Incendi Costa Brava 2026: 45.000 persone a casa | quotidiano360
Incendi boschivi in Spagna e Portogallo: 45.000 persone restano a casa vicino alla Costa Brava
Madrid, 04 luglio 2026
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Summary
Un vasto incendio boschivo scoppiato venerdì vicino a La Bisbal d'Empordà, nell'entroterra della Costa Brava, ha già distrutto circa 2.200 ettari di vegetazione e costretto 45.000 abitanti di dieci comuni a restare nelle proprie abitazioni. Contemporaneamente, nel nord del Portogallo, un altro rogo ha devastato circa 10.000 ettari e ferito almeno nove persone, mentre i governi di Lisbona e Madrid hanno attivato aiuti internazionali.
Madrid, 04 luglio 2026
Le autorità spagnole hanno invitato circa 45.000 residenti di dieci comuni nella provincia di Girona, in Catalogna, a non lasciare le proprie abitazioni a causa del denso fumo provocato da un incendio boschivo scoppiato venerdì mattina vicino a La Bisbal d'Empordà, mentre nel vicino Portogallo un rogo nel nord del Paese ha già distrutto circa 10.000 ettari e ferito almeno nove persone.
L'incendio è divampato venerdì mattina nelle vicinanze del comune di La Bisbal d'Empordà, nell'entroterra della nota regione turistica della Costa Brava, nella Catalogna nord-orientale. In poche ore le fiamme si sono propagate rapidamente attraverso la vegetazione, favorite dalle elevate temperature e dalla siccità che da settimane interessa l'area. Secondo i vigili del fuoco catalani, entro la mattina di sabato il rogo aveva già distrutto circa 2.200 ettari di vegetazione, una superficie paragonabile a circa 1.800 campi da calcio, come riportato dai servizi di soccorso.
Le autorità catalane hanno invitato i residenti di dieci comuni a est di Girona a restare nelle proprie case per via delle dense nubi di fumo che hanno reso l'aria irrespirabile in vaste zone. "Die Bewohner der Region wurden angewiesen, das Brandgebiet nicht zu betreten" – le autorità hanno disposto il divieto di accesso all'area dell'incendio. Complessivamente circa 45.000 persone sono state coinvolte dall'ordine di non uscire, mentre 150 residenti, tra cui 70 bambini provenienti da un campo estivo, sono stati evacuati.
L'emergenza in Catalogna: numeri e ordinanze
Sul terreno operano circa 400 vigili del fuoco, supportati da dieci aerei antincendio. Il ministro dell'Interno della Generalitat de Catalunya, Núria Parlón, ha riferito che le fiamme hanno già devastato 1.280 ettari. La polizia catalana ha inoltre annunciato il fermo di un uomo sospettato di aver causato il rogo "durch die Nutzung eines Winkelschleifers am Straßenrand", ovvero utilizzando una smerigliatrice angolare sul bordo della strada.
Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha espresso la propria preoccupazione tramite il social network X, invitando la popolazione alla prudenza "angesichts der hohen Temperaturen in den kommenden Tagen", dato l'arrivo di temperature molto elevate nei prossimi giorni. "Feuerwehrleute haben einen Waldbrand nahe der spanischen Touristenregion Costa Brava teilweise unter Kontrolle gebracht" – i vigili del fuoco hanno in parte domato l'incendio, anche se le autorità considerano la situazione ancora instabile.
Le operazioni di spegnimento e l'attenzione per il vento
L'obiettivo principale dei soccorritori è ora quello di portare l'incendio sotto pieno controllo prima di un possibile cambio di direzione del vento. "Ziel sei es, den Brand vollständig unter Kontrolle zu bringen, bevor der Wind sich drehe", hanno spiegato fonti dei servizi di emergenza. Il timore principale è che una rotazione del vento possa spingere le fiamme verso aree abitate o verso altre zone boschive non ancora interessate dal rogo.
Sul posto sono attivi anche circa 200 membri delle unità di emergenza militari spagnole, inviati sabato per sostenere le operazioni di spegnimento. A questi si aggiungono i circa 400 vigili del fuoco e i dieci aerei antincendio già impiegati. Le autorità hanno inoltre segnalato quattro focolai secondari di dimensioni più contenute, ciascuno contrastato da almeno 100 vigili del fuoco, in un quadro complessivo che richiede uno sforzo coordinato su più fronti.
Il fronte portoghese: 10.000 ettari in fiamme
Parallelamente, nel nord del Portogallo un incendio scoppiato mercoledì nel comune di Vouzola, nel distretto di Viseu, a circa 20 chilometri dalla costa, è ormai fuori controllo. Secondo il comandante della protezione civile Mário Silvestre, le fiamme hanno già devastato circa 10.000 ettari. "Der Brand im Norden des Landes verwüstete bereits schätzungsweise 10.000 Hektar" – le fiamme hanno percorso una superficie impressionante in pochi giorni, favorita dal vento e dalla vegetazione secca.
Le autorità portoghesi hanno deciso venerdì di attivare il Meccanismo europeo di protezione civile e di richiedere rinforzi attraverso accordi bilaterali con Spagna e Marocco. "Die portugiesischen Behörden hatten am Freitag beschlossen, den europäischen Katastrophenschutzmechanismus sowie bilaterale Abkommen mit Spanien und Marokko für Verstärkungen zu aktivieren" – Lisbona ha quindi ufficialmente chiesto assistenza internazionale. "Mindestens neun Menschen wurden verletzt" – almeno nove persone sono rimaste ferite in relazione all'incendio portoghese.
Sul terreno, sabato operavano circa 1.000 vigili del fuoco portoghesi, supportati da 380 veicoli, oltre che da otto aerei ed elicotteri. "Rund tausend Feuerwehrleute, unterstützt von 380 Fahrzeugen sowie acht Flugzeugen oder Hubschraubern, waren am Samstag im Einsatz, um die Flammen unter Kontrolle zu bringen" – un dispiegamento massiccio di mezzi per cercare di contenere un fronte di fuoco in continua espansione. Il primo ministro portoghese Luís Montenegro ha spiegato la scelta di chiedere aiuti internazionali dichiarando: "Nicht, weil unsere Kapazitäten bereits ausgeschöpft wären, sondern weil bei der derzeitigen Lage unser gesamtes Staatsgebiet einem sehr hohen Risiko ausgesetzt ist".
Il contesto climatico e il confronto con il 2017
I due roghi si inseriscono in un contesto più ampio di emergenza incendi che sta colpendo duramente la Penisola iberica. Secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi, lo scorso anno gli incendi in Spagna hanno distrutto quasi 400.000 ettari di vegetazione e causato otto morti. "Im vergangenen Jahr zerstörten Waldbrände in Spanien nach Angaben des Europäischen Waldbrandinformationssystems fast 400.000 Hektar Vegetation, acht Menschen kamen ums Leben" – un bilancio che testimonia la portata strutturale del fenomeno.
Gli esperti di clima indicano che la Spagna è particolarmente colpita dalle conseguenze del cambiamento climatico, con ondate di calore sempre più frequenti e prolungate che aumentano il rischio di incendi di vasta portata. La Catalogna, come altre regioni del Mediterraneo, registra una crescente aridità dei suoli che rende la vegetazione estremamente vulnerabile. "Spanien ist besonders von den Folgen des Klimawandels betroffen" – una condizione che rende la stagione estiva sempre più critica sotto il profilo del rischio incendi.
Cooperazione internazionale e prospettive
Anche il Portogallo porta i segni di un passato recente segnato da tragedie legate al fuoco. Nel 2017 gli incendi nel Paese hanno causato la morte di oltre cento persone, in uno dei peggiori disastri della storia recente portoghese. "2017 starben bei Bränden mehr als hundert Menschen" – un ricordo ancora vivo che contribuisce a spiegare la prontezza con cui le autorità lusitane hanno attivato i meccanismi di assistenza europea e bilaterale per affrontare l'attuale emergenza.
Il coordinamento tra Spagna e Portogallo, unito all'arrivo dei rinforzi internazionali richiesti da Lisbona, dovrebbe consentire un rafforzamento progressivo dei dispositivi antincendio. "Zu ihren Aufgaben werde gehören, 'die Einsatzbereitschaft zu gewährleisten, falls wir gleichzeitig mehrere Vorfälle haben' – ein Szenario mit 'hoher Wahrscheinlichkeit'" – l'obiettivo dichiarato delle forze militari e di protezione civile è garantire la prontezza operativa anche in caso di eventi simultanei, uno scenario che le autorità considerano altamente probabile nelle prossime settimane.
Le prossime ore: allerta meteo e prevenzione
Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni non lasciano presagire un miglioramento immediato: le temperature resteranno elevate su gran parte della Penisola iberica, con rischio di nuovi focolai. Le autorità invitano la popolazione a evitare comportamenti che possano innescare incendi e a seguire le indicazioni delle forze di soccorso. La stagione degli incendi è appena iniziata e le prossime settimane saranno decisive per valutare la tenuta dei dispositivi di prevenzione e lotta attiva in tutta l'area mediterranea.
Per il momento, nelle aree colpite dagli incendi in Catalogna e nel nord del Portogallo, la priorità resta la protezione delle persone e delle abitazioni, con le squadre di soccorso impegnate a contenere l'avanzata delle fiamme prima dell'arrivo di un eventuale peggioramento delle condizioni meteo. Resta alta l'attenzione su tutto il territorio iberico, dove il rischio di incendi boschivi è classificato come molto elevato dalle autorità competenti.
Questions & Answers
Dove è scoppiato l'incendio in Spagna e quanta superficie ha bruciato?
L'incendio è scoppiato venerdì mattina vicino a La Bisbal d'Empordà, nell'entroterra della Costa Brava in Catalogna, e ha già distrutto circa 2.200 ettari di vegetazione secondo i vigili del fuoco catalani.
Quante persone sono state coinvolte dall'ordine di restare a casa in Catalogna?
Circa 45.000 residenti di dieci comuni a est di Girona sono stati invitati dalle autorità a non lasciare le proprie abitazioni a causa delle dense nubi di fumo, mentre 150 persone, tra cui 70 bambini di un campo estivo, sono state evacuate.
Qual è la situazione dell'incendio in Portogallo e quali aiuti sono stati richiesti?
L'incendio nel nord del Portogallo, scoppiato mercoledì nel comune di Vouzola, ha devastato circa 10.000 ettari e ferito almeno nove persone; le autorità portoghesi hanno attivato il Meccanismo europeo di protezione civile e accordi bilaterali con Spagna e Marocco.