Indagini dopo l'aggressione a un tassista a Leoben: due Identitari sospettati
Leoben, 05 luglio 2026
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Summary
Dopo una violenta aggressione ai danni di un tassista ai margini di un incontro di una corporazione studentesca (Burschenschaft) a Leoben, la Procura indaga su due sospettati appartenenti al movimento Identitario. Secondo informazioni APA, uno degli indagati era in precedenza collaboratore parlamentare di un deputato dell'FPÖ; il rapporto di lavoro è stato interrotto poche settimane prima dell'episodio.
Leoben, 05 luglio 2026
La Procura di Leoben indaga, dopo una violenta aggressione ai danni di un tassista ai margini di un incontro della Burschenschaft Leder, su due sospettati che, secondo informazioni APA, appartengono al Movimento Identitario Austria (Identitäre Bewegung Österreich); uno di loro era in precedenza collaboratore di un deputato dell'FPÖ.
Cosa è accaduto nella notte del 20 giugno?
Nella notte tra il 19 e il 20 giugno 2026, ai margini di un incontro della Burschenschaft Leder a Leoben, si è verificata una brutale aggressione ai danni di un tassista. Secondo l'attuale stato delle indagini, l'autista aveva fatto scendere tre passeggeri dalla sua vettura dopo che, a quanto riferito, nel suo veicolo erano stati intonati slogan nazionalsocialisti. Quando ha chiamato la polizia, uno degli uomini avrebbe strangolato il tassista, gettandolo a terra e colpendolo con calci ripetuti, mentre gli altri tre tentavano di fuggire.
Come ha confermato all'APA il portavoce Andreas Riedler della Procura di Leoben, si indaga su due indagati per il sospetto di tentata rapina aggravata e ai sensi della legge di divieto (Verbotsgesetz). Procedono inoltre indagini contro autori ignoti. Riedler ha al contempo chiarito: "Die Ermittlungen sind am Laufen. Es wird noch einige Zeit dauern" – l'autorità è ancora in attesa di una relazione integrativa dell'Ufficio regionale per la protezione della Costituzione e la lotta all'estremismo (LSE) della Stiria. Nuovi risultati sono attesi entro fine luglio.
Indagini e accuse
Da ricerche APA condotte in ambienti investigativi emerge che due dei sospettati figurano tra i membri dirigenti del Movimento Identitario Austria (IBÖ). La piattaforma di inchiesta "Stoppt die Rechten" classifica inoltre l'ex collaboratore dell'FPÖ come partecipante a passate azioni di disturbo contro la Vienna Pride, come organizzatore di marce degli Identitari e come esponente di rilievo nelle proteste contro le misure anti-Covid del governo federale.
Il legame tra la scena dell'estrema destra e l'apparato politico a Vienna è tornato al centro dell'attenzione grazie a questo caso. Inchieste di STANDARD e di ORF-"Report" avevano in precedenza rivelato che tra dieci e venti collaboratori parlamentari figurano in osservazioni dei servizi di intelligence interni. Il presidente del Consiglio Nazionale Walter Rosenkranz ha negato la cosa al "Kurier", sottolineando che nella relazione dei servizi "viel drinnen" (c'è dentro molto).
Legami con il Movimento Identitario
Nel caso attuale l'FPÖ ha reagito a una richiesta APA nella serata di sabato con una breve dichiarazione: "Es handelt sich um keinen aktuellen parlamentarischen Mitarbeiter. Detaillierte personenbezogene Daten von Dritten dürfen wir leider aus rechtlichen Gründen nicht weitergeben und auch über den Vorfall selbst ist uns nichts Näheres, über die mediale Berichterstattung Hinausgehendes bekannt." Secondo informazioni APA, il rapporto di lavoro dell'indagato presso il deputato dell'FPÖ era già stato interrotto poche settimane prima dell'episodio.
Nel luglio 2025 il deputato dell'FPÖ Michael Oberlechner aveva difeso l'assunzione dell'ex esponente Identitario con queste parole: "Politischer Aktivismus ist – unabhängig von der konkreten Ausrichtung – ein Jugendphänomen und angesichts der Unbescholtenheit meines Mitarbeiters sicherlich kein Hindernis für eine Tätigkeit in den Institutionen der Demokratie." La dichiarazione era stata rilasciata dopo che, già nel giugno 2025, la Direzione per la protezione della Costituzione e il Servizio informazioni (DSN) aveva denunciato l'uomo per la sua presenza al funerale di un membro della Burschenschaft durante il quale, a quanto riferito, sarebbe stato cantato un canto delle SS. Il procedimento è stato poi archiviato.
L'FPÖ e l'ex collaboratore
Pochi giorni prima dell'episodio di Leoben le autorità erano già intervenute direttamente contro il Movimento Identitario: la Direzione di polizia regionale di Vienna e il gruppo Misure Immediate (Sofortmaßnahmen) della Città di Vienna avevano chiuso il cosiddetto "Identitären Keller" nel 5° distretto di Vienna. Ciò ha al contempo intensificato la pressione sul governo federale affinché valuti un'eventuale cancellazione degli Identitari dal registro delle associazioni.
L'incontro della Burschenschaft Leder, al quale, secondo i resoconti dello STANDARD, erano presenti centinaia di corporati provenienti da Austria e Germania, aveva già richiamato attenzione nei giorni precedenti. Osservatori hanno sottolineato come negli ultimi anni siano aumentati la densità di partecipanti noti negli ambienti di riferimento e la conseguente mobilitazione della scena antagonista. Le autorità di sicurezza hanno dichiarato di aver osservato l'incontro.
Indipendentemente dal procedimento di Leoben, presso l'LSE di Vienna è in corso un'indagine separata contro lo stesso ex collaboratore dell'FPÖ. In relazione a un presunto post su Instagram dal contenuto xenofobo, gli viene contestato il sospetto di istigazione all'odio (Verhetzung). Un esito di queste indagini non è ancora noto, secondo la Procura.
Servizi di intelligence e collaboratori parlamentari
L'avvocato delle parti civili e gli osservatori avevano richiamato l'attenzione, dopo la vicenda, sulla particolare gravità dell'episodio. Un tassista che faccia scendere passeggeri dal proprio veicolo a causa di slogan di estrema destra deve poter contare sul fatto che polizia e giustizia reagiscano con fermezza – soprattutto quando gli indagati provengono dalla cerchia di organizzazioni rilevanti per la protezione della Costituzione.
La Procura sottolinea che, fino al termine delle indagini, vale la presunzione di innocenza per tutti gli indagati. Tempi e modalità dell'eventuale formulazione dell'accusa dipenderanno, secondo Riedler, dal completamento della relazione LSE ancora mancante. Una decisione non è attesa prima della fine di luglio.
Sul piano della politica interna, il caso riapre la questione di come sia regolamentata la collaborazione tra servizi di intelligence interni e uffici parlamentari. Secondo le inchieste di STANDARD e "Report", opposizione e parti della compagine governativa chiedono regole chiare per i casi in cui collaboratori di mandatari finiscano in osservazioni. Finora non esiste alcun obbligo di segnalazione di tali casi alla Direzione del Parlamento.
Prospettive del procedimento
Il Movimento Identitario Austria non si è espresso pubblicamente sulle accuse. Anche il secondo indagato, il cui ruolo nell'IBÖ sarebbe, secondo APA, "dirigente", tace finora. Osservatori partono dal presupposto che le indagini interne alla scena – ad esempio su eventuali espulsioni di membri – emergeranno pubblicamente solo dopo la conclusione delle indagini penali.
Per le persone coinvolte – il tassista e la sua famiglia – la Procura ha disposto misure di tutela delle vittime. L'uomo, dopo l'aggressione, aveva dovuto essere curato temporaneamente in ospedale e, secondo quanto riferito dal suo entourage, soffre ancora oggi delle conseguenze dell'attacco.
Nelle prossime settimane gli investigatori assumeranno le testimonianze di ulteriori testimoni tra i membri della Burschenschaft e i passanti che erano in giro a Leoben nella notte del 20 giugno. La polizia ha diramato un appello ai testimoni e ha invitato in particolare i partecipanti all'incontro che abbiano osservato qualcosa a farsi avanti.
Leoben: Identitari nel mirino dopo l'aggressione al tassista | quotidiano360