Berlino, 02 luglio 2026

Jürgen Klopp è disposto a diventare commissario tecnico della Germania dopo l'eliminazione della Nazionale agli ottavi del Mondiale 2026 ai rigori contro il Paraguay, mentre la Federcalcio tedesca (DFB) valuta la posizione di Julian Nagelsmann.

Aggiornamento del 2 luglio 2026: la discussione sulla successione di Julian Nagelsmann si è intensificata nelle ultime ore dopo che Jürgen Klopp ha dichiarato di essere aperto a un ritorno in panchina, questa volta sulla panchina della Nazionale tedesca. Il presidente del DFB Bernd Neuendorf ha annunciato che l'analisi del fallimento sarà condotta «in comune e con calma», ma le prese di posizione pubbliche degli ultimi giorni hanno chiaramente indebolito la posizione del ct uscente.

Cosa c'è di nuovo dal 1° luglio 2026

Cosa c'è di nuovo dal 1° luglio 2026: rispetto alla versione precedente dell'articolo, sono emersi nuovi elementi decisivi. L'ex presidente federale Reinhard Grindel ha confermato al «Münchner Merkur» che il DFB aveva pianificato già nel 2019 di affidare la Nazionale a Klopp come successore di Joachim Löw: «Das wusste Klopp auch, weil ihm dies Vertreter des DFB im Frühjahr 2019 in Liverpool erläutert haben». Grindel ha spiegato che il piano non fu poi perseguito a causa delle sue dimissioni nell'aprile 2019, «Wegen meines Rücktritts sind diese Überlegungen offenbar nicht weiterverfolgt worden». Inoltre, Philipp Lahm ha pubblicamente messo in discussione Nagelsmann dalle colonne della «Kicker», mentre Oliver Bierhoff ha ufficialmente indicato Klopp come «allenatore desiderato».

Julian Nagelsmann è rientrato in Germania dal Mondiale senza rilasciare dichiarazioni: all'aeroporto di Monaco ha attraversato un'uscita secondaria sotto la pioggia, passando davanti a una dozzina di giornalisti che attendevano una sua reazione. Il ct, che aveva un contratto fino al Campionato Europeo 2028 e uno stipendio stimato fino a 7 milioni di euro annui, dopo il match contro il Paraguay aveva escluso l'ipotesi di dimissioni: «Ich bin keiner, der sagt, ich trete zurück, weil wir ausgeschieden sind. Und wenn man das nicht möchte, muss man das sagen».

Nagelsmann sotto pressione

Secondo quanto riportato dalla «Süddeutsche Zeitung» citando una fonte interna al DFB, il ct uscente non avrebbe ormai «keine Chance mehr» di restare al suo posto, nonostante la federazione abbia fatto sapere che ai prossimi colloqui con Nagelsmann sarà ancora lui a sedersi al tavolo. Il verdetto contro il Paraguay, perso 4-3 ai rigori dopo il 3-3 dei tempi regolamentari, è stato definito dai media tedeschi «Trauerspiel», «Blamage» e «Armutszeugnis für Fußball-Deutschland».

Jürgen Klopp è sotto contratto fino al 2029 come «Head of Global Soccer» di Red Bull, ruolo ricoperto dal gennaio 2025. Tuttavia, secondo quanto riportato dai media, sarebbe pronto a liberarsi per la panchina della Nazionale: «Ich verstehe das, wenn über den Bundestrainer gesprochen wird, dass da irgendwie mein Name genannt wird», ha dichiarato Klopp in qualità di opinionista per «MagentaTV». L'ex tecnico di Magonza, Borussia Dortmund e Liverpool ha poi aggiunto: «Da muss man jetzt einfach sagen: gut, da muss man sich irgendwann anders drum kümmern», confermando di voler chiudere la questione dopo l'eliminazione tedesca per concentrarsi sul resto del torneo.

Klopp apre, ma il contratto con Red Ballo resta un ostacolo

L'ex direttore generale del DFB Oliver Bierhoff, che aveva lasciato l'incarico dopo l'eliminazione al girone del Mondiale 2022 in Qatar, si è detto favorevole a un approccio prudente: «jetzt keine Kurzschlusshandlung», ma ha anche raccomandato al DFB di muoversi concretamente verso Klopp: «Da braucht man kein Fachmann zu sein, um zu sagen, dass Jürgen Klopp als Bundestrainer, sollte er wechseln, natürlich der Wunschtrainer wäre». Bierhoff ha lodato Klopp come «eine große Persönlichkeit, hat riesige Erfolge gefeiert und ist jemand, der sicherlich auch eine Mannschaft, ein ganzes Land mitreißen kann».

Mats Hummels, campione del mondo 2014 e oggi opinionista a «MagentaTV», è stato tra i più netti: «Wenn man die ganze Faktenlage gerade so sieht, würde ich sagen: Es muss sich auf der Trainerposition etwas ändern». Hummels ha però ammesso un possibile conflitto di interessi, visto che Nagelsmann non lo aveva convocato per l'Europeo casalingo del 2024: «Da ist nicht alles sehr fair und ehrlich mit mir gelaufen. Das müssen wir, glaube ich, irgendwann mal in einem privaten Gespräch ausräumen. Das ist bisher nicht geschehen». Sulla partita con il Paraguay, Hummels ha osservato che il difensore Jonathan Tah abbia dovuto tirare il primo rigore della sua carriera professionistica da sesto tiratore «weil alle anderen nicht mehr wollen, ist leider bezeichnend».

Le voci critiche degli ex campioni del mondo

Anche Philipp Lahm, capitano della Germania campione del mondo 2014 e oggi columnist per «Kicker», ha chiesto apertamente una riflessione su Nagelsmann: «Schon bei der Heim-EM haben wir nicht wirklich geglänzt. Danach blieb eine Entwicklung aus. Jetzt zu den Top 32 der Welt zu zählen, kann nicht unser Anspruch sein. Deswegen muss er hinterfragt werden». Lahm ha criticato l'impiego di Joshua Kimmich come terzino destro — «im Mittelfeld gehört er zur internationalen Klasse» — e ha lamentato l'assenza di una «natürliche Hierarchie» nella squadra.

L'ex portiere Oliver Kahn, campione d'Europa 1996 e vicecampione del mondo 2002, ha preso le difese dei tre ct susseguitisi — Löw, Flick e Nagelsmann — sostenendo che il problema non sia riconducibile all'allenatore: «Drei Bundestrainer sind am selben Punkt gescheitert. Wenn drei Trainer mit unterschiedlichen Ansätzen immer am selben Punkt scheitern, liegt die Ursache tiefer». Secondo Kahn, la radice andrebbe cercata nella mancata formazione dei giovani alla responsabilità: «Wer als junger Spieler immer wieder lernt, schwierige Entscheidungen zu treffen, Fehler auszuhalten und trotzdem den nächsten Ball zu fordern, entwickelt genau das, was große Turniere entscheidet». Sui rigori contro il Paraguay ha aggiunto: «Eine Spitzenmannschaft sucht in diesem Augenblick keine Freiwilligen. Sie hat Spieler, die den Ball verlangen».

Sul fronte istituzionale, il cancelliere federale Friedrich Merz (CDU) aveva diffuso un messaggio di solidarietà alla squadra («Wer den Adler auf der Brust trägt, hat unseren Rückhalt verdient und nicht unseren Spott»), ma si è poi scoperto che si è trattato di un errore di coordinamento nella pubblicazione. Il commissario UEFA per la nazionale tedesca si riunirà con il direttore Andreas Rettig per fare il punto, mentre il vicepresidente federale Hans-Joachim Watzke — legato a Klopp dai tempi del Borussia Dortmund — potrebbe avere un ruolo di mediazione.

Le critiche alla dirigenza federale

Le critiche non risparmiano la dirigenza federale. L'ex internazionale Dietmar Hamann, opinionista di «Sky», ha puntato il dito contro Neuendorf e Rettig: «Ich glaube, es ist an der Zeit, die Herren Neuendorf und Rettig zu hinterfragen, wie das passieren konnte». Anche Berti Vogts e Thomas Helmer hanno criticato la mentalità della squadra: «Wir haben entscheidende Entwicklungen im internationalen Fußball verpasst, das wird immer deutlicher». Per Manuel Neuer, al termine della sua ultima partita in Nazionale, il momento resta comunque positivo sul piano personale: «Trotz des bitteren Endes bereue ich diesen Schritt keine Sekunde».

Diversi osservatori hanno evocato il precedente del 2004, quando il DFB — sotto la presidenza di Gerhard Mayer-Vorfelder — installò la coppia Jürgen Klinsmann–Joachim Löw dopo l'uscita agli Europei, con risultati poi storici. Anche il biennio 2017, quando la Germania vinse contemporaneamente Confederations Cup in Russia (con Löw) e Europeo Under 21 in Polonia (con Stefan Kuntz, e giocatori come Serge Gnabry, Nadiem Amiri e Maximilian Arnold), viene citato come modello di una contemporanea generazione vincente a tutti i livelli.

I precedenti storici e la questione generazionale

La generazione dei campioni del mondo 2014 — Manuel Neuer, Jérôme Boateng, Sami Khedira, Mesut Özil, Mats Hummels, Benedikt Höwedes — aveva esordito all'Europeo Under 21 del 2009. Il successivo percorso di riforme del calcio tedesco, avviato dopo la delusione del 1998, aveva richiesto anni prima di produrre risultati. Secondo alcuni analisti, la mancanza di una stabile gerarchia nella squadra attuale — evidenziata anche dal fatto che Nagelsmann abbia convinto Neuer a un ritorno in Nazionale nel 2024 — rivelerebbe vuoti più profondi nel vivaio.

A livello di sponsorizzazioni e immagine, il k.o. tedesco è arrivato in una fase delicata: Adidas avrebbe venduto oltre tre milioni di magliette della Nazionale, tre volte tanto rispetto al Qatar 2022, ma il cambio di fornitore tecnico con Nike nel 2027 potrebbe accompagnare una fase di transizione anche sul piano sportivo. Klopp, va ricordato, è da anni testimonial di Adidas.

Sul piano contrattuale, l'ostacolo principale a un approccio immediato con Klopp resta il suo impegno con Red Bull fino al 2029: fonti di stampa indicano che per una liberazione anticipata sarebbe comunque necessario un indennizzo, seppure «im einstelligen Millionen-Bereich». La questione è ora al centro delle riflessioni della Federcalcio tedesca, che — come annunciato dal presidente Neuendorf — vuole procedere «in comune e con calma» ma non potrà ignorare a lungo la pressione mediatica e politica.

Secondo la «Sport Bild», il titolo emblematico di mercoledì — «Wir brauchen Klopp als Stimmungs-Dreher» — riassume bene il sentimento dell'opinione pubblica tedesca. Il formatore più richiesto d'Europa è dunque atteso al varco: la sua analisi tagliente delle défaillances tedesche dopo la partita con il Paraguay è stata trasmessa dal DFB con grande attenzione. In una battuta rivolta a Thomas Müller, Klopp ha ricordato: «Ihr seid ja mehr für die Komik zuständig», ma sul piano tecnico il suo giudizio resta tranchant: «Im Fußball kann jeder jeden schlagen, fast jeder fast jeden – und uns viele, wenn wir nicht funktionieren».

Resta aperta la questione della sede degli Europei 2028, che secondo alcuni osservatori eserciterebbe «un richiamo speciale» sul «Kloppo». Intanto, il ct uscente Nagelsmann ha detto di voler «prepare la EM e anche la nuova fase di Nations League a settembre» se il DFB lo vorrà. Ma con un portiere che non riesce a trovare un sesto rigorista e una nazionale senza «natürliche Hierarchie», la strada per restare sembra ormai in salita.