cui l'accelerazione della morte può essere una conseguenza secondaria di farmaci antidolorifici, oppure l'eutanasia passiva, in cui, conformemente alla volontà del paziente, vengono sospese le misure di sostegno vitale.
Secondo la relazione, oltre che in Belgio, anche in Svizzera si recano pazienti francesi per ricorrere all'eutanasia. Circa il 25 percento dei suoi pazienti proviene dalla Francia, ha dichiarato il medico belga Francois Damas in un colloquio con la DW. Il belga accompagna da oltre 20 anni pazienti malati terminali verso la morte. A suo avviso, la nuova legge apre soprattutto un dialogo tra medici e pazienti sul morire. Finora vi regnava il „dominio dell'indicibile".
Argomenti dei sostenitori e dei critici
Un sondaggio IFOP, commissionato da un'associazione che si batte per il diritto al suicidio assistito, ha inoltre rilevato che la maggioranza dei medici in Francia sostiene il progetto. Un'indagine IFOP di febbraio aveva anche mostrato che quasi nove interpellati su dieci sono favorevoli all'introduzione di una forma di eutanasia attiva. Nathalie Berriau, ex membro della Convenzione cittadina, ha raccontato che una collaboratrice di un hospice le avrebbe detto: „Die Person, mit der ich sprach, sagte: 'Wir haben schon mal Reisen nach Belgien organisiert'"
Le critiche sono giunte in particolare dalla Conferenza episcopale francese, che si è espressa nettamente contro la legge, criticando già in precedenza il fatto che i risultati stretti nelle votazioni delle camere parlamentari rispecchiassero la „netta spaccatura" della società. La senatrice Christine Bonfanti-Dossat, del partito conservatore Les Républicains, ha definito il progetto „eine Entsagung: von Begleitung, Pflege und Solidarität". Gli oppositori della riforme hanno annunciato manifestazioni di protesta la sera del voto.
Il medico belga Francois Damas respinge queste critiche. Non ritiene che persone con disabilità o gravemente malate si sentirebbero obbligate a ricorrere all'eutanasia per il solo fatto che questa è possibile. È una decisione dei pazienti, che la prendono insieme alle loro famiglie. Inoltre sono previste misure di tutela molto rigorose.
Le attiviste per i diritti delle persone con disabilità Lilli Guigueno e Nikola Dobric temono, in un'intervista alla DW, che queste persone possano sentirsi spinte a ricorrere all'eutanasia anche se non sono malate terminali. La loro volontà è plasmata soprattutto da come la società guarda alle persone con disabilità.
Il primo ministro Sébastien Lecornu, critico della riforma, vuole sottoporre la legge al Consiglio costituzionale per un esame. Un rinvio al Consiglio costituzionale ritarderebbe l'entrata in vigore della legge.
In Germania potete contattare il servizio di assistenza telefonica ai numeri gratuiti 0800/111 0 111 e 0800/111 0 222. Tessa Walther ha collaborato a questo reportage.
Questions & Answers
Chi è Philippe Vigier?
Philippe Vigier è deputato del partito centrista MoDem e relatore generale del disegno di legge trasversale sul suicidio assistito in Francia.
Perché il governo ha dato l'ultima parola all'Assemblea nazionale?
Dopo il fallimento all'inizio di giugno di una commissione di conciliazione congiunta delle due camere e le tre reiezioni del Senato, il governo francese ha lasciato, come consentito dalla Costituzione, l'ultima parola all'Assemblea nazionale.
Quali Paesi ammettono già l'eutanasia attiva o il suicidio assistito?
Secondo il Parlamento europeo, l'eutanasia attiva è consentita tra l'altro in Paesi Bassi, Belgio e Spagna. Il suicidio assistito è ammesso a determinate condizioni anche in Austria, Germania e Svizzera.
Francia eutanasia: l'Assemblea nazionale vota sul suicidio | quotidiano360