Incendio in fabbrica di scarpe in Cina: almeno 28 morti
Pechino, 10 luglio 2026
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Summary
Nel grave incendio di una fabbrica di scarpe a più piani nella città di Jinjiang, nella Cina orientale, sono morte almeno 28 persone. Il capo di Stato cinese Xi Jinping ha chiesto misure complete di ricerca e soccorso nonché un rapido accertamento delle cause dell'incendio.
Pechino, 10 luglio 2026
Nel grave incendio di una fabbrica di scarpe a più piani nella città di Jinjiang, nella provincia del Fujian, nella Cina orientale, sono morte almeno 28 persone, mentre i soccorsi sul luogo della sciagura proseguono.
Entità della sciagura
Nel grave incendio in una fabbrica di scarpe nella provincia del Fujian, nella Cina orientale, sono morte almeno 28 persone. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Xinhua, il rogo è divampato in una fabbrica a più piani nella città di Jinjiang. Le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso.
L'emittente statale CCTV aveva inizialmente riferito che alcune persone erano intrappolate nel luogo dell'incendio. Le autorità del Fujian avrebbero mobilitato forze per curare i feriti e gestire la situazione sul posto. Anche il Ministero per la gestione delle emergenze e l'Agenzia nazionale dei vigili del fuoco hanno inviato una task force congiunta sul luogo della sciagura.
Secondo le informazioni fornite, il capo di Stato cinese Xi ha chiesto misure complete di ricerca e soccorso nonché un rapido accertamento delle cause dell'incendio. Xi Jinping ha inoltre dichiarato che i responsabili dovranno essere chiamati a rispondere in modo severo delle proprie azioni.
Reazione del governo
La fabbrica in cui è scoppiato l'incendio si trovava, secondo le autorità, a Jinjiang, una città industriale della provincia del Fujian, sulla costa sud-orientale della Cina. La regione è considerata uno dei centri della produzione calzaturiera e tessile della Cina e ospita numerosi stabilimenti produttivi destinati all'esportazione.
In Cina si verificano ripetutamente gravi incidenti industriali. Spesso entrano in gioco misure di sicurezza inadeguate o normative non rispettate. In passato, grandi incendi industriali, esplosioni e incidenti minerari hanno ripetutamente causato decine o addirittura centinaia di vittime.
Contesto: incidenti industriali in Cina
Solo a maggio era stata segnalata una cifra di 37 morti in un'esplosione avvenuta in una fabbrica di fuochi d'artificio nella provincia dello Hunan, nella Cina centrale. La sciagura di allora aveva riacceso il dibattito sul rispetto degli standard di sicurezza negli stabilimenti produttivi cinesi.
L'attuale incendio di Jinjiang è una sciagura avvenuta in un edificio industriale a più piani in cui, secondo le informazioni finora disponibili, venivano prodotte calzature. Il numero esatto dei feriti e l'entità complessiva dei danni non erano ancora stati accertati in via definitiva al momento del servizio.
Secondo le autorità, le squadre di soccorso erano impegnate senza sosta per recuperare eventuali ulteriori vittime nelle parti dell'edificio distrutte dalle fiamme. Secondo il resoconto, i vigili del fuoco hanno impiegato forze per spegnere l'incendio e per cercare i dispersi. I residenti della zona hanno riferito che fitte colonne di fumo erano visibili sopra l'area industriale.
Il presidente cinese Xi Jinping, che è anche segretario generale del Partito Comunista e presidente della Commissione militare centrale, ha chiesto, secondo una comunicazione ufficiale, un'assistenza completa per i feriti e per i familiari delle vittime. Al contempo ha preteso un'indagine rapida sulle cause.
Indagini e conseguenze
La Direzione generale per la sicurezza sul lavoro e il Ministero per la gestione delle emergenze sono coinvolti nelle indagini, secondo quanto comunicato dalle autorità. Di norma, in caso di gravi incidenti industriali in Cina vengono avviate inchieste ufficiali, che devono esaminare sia le carenze tecniche sia quelle in materia di vigilanza.
A Jinjiang e nei dintorni, secondo le associazioni industriali, vi è un'alta densità di stabilimenti produttivi di scarpe, abbigliamento sportivo e tessili. La regione è considerata una delle più importanti basi produttive per l'industria calzaturiera del Paese e impiega centinaia di migliaia di lavoratori.
Esperti economici segnalano da anni che per molti produttori cinesi le misure di sicurezza e antincendio non sono conformi agli standard internazionali. Gli spazi produttivi talvolta angusti, l'impiego di materiali facilmente infiammabili e vie di fuga insufficienti aumenterebbero il rischio di gravi incidenti.
Le autorità competenti del Fujian hanno annunciato che sarà fornita assistenza ai familiari dei morti e dei feriti. Nelle città industriali cinesi, dopo gravi incidenti, è consuetudine versare risarcimenti, il cui ammontare varia a seconda dell'esito dell'inchiesta statale.
Osservatori internazionali seguono con attenzione ogni grave incidente industriale in Cina, poiché la Repubblica Popolare è uno dei più importanti poli produttivi al mondo per beni di consumo. Le catene di fornitura di marchi internazionali che producono in fabbriche cinesi potrebbero essere compromesse da un incendio di questo tipo.
Parallelamente alle operazioni di soccorso, secondo le autorità erano in corso i preparativi per un'analisi approfondita delle cause. In casi precedenti, le inchieste in Cina avevano accertato che spesso sistemi antincendio mancanti, uscite di emergenza ostruite o una formazione inadeguata del personale avevano contribuito a tali catastrofi.
Importanza economica della regione
La notizia sull'incendio è stata trasmessa il 09.07.2026 nel programma Deutschlandfunk. Numerosi media statali e di partito cinesi hanno riportato contemporaneamente l'accaduto, diffondendo le dichiarazioni ufficiali tramite l'agenzia di stampa Xinhua nonché le emittenti CCTV e China Daily.
La tragedia di Jinjiang si inserisce in una serie di gravi incidenti industriali che hanno scosso la Cina negli ultimi anni. Gli osservatori si aspettano che il governo possa nuovamente irrigidire la vigilanza sugli stabilimenti produttivi e ampliare i controlli di sicurezza.
Anche sull'identità delle vittime non erano inizialmente disponibili dati certi. Dopo le operazioni di spegnimento, le squadre di soccorso hanno cercato di localizzare eventuali ulteriori dispersi tra le macerie e i piani carbonizzati dell'edificio industriale.
Nel frattempo, i soccorritori sul posto hanno predisposto alloggi per i familiari e allestito punti di assistenza per le famiglie delle vittime. Le autorità locali hanno inoltre annunciato un sostegno psicologico per i superstiti e i familiari delle vittime.
Come ha inoltre riferito l'agenzia di stampa statale Xinhua, le autorità avrebbero intensificato le operazioni di ricerca e soccorso. L'Agenzia nazionale dei vigili del fuoco e il Ministero per la gestione delle emergenze avrebbero coordinato l'intervento sul posto.
L'intera tragedia evidenzia, secondo la valutazione degli esperti di sicurezza sul lavoro, i rischi persistenti in parte dell'industria cinese. Nonostante i numerosi tentativi di regolamentazione degli ultimi anni, gli incidenti industriali si sono ripetuti.
La Direzione generale per la sicurezza sul lavoro ha più volte sottolineato, dopo precedenti sciagure, che le aziende devono rispettare rigorosamente le prescrizioni di sicurezza. Tuttavia, in caso di incidenti gravi, vengono costantemente riscontrate violazioni delle norme antincendio e delle disposizioni sulla tutela del lavoro.
Nella provincia del Fujian, negli ultimi anni le autorità di sicurezza hanno effettuato ripetutamente blitz in impianti industriali per individuare carenze antincendio. I risultati di questi controlli sono tuttavia stati spesso oggetto di critiche pubbliche
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